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«Trump stufo dello stallo: accordo a breve o bombe»
©Matt Rourke
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Donald Trump è stufo della situazione di stallo nessun accordo, nessuna guerra in Iran» - Un alto funzionario Usa ad Axios: «Il presidente vuole agire. Non vuole restare con le mani in mano. Vuole fare pressione. Vuole un accordo» – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
41 minuti fa
Centcom conferma: «Nessuna nave della marina USA è stata colpita»

«Nessuna nave della Marina statunitense è stata colpita. Le forze Usa stanno supportando il Project Freedom e continuano ad applicare il blocco navale ai porti iraniani». Lo conferma in un post su X il Centcom, Comando Centrale degli Stati Uniti.

Viene così smentito l'annuncio dei media statali iraniani secondo cui le Guardie Rivoluzionarie avevano colpito una nave da guerra statunitense con due missili vicino all'isola di Jask, impedendole di entrare nello stretto di Hormuz.

un'ora fa
«Trump stufo dello stallo: accordo a breve o bombe»

Donald Trump è stufo della situazione di stallo «nessun accordo, nessuna guerra» in Iran. E con l'operazione Project Freedom punta a fare pressione per un accordo altrimenti ci sarà di nuovo guerra.

«Il presidente vuole agire. Non vuole restare con le mani in mano. Vuole fare pressione. Vuole un accordo», ha dichiarato ad Axios un alto funzionario statunitense.

«Ci sono colloqui. Ci sono offerte. Le loro non ci piacciono. Le nostre non piacciono a loro. Non conosciamo ancora la situazione del leader supremo. E stanno portando messaggi a mano nelle grotte o ovunque lui o chiunque altro si nasconda. Questo rallenta il processo», ha dichiarato un alto funzionario statunitense.

Witkoff ha consigliato a Trump di proseguire i negoziati e ha presentato una valutazione ottimistica sulle probabilità di raggiungere un accordo, ma altri alti funzionari sono molto più pessimisti, secondo quanto riferito da diverse fonti statunitensi. «Stiamo esaminando i contorni concreti di un accordo realizzabile a breve, oppure li farà saltare in aria completamente», ha affermato l'alto funzionario.

2 ore fa
Teheran, «Colpita con due missili una nave da guerra Usa vicino a Hormuz»

L'Iran ha affermato di aver impedito a una nave da guerra statunitense di entrare nello stretto di Hormuz. Secondo l'agenzia di stampa iraniana Fars, due missili hanno colpito la nave da guerra vicino all'isola di Jask dopo che questa aveva ignorato gli avvertimenti iraniani.

Un alto funzionario statunitense ha però smentito la notizia. Lo scrive su X il giornalista di Axios Barak Ravid.

L'agenzia di stampa, citando fonti locali, aveva affermato che la nave da guerra si è allontanata dalla zona. Inoltre, secondo la tv di stato, la marina iraniana ha affermato di aver impedito l'ingresso di navi da guerra statunitensi nello stretto di Hormuz.

3 ore fa
«L'Iran svela la mappa che illustra il controllo su Hormuz»

La marina delle Guardie Rivoluzionarie iraniane ha presentato una nuova mappa che mostra l'area dello stretto di Hormuz controllata e amministrata dalle forze di Teheran. Lo riportano i media statali iraniani, ripresi da Iran International.

La zona sotto il comando dei pasdaran si estenderebbe, secondo la nuova mappa, tra Kuh-e Mobarak in Iran e a Fujairah negli Emirati Arabi Uniti e tra l'estremità dell'isola iraniana di Qeshm e Umm Al Quwain, sempre in territorio emiratino, di fatto ponendo l'intero stretto sotto il controllo dell'Iran l'intero stretto.

La nuova mappa dell'area dello stretto controllata e amministrata dalle forze di Teheran mostrata dalla marina delle Guardie Rivoluzionarie iraniane «elimina la possibilità per gli Emirati Arabi Uniti di aggirare lo Stretto di Hormuz per vendere il proprio petrolio, poiché la linea si estende ora oltre Fujairah, che gli Emirati Arabi Uniti utilizzavano come punto strategico per continuare a esportare petrolio sul mercato globale durante la guerra». Lo scrive Al Jazeera in un'analisi pubblicata sul suo sito.

«Gli iraniani stanno estendendo le linee oltre Fujairah. Quindi, in una certa misura, queste nuove linee impediscono anche agli Emirati Arabi Uniti di utilizzare le proprie acque territoriali - si legge -. Questa mappa è troppo ambiziosa e cambierà sicuramente gli equilibri di potere nella regione. Se attuata, renderà l'Iran la potenza dominante in questo nuovo ordine regionale e in questo nuovo assetto di sicurezza».

