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Trump ammonisce l'Iran con simulazioni di attacchi all'isola di Kharg
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Il presidente americano, dopo due notti calme e senza raid USA, ha postato su Truth più foto dove simula intensi attacchi aerei contro l'isola di Kharg nel Golfo Persico, snodo strategico del petrolio di Teheran – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
43 minuti fa
Il Pentagono «taglia» 4 militari morti in Iran e crea una nuova categoria

Il Pentagono aggiorna il database delle vittime di guerra: quattro militari USA caduti nei giorni scorsi alla ripresa del conflitto con l'Iran sono in via ufficiale nella nuova categoria denominata 'Operazioni all'estero' ('Overseas Operations).

Quest'ultima viene ora usata per conteggiare il personale ucciso o ferito (ben 207) «a partire dal 7 luglio». Secondo il Defense Casualty Analysis System (Dcas), il bilancio ufficiale della fase iniziale della guerra, nota come operazione 'Epic Fury', cambia in 14 morti e 417 feriti. Sommando i numeri, quindi, dal 28 febbraio risultano esserci 18 morti e 624 feriti, di cui 140 in più rispetto a pochi giorni fa.

Lo scorporo dei 4 soldati solleva interrogativi sul corretto conteggio dell'impatto sui militari americani, dato che l'amministrazione Trump ha intensificato gli attacchi all'Iran nel tentativo di riaprire lo Stretto di Hormuz, dando al contempo poche indicazioni su come porre fine a un conflitto sempre più impopolare negli States. Nei giorni scorsi, il Pentagono ha descritto lo scorporo dei 4, emerso nei giorni scorsi, come «interruzioni dei dati».

Il portavoce Joel Valdez ha sostenuto giovedì che il calo delle cifre delle vittime online, da 18 a 14, non era un tentativo di nascondere il crescente tributo di vite umane della guerra, bensì il risultato di «anomalie» e «interruzioni temporanee dei dati» che sarebbero state risolte «a breve».

La vicenda ha dato vita a una disputa: il crollo del cessate il fuoco con l'Iran e la ripresa dei raid aerei quasi quotidiani a partire dal 6 luglio hanno spinto analisti e funzionari a chiedersi se le vittime dei rinnovati combattimenti debbano essere conteggiate in via separata dall'operazione Epic Fury.

Con una mossa senza precedenti, l'amministrazione Trump sta cercando di classificare la ripresa della campagna militare come separata dall'operazione Epic Fury, il nome ufficiale dato dalle forze armate USA al conflitto con l'Iran.

La modifica è legata al War Powers Act del 1973, che impone al presidente di porre fine alle operazioni militari entro 60 giorni, a meno che il Congresso non autorizzi una proroga. L'amministrazione Trump ha sostenuto che il cessate il fuoco di aprile con l'Iran abbia sospeso il conteggio delle vittime al primo maggio per la fase iniziale del conflitto. Il conteggio separato delle vittime, che inizia il 7 luglio, si basa su questa interpretazione.

un'ora fa
Iran: «Fermate sei navi nello Stretto di Hormuz»

«Le forze iraniane hanno fermato sei navi che hanno tentato di attraversare la parte meridionale dello Stretto di Hormuz attraverso una rotta illegale e pericolosa». Lo ha dichiarato un ex funzionario iraniano, riferisce l'agenzia Fars.

«Le navi, una provocazione degli Stati Uniti, avevano spento i loro sistemi di navigazione e posizionamento mentre cercavano di attraversare il canale questa mattina», ha aggiunto il funzionario. «Una delle navi ha subito un incidente e le altre cinque sono rientrate nel Golfo Persico sotto la ferma gestione dell'Iran».

3 ore fa
I giovani di Gaza praticano karate per far fronte ai traumi

Un tenda improvvisata si è trasformata in un dojo di karate in un campo profughi a Deir el-Balah, nella Striscia di Gaza centrale, aiutando decine di bambini sfollati ad affrontare il trauma della guerra. Lo riporta Al-Jazeera.

Dopo la distruzione del Club sportivo Al-Zaytoun, a Gaza City, e con risorse limitate, tanto da costruirsi persino attrezzature per l'allenamento artigianali con materiali riciclati, l'allenatore di arti marziali Khalil Ayad ha deciso di coinvolgere i ragazzi, offrendo loro molto più che semplici tecniche di karate.

Attraverso la disciplina, il movimento e la routine, le sessioni permettono ai bambini che vivono in zone di guerra un raro sfogo, aiutandoli ad affrontare il trauma, la paura e il prolungato sfollamento. Il suo obiettivo, «non è solo insegnare le tecniche di karate, ma anche fornire ai bambini supporto psicologico, disciplina e un senso di normalità dopo aver vissuto la guerra e lo sfollamento», ha dichiarato all'emittente in una video intervista.

3 ore fa
«Graham voleva che Trump bombardasse Hezbollah, fu scoraggiato da Netanyahu»

Il senatore Lindsey Graham, influente alleato di Donald Trump morto l'11 luglio poco dopo dopo il suo rientro da Kiev, aveva programmato di recarsi in Florida all'inizio di marzo per convincere il tycoon a unirsi a Israele nel bombardamento di Hezbollah in Libano, finché un amico non lo ha dissuaso dal farlo. Quell'amico, il premier israeliano Benjamin Netanyahu, gli disse in una telefonata precedente al viaggio che coinvolgere gli USA, nel bel mezzo della guerra con l'Iran, avrebbe significato spingersi troppo oltre e troppo in fretta.

