
Il presidente eletto Donald Trump ammorbidisce i toni rispetto ad alcune delle posizioni più estreme assunte durante la campagna elettorale. In un'intervista al New York Time ha dichiarato di aver cambiato idea sulla necessità di ricorrere al "waterboarding" o ad altre forme di tortura contro il terrorismo, spiegando di essere stato convinto da un generale in pensione, James N. Mattis, "seriamente" preso in considerazione come segretario alla Difesa. Mattis "mi ha detto di non averla mai trovata utile", la tortura, ha raccontato Trump al quotidiano della Grande Mela, e che paga di più la cooperazione. "Dammi un pacchetto di sigarette e un un paio di birre e farò meglio", ha detto Trump riferendo della risposta del generale che lo ha "molto colpito". La tortura, ha concluso il presidente eletto, "non farebbe la differenza che molti credono".
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