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Trump ai media: «Chi dice che l'Iran sta vincendo è un traditore»
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Il presidente Usa su Truth: «Quando le 'fake News' affermano che il nemico iraniano sta avendo la meglio, militarmente, contro di noi, si tratta di un atto di virtuale Tradimento, data l'assoluta falsità — e persino l'assurdità — di tale dichiarazione» - TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
un'ora fa
Usa-Cina concordano di non far pagare i pedaggi ad Hormuz
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Il segretario di Stato americano Marco Rubio e il suo omologo cinese Wang Yi hanno concordato, nel corso di una conversazione telefonica avvenuta ad aprile, di non permettere ad alcun Paese di imporre pedaggi per il transito attraverso lo stretto di Hormuz. Lo ha riferito alla agenzia giapponese Kyodo News un portavoce del dipartimento di Stato Usa.

un'ora fa
Beirut: «I raid israeliani oggi hanno ucciso 13 persone»
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I raid israeliani hanno ucciso oggi 13 persone nel sud del Libano, tra cui un soldato, un bambino e due soccorritori, secondo quanto riferito dal ministero della Salute libanese.

«Un attacco sulla città di Nabatieh ha causato cinque morti, tra cui due soccorritori della Protezione Civile», ha dichiarato il ministero, mentre un altro attacco nei pressi di Jebchit ha provocato quattro morti, «tra cui un soldato e un cittadino siriano», e un terzo attacco a Bint Jbeil ha ucciso «quattro civili, tra cui un bambino e una donna».

2 ore fa
«Per i servizi Usa l'Iran ha ancora forti capacità missilistiche»
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La rappresentazione pubblica da parte dell'amministrazione Trump di un esercito iraniano distrutto è in netto contrasto con quanto le agenzie di intelligence statunitensi comunicano ai politici a porte chiuse, secondo valutazioni classificate risalenti all'inizio di questo mese, che mostrano come l'Iran abbia riacquistato l'accesso alla maggior parte dei suoi siti missilistici, rampe di lancio e strutture sotterranee. È quanto scrive il New York Times.

La cosa più allarmante per alcuni alti funzionari è la prova che l'Iran ha ripristinato l'accesso operativo a 30 dei 33 siti missilistici che gestisce lungo lo Stretto di Hormuz, il che potrebbe minacciare le navi da guerra e le petroliere americane che transitano nello stretto.

Fonti a conoscenza delle valutazioni affermano che queste dimostrano - in misura variabile a seconda del livello di danno subito dai diversi siti - che gli iraniani possono utilizzare rampe di lancio mobili all'interno dei siti per spostare i missili in altre posizioni.

In alcuni casi, possono lanciare missili direttamente dalle rampe di lancio che fanno parte delle strutture. Solo tre dei siti missilistici lungo lo stretto rimangono totalmente inaccessibili, secondo le valutazioni.

Secondo le valutazioni, l'Iran mantiene ancora circa il 70% dei suoi lanciatori mobili sul territorio nazionale e conserva all'incirca il 70% del suo arsenale missilistico prebellico. Tale arsenale comprende sia missili balistici, in grado di colpire altre nazioni della regione, sia una minore quantità di missili da crociera, utilizzabili contro obiettivi a corto raggio, sia terrestri che navali.

Le agenzie di intelligence militare hanno inoltre riferito, sulla base di informazioni provenienti da diverse fonti, tra cui immagini satellitari e altre tecnologie di sorveglianza, che l'Iran ha riacquistato l'accesso a circa il 90% dei suoi depositi e lanci missilistici sotterranei a livello nazionale, che ora risultano «parzialmente o completamente operativi», secondo quanto affermato da fonti a conoscenza delle valutazioni.

3 ore fa
Il punto alle 6:30
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Il Pentagono sta valutando di ribattezzare la guerra contro l'Iran da operazione «Epic Fury» a «Sledgehammer» (mazza) qualora il cessate il fuoco dovesse fallire e Donald Trump ordinasse la ripresa delle operazioni di combattimento su vasta scala. Lo riporta Nbc news. Il cambio di nome consentirebbe all'amministrazione di sostenere che la ripresa degli scontri costituisce una nuova operazione militare, facendo ripartire di fatto il conteggio dei 60 giorni per l'autorizzazione del Congresso come previsto dalla «War Powers Resolution» del 1973.

Nel frattempo il presidente statunitense è tornato ad attaccare i media sulla guerra contro l'Iran. «Quando le 'fake news' affermano che il nemico iraniano sta avendo la meglio, militarmente, contro di noi, si tratta di un atto di virtuale tradimento, data l'assoluta falsità — e persino l'assurdità — di tale dichiarazione», tuona il tycoon in un duro post su Truth in cui accusa quei media «di favorire e spalleggiare il nemico!»

«Tutto ciò che ottengono è infondere nell'Iran una falsa speranza, laddove non dovrebbe essercene alcuna. Si tratta di codardi americani che fanno il tifo contro il nostro Paese», ha attaccato ancora.

Il tycoon in un'intervista ha anche aggiunto di «non aver fretta con l'Iran», precisando che Teheran «non può avere l'arma nucleare, perché la userebbero».

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