

Il Kuwait ha dichiarato di aver intercettato droni diretti verso impianti petroliferi e centrali elettriche nel sud del Paese, e che alcuni di questi attacchi hanno causato gravi danni alle infrastrutture. Anche gli Emirati Arabi Uniti hanno dichiarato che le loro difese aeree stanno reagendo a una minaccia missilistica. Lo riporta Iran International.
L'esercito kuwaitiano ha annunciato che «dalle 8 del mattino, le forze di difesa aerea hanno respinto un'intensa ondata di attacchi iraniani e intercettato 28 droni diretti contro il Paese» riporta il media israeliano Ynet.
L'esercito ha affermato che «le forze militari hanno intercettato con successo un gran numero di droni. Alcuni erano diretti contro infrastrutture petrolifere e centrali elettriche vitali nel sud del Paese. Questi attacchi hanno causato danni materiali significativi alle infrastrutture petrolifere, alle centrali elettriche e alle infrastrutture idriche».
Un'esplosione nella raffineria iraniana di Lavan è segnalata dall'agenzia di stampa iraniana Mehr che ha anche riferito di diverse esplosioni avvenute stamattina sull'isola iraniana di Siri. Secondo l'agenzia, la causa delle esplosioni è sconosciuta.
MarineTraffic segnala i primi attraversamenti dello Stretto di Hormuz dopo l'accordo di cessate il fuoco tra USA e Iran.
Intanto il ministro dei Trasporti dell'Oman, Said al-Maawali, ha dichiarato che il Paese non applicherà tariffe per il transito attraverso lo Stretto di Hormuz.
«La posizione dell'Oman riguardo allo stretto è chiara: ha firmato tutti i pertinenti accordi internazionali sul trasporto marittimo e, in base a tali accordi, non possono essere imposte tariffe». Secondo il ministro, molti Paesi non hanno firmato questi accordi, tra cui l'Iran, creando così un «vuoto giuridico». Il ministero degli Esteri è attualmente impegnato in discussioni sulla questione e «spera in un esito positivo».
L'approccio degli USA e Israele di un «attacco non provocato» contro l'Iran ha subito una «schiacciante sconfitta». Lo ha detto la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova.
In un'intervista a Radio Sputnik ripresa dall'agenzia Tass, la portavoce ha sottolineato che la Russia «fin dall'inizio ha affermato che questa aggressione doveva essere subito fermata», che «non c'è una soluzione militare» in Medio Oriente e che è invece necessario perseguire una «soluzione politica e diplomatica» basata su un processo negoziale.
L'esercito israeliano ha esortato i residenti dei sobborghi meridionali di Beirut a evacuare, il terzo avvertimento rivolto alla popolazione libanese da quando Washington ha annunciato il cessate il fuoco con l'Iran.
«Avviso urgente ai residenti dei sobborghi meridionali... Le Forze di Difesa Israeliane continuano le operazioni e gli attacchi contro le infrastrutture militari di Hezbollah nei sobborghi meridionali», ha dichiarato il portavoce in lingua araba dell'esercito, il colonnello Avichay Adraee, su X. «Per la vostra sicurezza, dovete evacuare immediatamente», ha aggiunto, indicando i nomi di diversi quartieri da evacuare, tra cui Haret Hreik, Burj Al-Barajneh e Ghobeiry.
Intanto Hezbollah libanese - secondo quanto riporta Reuters sul suo sito citando tre fonti libanesi vicine al gruppo - ha interrotto il fuoco sul nord di Israele e sulle truppe israeliane in Libano nelle prime ore di questa mattina, nell'ambito del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran.
Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif, figura chiave nei colloqui per il cessate il fuoco, ha dichiarato che la tregua di due settimane includerà il Libano.
«Accolgo con soddisfazione l'annuncio di un tregua immediata di due settimane». Lo ha detto il Papa all'udienza generale parlando dell'intesa raggiunta tra USA e Iran.
«A seguito di queste ultime ore di grande tensione per il Medio Oriente e per tutto il mondo, accolgo con soddisfazione e come segno di viva speranza l'annuncio di una tregua immediata di due settimane. Solo attraverso il ritorno al negoziato si può giungere alla fine della guerra. Esorto ad accompagnare questo tempo di delicato lavoro diplomatico con la preghiera, auspicando che la disponibilità al dialogo possa divenire lo strumento per risolvere le altre situazioni di conflitto nel mondo. Rinnovo a tutti l'invito a unirsi a me nella veglia di preghiera per la pace che celebreremo qui nella Basilica di San Pietro sabato 11 aprile».
