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Il commento
Trump? "Gestisce gli USA come se fosse nel film 'Il Padrino'"
Redazione
un anno fa
Paolo Grassi, avvocato ticinese che vive a New York, commenta i dazi annunciati da Trump e descrive la situazione interna agli Stati Uniti in merito all'operato del presidente statunitense e alla guerra commerciale da lui avviata.

"Il fatto che Trump ha colpito anche la Svizzera è parte del suo discorso demagogico verso l'elettorato interno. Per la popolazione media statunitense del Mid West, noi svizzeri siamo le banche e la finanza". Paolo Grassi, avvocato ticinese che vive a New York, commenta così la decisione del presidente Usa di imporre i dazi del 31-32% sulle importazioni dalla Svizzera. "Non dobbiamo dimenticare", continua, "che Trump si rivolge al suo elettorato interno su cui fa presa il discorso anti-straniero. Il tema dei dazi si innesta in questa tematica".

La quotidianità a stelle e strisce

Donald Trump ha avviato una guerra commerciale, ma questa come viene vista da chi vive negli Stati Uniti? "Ogni giorno ci sono almeno dieci notizie che hanno l'obiettivo di deviare l'attenzione della popolazione. I democratici, al momento, non sanno gestire questa situazione e la tattica dell'amministrazione Trump era nota, è quella di fare dichiarazioni e firmare decreti a raffica, così da creare l'effetto shock. Una strategia che i democratici non sono stati in grado di gestire. Una teoria è che lascino implodere il tutto, perché tutte queste politiche porteranno il paese su questa strada, aspettando il 2027 e sperando di poter trarre vantaggio da tutto questo".

"Gestisce il Paese come se fosse nel 'Padrino'"

Per Grassi, inoltre, "Trump non intende realmente portare le imprese negli Stati Uniti, perché non potrebbero produrre. Negli Usa c'è un tasso di disoccupazione tra i più bassi della storia e se qualcuno vuole produrre, faticherebbe a trovare personale. Nei prossimi mesi arriverà l'inflazione e il presidente darà la colpa agli stranieri". Il tutto "fa parte del discorso puramente populista di Trump e anche all'interno dello stesso partito repubblicano c'è chi ha altre posizione, ma ha paura a esporsi perché il tycoon ha un grande peso sulla base del Partito, la stessa che controlla le primarie, dove vengono proposti i candidati". L'altra sera, conclude, "guardavo 'il Padrino' e il presidente gestisce il paese nello stesso modo: sistema gli amici senza interessarsi delle loro competenze".