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Trump avverte: «Un’intera civiltà morirà stanotte»
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16 ore fa
Dichiarazioni dai toni forti su un possibile cambio di scenario dopo decenni di tensioni in Iran, mentre resta alta l’incertezza sugli sviluppi – L'esercito israeliano ha intanto esortato gli iraniani a non prendere il treno nella giornata di oggi – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
17 minuti fa
«L'Iran sta valutando la richiesta del Pakistan di un cessate il fuoco»

Un alto funzionario iraniano sostiene che l'Iran sta valutando positivamente la richiesta del Pakistan di un cessate il fuoco di due settimane. Lo riporta Reuters sul suo sito.

18 minuti fa
Esplosioni nel centro di Baghdad

Cinque esplosioni sono state udite nel centro di Baghdad, in Iraq. Lo constatano i giornalisti dell'Afp.

19 minuti fa
Catene umane attorno alle centrali elettriche, Trump: «L'appello dell'Iran è illegale»

Donald Trump critica l'appello dell'Iran ai suoi giovani per formare catene umane attorno alle centrali elettriche. «Totalmente illegale. Non è consentito farlo», ha detto il presidente in un'intervista a Nbc.

4 ore fa
L'ONU: «Prendere di mira le infrastrutture civili rappresenta un crimine di guerra»

Volter Türk, Alto Commissario Onu per i diritti umani, ha affermato in un comunicato che prendere di mira le infrastrutture civili rappresenta un «crimine di guerra». «In base al diritto internazionale» - ha dichiarato Türk - chiunque sia responsabile di tali crimini deve essere assicurato alla giustizia da un tribunale competente«.

Nonostante l'Alto Commissario abbia denunciato la »retorica incendiaria« che circonda il conflitto in Medio Oriente, nel comunicato non si fa menzione esplicita di Stati Uniti, Iran o Israele.

4 ore fa
Rilasciata la giornalista americana Shelly Kittleson

La giornalista americana Shelly Kittleson è stata liberata dopo una settimana di prigionia. Lo riporta il New York Times citando due funzionari della sicurezza irachena e Kaitab Hezbollah. Kittleson è stata rilasciata «in segno di apprezzamento per le posizioni patriottiche» del premier iracheno, ha detto Kaitab Hezbollabh in una nota, sottolineando che Kittleson deve lasciare immediatamente l'Iraq. Kittleson è stata rilasciata in cambio della liberazione di alcuni prigionieri di Kaitab Hezbollah, secondo quanto riferito da due funzionari iracheni.

4 ore fa
Russia e Cina bloccano la bozza di risoluzione ONU sullo Stretto di Hormuz

Russia e Cina hanno bloccato con il veto la bozza di risoluzione in Consiglio di Sicurezza Onu elaborata dal Bahrein sulla sicurezza nello Stretto di Hormuz. Il testo ha ottenuto 11 voti a favore, due no e due astensioni.

Il testo annacquato chiedeva lo sblocco della cruciale rotta marittima: un esito ben lontano dall'obiettivo iniziale dei paesi del Golfo promotori, che miravano a ottenere l'autorizzazione per liberare lo Stretto con la forza.

La bozza finale non menzionava più l'autorizzazione all'uso della forza, nemmeno a scopo difensivo.

4 ore fa
Civili radunati davanti a centrali e ponti dopo le minacce di Trump

Immagini e video provenienti dai media di Stato iraniani mostrano cittadini in protesta davanti a centrali elettriche e ponti all'interno del Paese. In un video diffuso dall'agenzia di stampa Fars, si vedono civili sventolare una grande bandiera iraniana sul Pol Sefid, ponte ad Ahwaz, nel sud-ovest dell'Iran. Un'altra immagine mostra diversi cittadini in piedi, all'esterno della centrale elettrica Shahid Rajaee, vicino a Teheran. In un terzo scatto una fila di persone è riunita nei pressi della centrale di Tabriz, nella zona nord del Paese.

Le manifestazioni si svolgono dopo che Alireza Rahimi, funzionario iraniano, ha invitato i giovani a formare «catene umane» intorno alle infrastrutture che potrebbero essere prese di mira dai prossimi attacchi americani e israeliani, come minacciato dal presidente Usa Donald Trump.