3 ore fa
Hezbollah dice «no» a negoziati diretti con Israele

Il leader di Hezbollah, Naim Qassem, ha ribadito in un messaggio trasmesso da al-Manar, televisione libanese vicina all'organizzazione terroristica, la sua opposizione a negoziati diretti con Israele «che porterebbero alla vittoria di Benjamin Netanyahu e sarebbero soddisfacenti per Donald Trump». «Sono favorevole alla diplomazia», ha aggiunto Qassem, ma nella formula di «colloqui indiretti».

In merito alla tregua fra Beirut e lo Stato ebraico, il leader di Hezbollah ha affermato che «non c'è nessun cessate il fuoco in Libano», perché «l'aggressione israelo-americana continua». «Non esiste una linea gialla e mai ce ne sarà una», ha concluso Qassem a proposito della zona cuscinetto istituita da Israele nel Libano meridionale.

4 ore fa
Zelensky: «La crisi in Iran minaccia il costo della vita e la stabilità globale»

«Il conflitto in Iran potrebbe causare instabilità per molto tempo», «far aumentare il costo della vita in tutti i nostri Paesi nei prossimi anni» e «portare a importanti cambiamenti politici. Quindi, prima di tutto, la nostra collaborazione in materia di energia e sicurezza deve essere una cooperazione reale. Dobbiamo aiutarci a vicenda a prepararci per l'inverno e ad affrontare le sfide energetiche». Lo ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aprendo i lavori del vertice della Comunità politica europea (CPE) a Erevan. «Dovremmo inoltre spingere per una soluzione a lungo termine per lo stretto di Hormuz e per il popolo iraniano», ha aggiunto.

«La guerra della Russia contro l'Ucraina in Europa prosegue con la stessa intensità di prima. Quest'estate sarà il momento in cui Putin deciderà come procedere: se intensificare il conflitto o ricorrere alla diplomazia, e noi dobbiamo spingerlo verso la diplomazia», ha aggiunto.

«La Russia ha annunciato che la parata del 9 maggio a Mosca si svolgerà senza equipaggiamento militare. Se ciò accadrà, sarà la prima volta in moltissimi anni che non possono permettersi equipaggiamento militare, e temono che dei droni possano sorvolare la Piazza Rossa. Questo è significativo. Dimostra che al momento non sono forti. Quindi dobbiamo continuare a esercitare pressione su di loro con le sanzioni».

Riguardo al conflitto ha dichiarato: «Dobbiamo concentrarci su cosa faremo se la Russia non porrà fine a questa guerra. Abbiamo bisogno di mantenere alta la pressione e abbiamo bisogno di pace. Naturalmente, questa è la priorità assoluta. Dobbiamo trovare un formato diplomatico praticabile, e l'Europa deve essere presente al tavolo in qualsiasi negoziato». «Siamo in contatto con gli Stati Uniti e comprendiamo i loro punti di vista e le loro posizioni, ma sarebbe auspicabile sviluppare una voce europea comune per i colloqui con i russi» ha aggiunto.

4 ore fa
Teheran: «Gli USA abbandonino le richieste massimaliste»

Il portavoce iraniano del ministero degli Esteri, Esmail Baghaei, ha affermato che gli Stati Uniti «devono abbandonare richieste massimaliste» e che sono responsabili della lentezza degli sforzi diplomatici per porre fine alla guerra.

Ieri sera Teheran ha fatto sapere che stava valutando la risposta americana al piano in 14 punti iraniano.

6 ore fa
Annullata l'udienza del processo a Netanyahu «per motivi di sicurezza»

È stata annullata questa mattina l'udienza odierna per la testimonianza del premier Benjamin Netanyahu nei processi che lo vedono imputato. Lo comunica l'ufficio del portavoce dei tribunali, specificando che l'annullamento è dovuto a 'motivi di sicurezza' in seguito a un aggiornamento ricevuto dall'avvocato di Netanyahu nel corso della notte.

6 ore fa
Teheran: «Le forze USA saranno attaccate se si avvicinano a Hormuz»

«Avvertiamo che qualsiasi forza armata straniera, in particolare l'esercito americano invasore, se intende avvicinarsi e entrare nello stretto di Hormuz, sarà soggetta ad attacco». Lo ha dichiarato il comandante del quartier generale centrale iraniano di Hazrat Khatam al-Anbiya, riportato dall'agenzia Tasnim su X.

«La sicurezza dello stretto di Hormuz è sotto il controllo dell'Iran e in ogni circostanza qualsiasi movimento sicuro deve avvenire in coordinamento con l'Iran». Lo ha dichiarato il comandante del quartier generale del Comando di Khatam al-Anbiya, Ali Abdollahi, dopo che il presidente Donald Trump ha annunciato che gli Stati Uniti inizieranno a guidare le navi attraverso il canale a partire da oggi.