Lo rivelano i filmati inediti tratti da un documentario sul senatore della Carolina del Sud. «Al momento ci stiamo concentrando sull'Iran», disse Netanyahu nella telefonata del 4 marzo, ha riferito il Wall Street Journal. «Se diciamo a Hezbollah che siamo pronti ad andare fino in fondo, li minacciamo; ma se poi lo facciamo davvero, allora loro non avrebbero motivo di non andare fino in fondo contro di noi. E al momento questo non è nel nostro interesse», disse parlando in vivavoce.

«È davvero un buon consiglio», rispose Graham dal suo ufficio al Senato, pieno di cappellini di Trump, carte sparse e confezioni di arachidi Planters, con una bottiglia di bourbon su uno scaffale. Questo scambio di battute è stato ripreso dal documentarista Alex Holder, a cui era stato concesso ampio accesso a Graham a partire dal 2023. Il materiale offre uno sguardo senza filtri sulla battaglia pluriennale di Graham per rovesciare il regime iraniano e sulle modalità con cui convinse Trump ad attaccare, spingendo talvolta per azioni ancora più aggressive di quelle che Netanyahu era disposto a intraprendere.

4 ore fa
Qatar e Oman discutono di Hormuz e del memorandum tra USA e Iran

Il primo ministro e ministro degli Esteri del Qatar, Sheikh Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani, ha avuto un colloquio telefonico con il ministro degli Esteri dell'Oman, Sayyid Badr Albusaidi, per discutere delle relazioni bilaterali e del coordinamento congiunto al fine di allentare le tensioni regionali. Lo riporta al Jazeera.

Lo sceicco Mohammed ha sottolineato la necessità che tutte le parti si attengano al dialogo e alla diplomazia e attuino il memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran, garantendo in particolare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. Mohammed ha inoltre rinnovato il pieno sostegno del Qatar agli sforzi volti a stemperare le tensioni e a raggiungere un accordo globale per una pace duratura nella regione.

4 ore fa
Trump: «Abbiamo munizioni più di chiunque altro e ben oltre il nostro fabbisogno»

Donald Trump nega che la riduzione delle scorte di munizioni sia un problema nell'ambito della guerra contro l'Iran, rimarcando in una dichiarazione al Wall Street Journal che «disponiamo di molte più munizioni di chiunque altro al mondo, e ben oltre il nostro fabbisogno».

La Casa Bianca, allo stesso tempo, ha affermato che la sicurezza nazionale sarebbe a rischio se gli organi di informazione diffondessero dati aggiornati del governo USA sull'impiego dei missili Patriot e Thaad, rivelando l'elevato numero di intercettori utilizzati dall'inizio del conflitto.

4 ore fa
Trump ammonisce l'Iran con simulazioni di attacchi all'isola di Kharg

Donald Trump è tornato ad ammonire l'Iran affidandosi all'intelligenza artificiale, nel mentre i colloqui sembrano procedere sulla spinta di due notti calme e senza raid USA. Dopo una mattinata tranquilla al suo golf club in Virginia, il presidente americano ha postato su Truth più foto come quella che simula intensi attacchi aerei contro l'isola di Kharg nel Golfo Persico, snodo strategico del petrolio di Teheran («Strike on Kharg»).

Una seconda immagine ritrae Trump in piedi sul ponte di una nave con la bandiera americana al vento e quella iraniana gettata a terra, mentre sullo sfondo si vede una portaerei americana. «Questa ora è la nostra petroliera!», è la scritta a corredo di un altro post, dove il tycoon affianca una nave iraniana a bordo di una americana. Un'altra immagine, inoltre, mostra una grande esplosione su una nave iraniana e sopra l'immagine si legge: «Niente più motori».

In un'altra foto ancora, The Donald è al timone di una unità USA, testa di un gruppo d'attacco indossando un cappellino rosso con la scritta Fafo, acromico di «fuck around and find out». E' la cosiddetta 'dottrina Fafo', che può essere resa come «provaci e ne pagherai le conseguenze», utilizzata da Trump, dalla sua amministrazione e dai suoi sostenitori come un avvertimento diretto, sia in politica estera sia in politica interna, sul fatto che le azioni ostili contro gli Stati Uniti sono destinati a causare conseguenze rapide e severe.

4 ore fa
Il punto alle 6.00

Dall'inizio dell'operazione Epic Fury contro l'Iran, oltre 400 militari americani sono stati trasferiti via aerea dal Medio Oriente per sottoporsi a vari tipi di cure: lo riporta Cbs News, citando un funzionario statunitense, secondo il quale la maggior parte dei casi non è legata ad azioni di combattimento.

L'operazione Epic Fury, la campagna militare condotta congiuntamente da Stati Uniti e Israele contro l'Iran, ha avuto inizio il 28 febbraio. Il Pentagono ha reso noto in settimana che quasi 100 militari USA sono rimasti feriti a partire dal 7 luglio, dalla ripresa dei raid aerei contro l'Iran.

Intanto ieri, l'Iran ha comunicato al Pakistan la sua disponibilità a proseguire i negoziati a Ginevra, Doha o Islamabad, secondo quanto riportato da Al Arabiya, che cita una fonte. Frattanto, nel corso di un'intervista a Fox News, il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha affermato che il programma nucleare iraniano «deve essere arrivare alla sua fine, con o senza un accordo». Netanyahu vedrà martedì Donald Trump alla Casa Bianca.

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