5 ore fa
Civili radunati davanti a centrali e ponti dopo le minacce di Trump

Immagini e video provenienti dai media di Stato iraniani mostrano cittadini in protesta davanti a centrali elettriche e ponti all'interno del Paese. In un video diffuso dall'agenzia di stampa Fars, si vedono civili sventolare una grande bandiera iraniana sul Pol Sefid, ponte ad Ahwaz, nel sud-ovest dell'Iran. Un'altra immagine mostra diversi cittadini in piedi, all'esterno della centrale elettrica Shahid Rajaee, vicino a Teheran. In un terzo scatto una fila di persone è riunita nei pressi della centrale di Tabriz, nella zona nord del Paese.

Le manifestazioni si svolgono dopo che Alireza Rahimi, funzionario iraniano, ha invitato i giovani a formare «catene umane» intorno alle infrastrutture che potrebbero essere prese di mira dai prossimi attacchi americani e israeliani, come minacciato dal presidente Usa Donald Trump.

5 ore fa
Chuck Schumer: «Trump è una persona estremamente malata»

Il leader democratico al Senato, Chuck Schumer, è tornato ad attaccare il presidente americano Donald Trump dopo le ultime minacce sulla distruzione della civiltà iraniana se Teheran non rispetterà la scadenza dell'ultimatum di questa sera sulla piena riapertura dello Stretto di Hormuz: «Questa è una persona estremamente malata», ha scritto Schumer su X, aggiungendo che «ogni repubblicano che si rifiuta di unirsi a noi nel votare contro questa sconsiderata scelta della guerra si assume la responsabilità di ogni conseguenza di qualunque diavolo sia questa cosa».

Anche il leader democratico alla Camera, Hakeem Jeffries, è intervenuto sul tema, affermando che «il Congresso deve porre immediatamente fine a questa sconsiderata guerra in Iran, prima che Donald Trump ci precipiti nella Terza guerra mondiale. È giunto il momento che ogni singolo repubblicano anteponga il dovere patriottico al partito e fermi questa follia. Basta».

5 ore fa
«Attaccare le infrastrutture dell'Iran è un crimine di guerra»

Il regista iraniano Asghar Farhadi, vincitore di due premi Oscar, nel 2012 per Una separazione e nel 2017 per Il cliente, invita, in un appello pubblicato da Variety, cineasti e artisti a protestare contro il bombardamento in Iran (dove Farhadi non torna dal 2023, ndr) delle infrastrutture civili.

«Chiedo a artisti e registi di tutto il mondo di far sentire la propria voce in questi giorni e in queste ore critiche, in ogni modo possibile, per fermare l'attacco devastante che sta annientando le infrastrutture civili» scrive il cineasta iraniano, dato anche tra i papabili per il prossimo Festival di Cannes, con il suo nuovo film Histoires parallèles. «Infrastrutture - continua nell'appello - che appartengono al popolo iraniano e sono legate ai bisogni primari della sua vita quotidiana. L'annientamento delle infrastrutture non si limita alla distruzione di edifici, ma è un attacco alla vita e alla dignità umana. Attaccare le infrastrutture di un Paese è un crimine di guerra. Indipendentemente dalle proprie convinzioni o opinioni, uniamoci per fermare questo processo disumano, illegale e distruttivo».

5 ore fa
La Casa Bianca smentisce l'ipotesi che gli USA stiano valutando l'uso dell'arma nucleare

La Casa Bianca ha smentito su X l'ipotesi che gli Stati Uniti stiano valutando l'uso dell'arma nucleare contro l'Iran, scagliandosi contro alcune interpretazioni delle dichiarazioni pronunciate dal vicepresidente JD Vance in Ungheria.

Il vicepresidente USA ha detto di avere «fiducia che otterremo una risposta, positiva o negativa, entro stasera alle 20:00», quando scade l'ultimatum. «Mi auguro che riceveremo la risposta giusta perché quello che veramente vogliamo è un mondo in cui i flussi del petrolio scorrono liberamente e questo non può accadere se l'Iran porta avanti atti di terrorismo economico», ha affermato Vance.

«Dovete sapere che abbiamo strumenti che non abbiamo ancora deciso di usare e che il presidente può decidere di usare e deciderà di usare se l'Iran non cambia condotta», ha minacciato il vicepresidente degli Stati Uniti parlando a Budapest. Parole che sono state interpretate come un ricorso all'arma nucleare.

«Letteralmente nulla di quello che ha detto il presidente implica» l'arma nucleare, «branco di buffoni», ha replicato la Casa Bianca nel breve messaggio tramite l'account @RapidResponse47 che risponde a un account associato all'ex candidata democratica alla presidenza Kamala Harris (@HQNewsNow).