L'aeronautica israeliana non ha condotto alcun attacco in Iran dalle 3 del mattino circa, ora in cui, secondo la Forza di difesa israeliana (Idf), avrebbe effettuato una serie di attacchi volti a ridurre il lancio di missili balistici iraniani contro Israele. Nel frattempo, l'esercito afferma di «continuare a combattere contro l'organizzazione terroristica Hezbollah in Libano».
Durante l'ondata di attacchi «estesi» che ha colpito l'Iran nella notte, i caccia dell'aeronautica israeliana hanno colpito siti di lancio e lanciatori di missili balistici, «con l'obiettivo di ridurre e sopprimere significativamente la portata dei lanci», afferma l'esercito. «I caccia dell'aeronautica israeliana, sotto il comando della Direzione dell'intelligence militare, hanno colpito decine di siti di lancio, interrompendo così un più ampio lancio di missili balistici diretti contro lo Stato di Israele», afferma l'Idf in un comunicato.
«Accolgo con favore il cessate il fuoco di due settimane concordato ieri sera tra Stati Uniti e Iran, porta a un allentamento delle tensioni di cui c'era grande bisogno. Ringrazio il Pakistan per la sua mediazione. Ora è fondamentale che proseguano i negoziati per una soluzione duratura a questo conflitto. Continueremo a coordinarci con i nostri partner a tal fine». Lo scrive su X la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen.
«L'accordo tra Stati Uniti e Iran sul cessate il fuoco rappresenta un passo indietro dal baratro dopo settimane di escalation», ha commentato da parte sua l'alto rappresentante UE Kaja Kallas su X dopo l'annuncio della tregua.
«Offre un'occasione fondamentale per attenuare le minacce, fermare i missili, ripristinare il traffico marittimo e creare spazio per la diplomazia in vista di un accordo duraturo: lo Stretto di Hormuz deve essere nuovamente aperto al traffico», ha aggiunto.
«Ho parlato con il ministro degli Esteri pakistano e l'ho ringraziato per aver garantito questo accordo iniziale. La porta alla mediazione deve rimanere aperta, poiché le cause alla base della guerra rimangono irrisolte: l'UE è pronta a sostenere tali sforzi ed è in contatto con i partner nella regione. Ne discuterò oggi in Arabia Saudita».
L'Oman ha affermato di accogliere con favore l'annuncio di un cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, dopo che i due Paesi hanno concordato una tregua di due settimane poche ore prima della scadenza fissata dal presidente statunitense Donald Trump.
Il ministero degli Esteri omanita ha affermato in una dichiarazione di aver sottolineato «l'importanza di intensificare gli sforzi in questo momento per individuare soluzioni in grado di risolvere la crisi alla radice e raggiungere una cessazione permanente dello stato di guerra», accogliendo con favore il cessate il fuoco.
Il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf è stato designato come capo negoziatore iraniano in vista dei colloqui di venerdì con gli Stati Uniti a Islamabad: lo riporta l'agenzia iraniana Isna, citata dall'agenzia Tass.
Secondo l'agenzia di stampa, il vicepresidente statunitense JD Vance sarà a capo della delegazione americana.
Il presidente francese Emmanuel Macron accoglie con favore il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, definendolo «un'ottima cosa», aggiunge tuttavia che debba includere «pienamente» il Libano.
Due persone hanno riportato ferite lievi in seguito a un attacco di droni iraniani in Bahrein oggi, ha affermato il ministero dell'Interno del Bahrein, poche ore dopo l'entrata in vigore della tregua tra Stati Uniti e Iran.
«A seguito dell'aggressione iraniana, due cittadini hanno riportato ferite lievi e diverse case sono state danneggiate nella zona di Sitra a causa delle schegge cadute dall'intercettazione di un drone iraniano», ha dichiarato il Ministero dell'Interno del Bahrein su X.
Le fazioni armate filo-iraniane in Iraq hanno annunciato oggi una sospensione di due settimane dei loro attacchi contro le «basi nemiche» nella regione, dopo l'inizio di un cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran. «La Resistenza islamica in Iraq annuncia la sospensione delle sue operazioni in Iraq e nella regione per due settimane», ha affermato l'alleanza in una breve dichiarazione su Telegram.
Il primo ministro britannico Keir Starmer si reca oggi nel Golfo per incontrare i leader regionali e per «discutere gli sforzi diplomatici a sostegno del cessate il fuoco». Lo fa sapere Downing Street.
