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Trump frena sull'opzione militare: avanti con la diplomazia, anche oltre il 18 agosto
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un'ora fa
Washington allunga i tempi per l'intesa sul nucleare: nessun problema, per Trump, se i negoziati andranno oltre il 18 agosto — TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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Il punto alle 6

Donald Trump non esclude un ritorno alle ostilità con l'Iran, ma per il momento sceglie la strada del negoziato. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, il presidente americano avrebbe discusso nei giorni scorsi con il segretario alla Difesa Pete Hegseth e con il capo degli Stati maggiori riuniti, il generale Dan Caine, l'ipotesi di nuovi attacchi su larga scala contro Teheran, decidendo tuttavia di proseguire con la via diplomatica.

Trump avrebbe inoltre rassicurato i suoi collaboratori sul fatto che un eventuale slittamento oltre il 18 agosto, data indicata come termine per raggiungere un accordo sul nucleare, non rappresenterebbe un problema, lasciando così più tempo ai negoziati per produrre risultati concreti.

Nel corso delle discussioni sarebbe stata valutata anche la possibilità di interrompere il dialogo e riprendere un'offensiva militare più ampia, descritta da alcuni funzionari come il tentativo di «completare l'opera». Il presidente, però, ritiene che una nuova escalation possa compromettere definitivamente gli sforzi diplomatici e ridurre le possibilità di ottenere lo smantellamento del programma nucleare iraniano.

Per ora, la strategia della Casa Bianca resta quella di mantenere la pressione attraverso eventuali interventi mirati e circoscritti in caso di violazioni degli accordi esistenti, evitando un conflitto aperto. I frequenti briefing del Pentagono sulle opzioni militari disponibili confermano tuttavia che Washington continua a tenere sul tavolo anche scenari più duri.

Nel frattempo, il vicepresidente americano JD Vance si è detto convinto che gli Stati Uniti si trovino in una posizione di forza indipendentemente dall'esito delle trattative. «Vogliamo che il negoziato abbia successo, ma anche in caso contrario l'obiettivo principale è già stato raggiunto: impedire all'Iran di dotarsi di un'arma nucleare», ha dichiarato a Fox News.

Secondo Vance, un accordo rappresenterebbe la trasformazione definitiva dell'Iran in un Paese reintegrato nell'economia globale e lontano dal sostegno a terrorismo e instabilità regionale. In caso di fallimento dei colloqui, invece, Washington ritiene che il programma nucleare iraniano e le sue capacità militari convenzionali resterebbero comunque fortemente compromessi, mantenendo gli Stati Uniti in una posizione di netta superiorità.

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