6 ore fa
L'Iran ha chiuso tutti i canali di comunicazione con gli USA

L'Iran ha chiuso tutti i canali di comunicazione diplomatici e indiretti con gli Stati Uniti, secondo quanto riportato dal quotidiano controllato dallo Stato Tehran Times su X.

«Sono stati sospesi anche tutti gli scambi di messaggi». Il Tehran Times è considerato come strettamente legato alle fazioni più intransigenti all'interno del governo iraniano.

6 ore fa
Netanyahu: «Abbiamo colpito ferrovie e ponti utilizzati dalle Guardie Rivoluzionarie»

«I nostri piloti hanno attaccato oggi ferrovie e ponti utilizzati dalle Guardie Rivoluzionarie per trasportare materie prime per armi, armamenti e i loro operativi che attaccano noi, gli Stati Uniti e altri Paesi della regione». Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu in una dichiarazione video.

«Queste operazioni non sono mirate contro la popolazione iraniana, hanno l'obiettivo di continuare a indebolire e a colpire il regime sanguinario che lo reprime da 47 anni. Stiamo cambiando radicalmente gli equilibri dei poteri», ha aggiunto.

7 ore fa
Trump avverte: «Un’intera civiltà morirà stanotte»

«Un’intera civiltà morirà stanotte, per non tornare mai più. Non voglio che accada, ma probabilmente accadrà. Tuttavia, ora che abbiamo un cambiamento di regime completo e totale, in cui prevalgono menti diverse, più intelligenti e meno radicalizzate, forse potrà accadere qualcosa di straordinariamente rivoluzionario. Chi lo sa? Lo scopriremo stanotte, in uno dei momenti più importanti della lunga e complessa storia del mondo. 47 anni di estorsione, corruzione e morte finiranno finalmente. Dio benedica il grande popolo dell’Iran!».

A poche ore dalla scadenza dell'ultimatum imposto all'Iran, Donald Trump rincara la dose. Nel caso il governo di Teheran non dovesse accettare il piano di pace entro le 20.00 di stasera, ora di Washington (le 2 di notte in Svizzera), Trump ha minacciato di annientare completamente la nazione, attaccando numerose infrastrutture civili, in particolare ponti e centrali elettriche. Tuttavia già oggi sono state colpite diverse infrastrutture, tra cui due ponti. «Ora che abbiamo un cambio di regime completo e totale, nel quale prevalgono persone diverse, più intelligenti e meno radicalizzate, chissà che qualcosa di rivoluzionariamente fantastico non possa capitare», ha aggiunto nel suo messaggio. «Lo sapremo stasera», ha aggiunto, definendo questo momento come uno «dei più importanti nella lunga e complessa storia del mondo». In barba a tutte le minacce, il messaggio si conclude con «che Dio benedica il grandioso popolo iraniano».

8 ore fa
I repubblicani sono tesi sull'approvazione della guerra in Iran

Sale la tensione fra i repubblicani in Congresso sulla guerra in Iran. Finora hanno lasciato mano libera a Donald Trump ma anche per loro c'è un limite che si sta avvicinando. La legge richiede infatti che un presidente cerchi il via libera del Congresso se l'operazione militare dura più di 60-90 giorni.

Una scadenza a cui ci si sta rapidamente avvicinando. Lo riporta il Wall Street Journal ricordando che la legge obbliga il presidente a notificare al Congresso in 48 ore lo schieramento di truppe americane e dopo 60 giorni l'operazione militare deve concludersi a meno che il Congresso non dichiari guerra o approvi una legge per l'uso della forza.

Il periodo di 60 giorni può essere prolungato di altri 30 giorni se il presidente certifica al Congresso per iscritto che l'uso delle forza è necessario per la sicurezza dei militari americani.

Nei giorni scorsi alcuni repubblicani hanno già chiarito che non intendono sostenere un'operazione in Iran al di là di 60 giorni a meno che Trump non ottenga l'approvazione del Congresso. «Se la guerra va oltre i 60-90 giorni, il Congresso deve prendere le necessarie azioni», ha detto il deputato repubblicano Mike Lawler. La guerra in Iran è iniziata il 28 febbraio e la scadenza dei 60 giorni è alla fine di aprile.