«Accolgo con favore l'accordo di cessate il fuoco raggiunto nella notte, che porterà un momento di sollievo alla regione e al mondo», ha affermato il primo ministro britannico Starmer. «Insieme ai nostri partner dobbiamo fare tutto il possibile per sostenere e consolidare questo cessate il fuoco, trasformarlo in un accordo duraturo e riaprire lo Stretto di Hormuz», ha aggiunto.
La missione odierna del premier britannico Keir Starmer in alcuni Paesi arabi del Golfo era stata pianificata prima dell'accordo di cessate il fuoco raggiunto nelle scorse ore da Usa e Iran sotto l'egida della mediazione del Pakistan. Lo sottolinea la Bbc citando fonti di Downing Street e lasciando intendere che Londra non è stata coinvolta negli ultimi sviluppi negoziali.
Starmer ha comunque accolto positivamente l'annuncio dell'intesa, dopo aver auspicato ripetutamente nelle ultime settimane una «de-escalation» anche come premessa per frenare i contraccolpi economici ed energetici innescati a livello globale dall'attacco di Usa e Israele all'Iran e per consentire la piena riapertura del vitale Stretto di Hormuz alla navigazione commerciale. Mentre si è detto impegnato a fare ora «tutto il possibile» per trasformare il cessate in un accordo di pace «duraturo».
Nel suo viaggio iniziato in queste ore, il primo ministro ha in programma d'incontrare i leader delle monarchie arabe alleate, come pure i militari britannici schierati nella regione per «ringraziarli del loro coraggioso servizio» e del «sostegno difensivo» che il Regno rivendica di aver dato agli alleati del Golfo presi di mira dalla risposta di Teheran ai raid israelo-americani.
Secondo il ministero della Difesa di Londra, in questi 40 giorni le forze e i sistemi anti-aerei di Londra hanno abbattuto in totale «oltre 110 droni nella regione in oltre 1600 ore di missione». Non sono mancate tuttavia polemiche per il ritardo nell'invio di rinforzi della Royal Navy: con la sola cacciatorpediniere lanciamissili Dragon giunta dopo settimane di attesa nelle acque di Cipro a tutela della base della Raf di Akrotiri e nel frattempo già costretta in porto per «lavori di manutenzione ordinari», secondo quanto ammesso ieri sera dalla Difesa.
Crolla il prezzo del gas in avvio con l'accordo tra Usa e Iran per una tregua di due settimane, condizionato alla riapertura dello Stretto di Hormuz. I contratti Ttf ad Amsterdam, mercato di riferimento, scendono di oltre il 19% a 43 euro al megawattora.
«Una grande giornata per la pace mondiale! L'Iran la vuole, ne ha abbastanza! E così anche tutti gli altri! Gli Stati Uniti d'America aiuteranno a gestire il traffico nello Stretto di Hormuz. Ci saranno molte azioni positive! Si guadagneranno molti soldi. L'Iran potrà iniziare il processo di ricostruzione. Faremo rifornimento di ogni genere e resteremo lì ad 'aspettare' per assicurarci che tutto vada bene. Sono fiducioso che andrà così. Proprio come la stiamo vivendo negli Stati Uniti, questa potrebbe essere l'età dell'oro del Medio Oriente!!!». Lo scrive su Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
Questa mattina sono state udite delle esplosioni a Manama, capitale del Bahrein, poche ore dopo che gli Stati Uniti avevano annunciato un cessate il fuoco di due settimane con l'Iran. Lo riferisce un giornalista dell'agenzia Afp. «La Protezione Civile ha spento un incendio in una struttura causato dall'aggressione iraniana. Non si sono registrati feriti», ha dichiarato il ministero dell'Interno su X.
Il prezzo del petrolio crolla dopo le dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump sulla tregua in Iran. Il Wti con consegna a maggio passa di mano a 95,67 dollari con una flessione del 15,30% mentre il Brent con consegna a giugno è scambiato a 93,93 dollari al barile con una riduzione del 14,03%.
L'amministrazione Trump si prepara a colloqui diretti con l'Iran. Lo riporta la Cnn citando alcune fonti secondo le quali per la Casa Bianca a Islamabad dovrebbero esserci il vicepresidente JD Vance, oltre agli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner.
Donald Trump ha effettuato due brevi telefonate prima di annunciare il cessate il fuoco con l'Iran. Una a Asim Munir, il capo delle forze armate del Pakistan che ha legami con l'Iran e ha svolto il ruolo di mediatore fra Washinton e Teheran. La seconda al premier israeliano Benjamin Netanyahu. Lo riporta il New Yokr Times citando alcune fonti. Le due telefonate sono state effettuate dopo le cinque del pomeriggio.

