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Trump è stato formalmente arrestato, "non sono colpevole"
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Keystone-ats
3 anni fa
Al tribunale di Manhattan il giudice ha letto a Donald Trumo i 34 capi d'accusa nel caso Stormy Daniels. Dopo un'ora d'udienza l'ex presidente è stato rilasciato. Il 4 dicembre di quest'anno tornerà in aula.

L'ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump oggi è stato formalmente arrestato e portato al tribunale di Manhattan dove il giudice Juan Merchan gli ha letto i 34 capi d'accusa nel caso Stormy Daniels. Un'udienza definita "surreale" dal tycoon che dopo un'ora è stato rilasciato senza restrizioni pre-processuali. La prossima udienza per Trump è stata fissata il 4 dicembre del 2023, mentre il processo potrebbe iniziare a gennaio 2024, ha detto il giudice. Ripercorriamo i fatti più importanti di questa giornata:

"Non sono colpevole"

L'ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump si è dichiarato "non colpevole" dei 34 capi di imputazione per il caso della pornostar. Tra i 34 capi di imputazione - riferisce Nbc News - anche i soldi pagati per comprare durante la campagna presidenziale del 2016 il silenzio di un'altra donna con cui aveva avuto un affaire nello stesso periodo della pornostar Stormy Daniels: l'ex coniglietta di Playboy Karen McDougal. Nbc News precisa che l'incriminazione di Trump nel caso pornostar include la cospirazione.

Trump è uscito dall'aula

L'ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump è uscito dopo quasi un'ora dall'aula del tribunale di Manhattan dove gli sono stati letti i 34 capi d'accusa a suo carico. Non ha risposto alle domande dei giornalisti. Trump è uscito da una porta sul retro e quindi non ha incontrato i sostenitori assiepati fuori. Il corteo è comunque passato tra due ali di folla e curiosi che scattano foto con il telefonino.

La manifestazione dei supporter

"Trump 2024", "Usa, Usa". Davanti alla procura di Manhattan il popolo di Donald Trump scende in strada per il "presidente migliore della storia americana", "l'unico che dopo Ronald Reagan ha pensato a noi". Sono avvolti nei colori bianco, rosso e blu della bandiera americana, sono di tutte le età e arrivano da diversi stati americani per sostenere il loro "idolo", rivendicare la loro libertà di espressione e di protestare contro un sistema che si è accanito ingiustamente contro l'ex presidente. "Se la prendono con un innocente, che non a caso è l'ex presidente", grida alla folla la deputata repubblicana trumpiana di ferro Marjorie Taylor Greene a Collect Pond Park, la piazza di fronte alla procura di Manhattan dove sono state autorizzate le proteste. Greene parla al popolo di Trump per alcuni minuti, poi si allontana. Poco prima a manifestare il suo appoggio all'ex presidente era stato George Santos, il deputato conservatore di New York salito alle cronache per aver truccato il suo curriculum.

La paura di una nuova escalation

Le decine di manifestanti pro-Trump si mescolano all'ingente presenza di media e curiosi rendendo inizialmente non facile identificarli. Con il passare delle ore però il popolo dell'ex presidente cresce in una New York blindata per la paura di un nuovo 6 gennaio. Fra i sostenitori c'è Rosa, nata in Italia ma cittadina americana. "Si è battuto per noi, per le nostre libertà. Si è battuto perchè noi potessimo essere felici. Siamo gente semplice, vogliamo essere lasciati in pace mentre il governo vuole imporci restrizioni e leggi", aggiunge la donna giustificando la sua presenza. Si è alzata verso le quattro del mattino per arrivare a Manhattan e intende restare davanti alla procura l'intera giornata. "È evidente quello che stanno facendo e non ha nulla a che vedere con quello che ha fatto" Trump, aggiunge Rosa sottolineando che in molti nel governo sono arrabbiati con l'ex presidente perché li "ha esposti, ha esposto la loro corruzione".

"È una mossa politica di Biden"

"Trump ha vinto nel 2020", è il mantra che ripetono i pro-tycoon parlando del 'ritorno del Re di New York' e di una vittoria sicura in tribunale e nel 2024. L'incriminazione è solo una manovra politica dei democratici e di Joe Biden, osservano scaricando la rabbia contro il procuratore di Manhattan Alvin Bragg che - denuncia un pro-Trump di New York - sta lasciando cadere la città a pezzi. "La violenza e la criminalità dilagano ma la procura spende soldi per Trump", dice agitando una bandiera americana e con indosso un cappellino rosso 'Maga', Make America Great Again. Oltre a Bragg le critiche maggiori le riceve George Soros che, secondo Trump e il suo popolo, è il principale finanziatore della procura di Manhattan, chiara ed evidente espressione dei democratici.

In piazza anche gli anti-Trump

In piazza anche alcune decine di anti-Trump: sono dall'altra parte di Collect Pond Park, separati dai loro antagonisti da transenne e da agenti di polizia. Agitano cartelli con scritto "arrestatelo" e hanno esposto un'enorme bandiera nera con a lettere cubitali bianche: 'Trump lies all the Time'. "Le streghe sanno che questa non è una caccia alle streghe", si legge su un altro cartello agitato dalla folla in riferimento a quello che il tycoon denuncia essere fatto nei suoi confronti. "Hey Donny in carcere non c'è la lacca per i capelli", ironizzano altri. Alcuni manifestanti della fazione opposta cercano il dialogo, ascoltano le loro motivazioni ma alla fine nessuno cambia idea. Altri si insultano a distanza soprattutto sull'aborto, tema particolarmente divisivo. La polizia presidia silenziosa e disinnesca ogni avvisaglia di tensione per scongiurare che la situazione vada fuori controllo.

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