8 ore fa
Colpito un ponte sull'autostrada Tabriz-Zanjan, nel nord-ovest dell'Iran

Un ponte sull'autostrada Tabriz-Zanjan, nel nord-ovest dell'Iran, è stato colpito in un attacco condotto da forze statunitensi e israeliane, secondo quanto riportato dai media iraniani. L'autostrada è stata chiusa.

Si tratta, ricostruisce l'agenzia di stampa Afp, dell'arteria stradale nel nord dell'Iran che collega Tabriz a Teheran passando per Zanjan. L'autostrada è stata colpita a circa 90 chilometri da Tabriz, la principale città del nord dell'Iran, ha dichiarato l'agenzia di stampa ufficiale Irna, citando l'ufficio di gestione delle crisi della provincia settentrionale dell'Azerbaigian Orientale. Un canale Telegram delle Guardie Rivoluzionarie iraniane ha affermato che l'attacco ha colpito un cavalcavia.

8 ore fa
Aie: «La crisi di Hormuz è peggiore di quelle del '73, '79 e 2002 messe insieme»

L'attuale crisi di petrolio e gas, innescata dal blocco dello stretto di Hormuz da parte dell'Iran, è «più grave di quelle del 1973, 1979 e 2002 messe insieme»: è l'avvertimento del direttore dell'Agenzia Internazionale dell'Energia (Aie), Fatih Birol, lanciato in un'intervista a Le Figaro citata da Sky News. Il mondo, ha affermato Birol, «non ha mai sperimentato un'interruzione dell'approvvigionamento energetico di tale portata». Il direttore dell'Aie ha aggiunto che i Paesi più a rischio sono quelli in via di sviluppo, le cui popolazioni saranno prevedibilmente colpite in modo duro dall'aumento dei prezzi dei combustibili.

Il mese scorso, i Paesi membri dell'Aie hanno concordato di rilasciare parte delle riserve strategiche: Birol ha spiegato che tale processo è già stato avviato, ma attualmente resta ancora in corso. Nell'intervista a Le Figaro, Birol ha spiegato di essere alla ricerca dei mezzi per limitare l'impatto della crisi energetica causata dalla guerra d'Iran, in partenariato con i governi del mondo intero.

Inoltre, per il direttore dell'Aie la crisi attuale contribuirà nei prossimi anni ad un'accelerazione «delle energie rinnovabili»

9 ore fa
«USA e Israele hanno attaccato obiettivi militari sull'isola di Kharg»

I media iraniani riportano esplosioni a seguito di attacchi sull'isola di Kharg nel Golfo Persico. Lo scrive l'agenzia turca Anadolu.

L'agenzia di stampa Mehr ha riferito che aerei da guerra statunitensi e israeliani hanno effettuato diversi raid aerei sull'isola, causando molteplici esplosioni, riporta Anadolu. Non sono ancora disponibili dettagli su vittime o danni.

La scorsa settimana, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che tutti gli obiettivi militari sull'isola di Kharg «sono stati completamente distrutti». Trump ha anche espresso interesse a «controllare» il petrolio iraniano, suggerendo che la conquista dell'isola di Kharg, il principale terminale petrolifero iraniano per l'esportazione, fosse tra le opzioni prese in considerazione.

9 ore fa
L'aeroporto iraniano di Khorramabad è stato colpito

L'aeroporto iraniano di Khorramabad è stato colpito dagli «attacchi terroristici» di Israele e Stati Uniti. Lo scrive su X l'agenzia iraniana Mehr.

Intanto due persone sono state uccise in un attacco statunitense-israeliano a un ponte ferroviario nella città iraniana centrale di Kashan, fa sapere un funzionario regionale ai media statali.

9 ore fa
Pasdaran: «Se gli USA superano le linee rosse, la risposta andrà oltre la regione»

Se «l'esercito terrorista degli Stati Uniti oltrepasserà le linee rosse, la nostra risposta andrà oltre la regione»: è la nuova minaccia lanciata dai Pasdaran iraniani, attraverso un portavoce citato dall'agenzia Tasnim. «Non siamo stati né saremo noi a iniziare attacchi contro obiettivi civili; tuttavia, non esiteremo a rispondere per ritorsione contro vili aggressioni di questo tipo», ha aggiunto.

Il portavoce delle Guardie della rivoluzione iraniane ha aggiunto che Teheran è pronta a colpire le infrastrutture «degli Stati Uniti e dei loro partner» in modo tale da far sì che «gli Usa e i loro alleati saranno privati per anni del petrolio e del gas della regione», sostenendo che il tempo della «moderazione» è «finito».

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