6 ore fa
«Enormi ripercussioni nella regione Asia-Pacifico dalla chiusura di Hormuz»

Le interruzioni nell'approvvigionamento petrolifero causate dal blocco dello Stretto di Hormuz stanno avendo «enormi ripercussioni» nella regione Asia-Pacifico«. Lo ha affermato la premier giapponese Sanae Takaichi durante una visita in Australia, come riporta Afp.

«L'effettiva chiusura dello Stretto di Hormuz ha enormi ripercussioni per l'Indo-Pacifico», ha dichiarato Takaichi ai giornalisti dopo un incontro nella capitale australiana con il primo ministro Anthony Albanese. «Abbiamo ribadito che Giappone e Australia rimarranno in stretto contatto per rispondere con la necessaria urgenza», ha aggiunto. I due Paesi vogliono rafforzare la propria autosufficienza per garantire approvvigionamenti energetici, ha affermato Takaichi. L'Australia è il principale fornitore di gas naturale liquefatto (GNL) del Giappone, che rappresenta il 7% del fabbisogno di diesel dell'Australia.

Quella in Australia è la prima visita internazionale da quando la premier giapponese ha assunto il potere lo scorso ottobre. Nell'incontro di oggi a Canberra con il primo ministro Anthony Albanese, Takaichi ha rilevato l'importanza di un'accresciuta collaborazione con l'Australia.

La visita inoltre segna il 50° anniversario del trattato di relazione bilaterale formale fra Australia e Giappone e coincide con gli sforzi dei due Paesi per sostenere le importazioni di energia di fronte alla crisi globale del petrolio. Prima del suo arrivo, Albanese ha descritto le relazioni col Giappone come una protezione dalle incertezze globali. «Alcune delle certezze su cui contavamo ci sono state tolte e questo comprensibilmente causa ansia nelle nostre popolazioni, ma le affronteremo insieme».

6 ore fa
Petrolio in calo dopo l'annuncio di Trump

Petrolio in calo dopo l'annuncio Trump secondo cui gli Stati Uniti libereranno le navi bloccate nello Stretto di Hormuz. Il Wti scende dello 0,78% a 101,14 dollari al barile (78,96 franchi) e il Brent arretra dello 0,52% a 107,61 dollari (84,01 franchi).

6 ore fa
La Marina USA indicherà alle navi le rotte sicure per passare da Hormuz

La Marina statunitense fornirà alle navi mercantili informazioni sulle migliori rotte marittime dello stretto di Hormuz, in particolare per quanto riguarda le rotte non minate dall'esercito iraniano. Lo scrive Axios, citando due funzionari americani.

Secondo il media statunitense la nuova iniziativa Usa Project Freedom per lo stretto di Hormuz non prevederà necessariamente la scorta di navi della Marina statunitense alle navi mercantili. Uno dei funzionari ha infatti affermato che le navi della Marina statunitense saranno «nelle vicinanze» nel caso in cui fosse necessario impedire all'esercito iraniano di attaccare i mercantili che attraversano lo stretto.

8 ore fa
Il punto alle 6.00
Gli aggiornamenti della notte e delle ultime ore

Con l'Iran «sta andando molto bene». Lo ha detto Donald Trump ai giornalisti al seguito, secondo quanto riportato dall'agenzia Bloomberg.

Nel frattempo, un alto funzionario iraniano ha avvertito che Teheran considererà qualsiasi tentativo statunitense di interferire nello Stretto di Hormuz una violazione del cessate il fuoco, secondo quando riporta l'Afp. «Qualsiasi interferenza americana nel nuovo regime marittimo dello Stretto di Hormuz sarà considerata una violazione del cessate il fuoco», ha scritto su X Ebrahim Azizi, capo della commissione per la sicurezza nazionale del parlamento iraniano. Il commento è giunto dopo che il presidente americano Donald Trump ha annunciato un piano per la scorta di navi da parte delle forze statunitensi attraverso lo Stretto di Hormuz, attualmente bloccato, a partire da lunedì.

Inoltre, nelle scorse ore una petroliera è stata colpita da proiettili non identificati al largo delle coste degli Emirati Arabi Uniti. Lo ha riferito un'agenzia marittima britannica. «Una petroliera ha segnalato di essere stata colpita da proiettili non identificati», ha dichiarato l'Ukmto (United Kingdom Maritime Trade Operations), aggiungendo che l'equipaggio è illeso. L'incidente è avvenuto a 78 miglia nautiche a nord della città di Fujairah, negli Emirati Arabi Uniti, ha aggiunto l'agenzia invitando le navi a transitare nella regione «con cautela» mentre le autorità indagano. Secondo la società di intelligence marittima AXSMarine, al 29 aprile erano presenti nel Golfo oltre 900 navi mercantili. All'inizio del conflitto, il numero era superiore a 1.100. 

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