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Trump: «Abbiamo vinto la guerra contro l'Iran in un'ora»
©Julia Demaree Nikhinson
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un giorno fa
Il presidente USA si vanta per l'operazione militare in Medio Oriente: «Epic Fury è un nome bellissimo, abbiamo fatto un viaggetto per liberarci di gente molto malvagia» – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
8 ore fa
Decine di razzi lanciati da Hezbollah verso il nord di Israele

Decine di razzi sono stati lanciati da Hezbollah verso il nord di Israele. Lo scrive The Times of Israel. Secondo le valutazioni dell'Idf, in totale il gruppo terroristico ha lanciato circa 150 razzi verso il nord nel giro di diverse ore.

In una serie di dichiarazioni, Hezbollah ha affermato di aver preso di mira «gli insediamenti dopo averli avvisati di andare via entro un'area di 5 chilometri» dal confine, insieme ad altre città e basi militari israeliane.

8 ore fa
«Non smetteremo finché il lavoro non sarà finito»

Il prezzo del petrolio sta scendendo, ma gli Stati Uniti devono «finire il lavoro» in Iran. Lo ha detto Donald Trump in Kentucky. «Non smetteremo finché il lavoro non sarà finito», ha aggiunto presidente assicurando che «il lavoro sarà finito molto in fretta».

9 ore fa
Trump: «Abbiamo vinto la guerra contro l'Iran in un'ora»

«Abbiamo vinto la guerra contro l'Iran in un'ora». Lo ha detto Donald Trump ad un evento in Kentucky elogiando il nome dell'operazione militare 'Epic fury'. «È un nome bellissimo, solo se vinci. Ma noi abbiamo vinto», ha sottolineato il presidente americano. «Abbiamo dovuto fare un'escursione, un viaggetto per liberarci di gente molto malvagia», ha aggiunto il tycoon. «Hanno ucciso la nostra gente. Volevano conquistare il Medio Oriente. Stavano per colpire Israele» e ora «non hanno idea di cosa è capitato loro», ha sottolineato.

11 ore fa
Potente attacco di missili dal Libano su Israele

Le sirene sono suonate al confine nord d'Israele a seguito del più potente lancio di missili coordinati dal Libano dall'inizio della guerra. Channel 12 riporta che 100 tra razzi e missili sono stati lanciati contemporaneamente, e in parallelo a lanci di missili dall'Iran. Secondo i servizi di soccorso, non sono state riportate aree colpite.

12 ore fa
«La guerra in Iran costa un miliardo di dollari al giorno»

Forbes stima in «quasi un miliardo di dollari al giorno almeno» il costo del conflitto in corso in Medio Oriente per gli Usa, e secondo fonti del Pentagono citate dal New York Times, la prima settimana degli attacchi militari del presidente Donald Trump in Iran è costata ai contribuenti americani oltre 6 miliardi di dollari (mentre altre fonti stimano cifre ancora più alte). Mentre il costo crescente della guerra potrebbe avvicinarsi ai 100 miliardi di dollari, a seconda della sua durata, valuta ancora la rivista economica americana.

Sebbene la portata complessiva delle operazioni militari in Iran non sia ancora chiara, è stata comunque considerevole: il Comando centrale degli Stati Uniti, o Centcom, ha annunciato lunedì che l'esercito ha già colpito più di 5.000 obiettivi in ;;Iran nei primi 10 giorni dall'inizio degli attacchi e ha pubblicato un elenco di oltre 20 diverse risorse militari e sistemi d'arma utilizzati finora.

La produzione e il funzionamento di tali risorse costano dai 35.000 dollari (il costo di un drone monodirezionale) ai milioni (missili Tomahawk), e l'esercito ha perso risorse tra cui tre F-15 Strike Eagle abbattuti in un incidente di fuoco amico in Kuwait il 1 marzo e circa 11 MQ-9 Reaper, con perdite che ammontano complessivamente a oltre 600 milioni di dollari. E queste cifre non tengono conto del costo giornaliero per mantenere le truppe nella regione: il Washington Post riporta che circa 50.000 soldati sono già coinvolti nell'operazione militare e che altri potrebbero arrivare.

Il costo delle operazioni militari - ricorda Forbes - è però solo una parte dei costi totali e dell'impatto economico della guerra in Iran, che ha già avuto un impatto sui prezzi del petrolio e del gas e minaccia di aumentare le spese di viaggio e l'inflazione . Gli indici di borsa sono scesi di circa l'1% prima dell'apertura del mercato di lunedì, dopo i primi attacchi del fine settimana, sebbene in seguito siano migliorati, e il conflitto in Iran minaccia di aggravare l'attuale crisi di accessibilità economica negli Stati Uniti, aumentando il numero totale di americani alla pompa di benzina. La guerra ha anche comportato milioni di dollari di spese militari da parte di Israele e Iran, e ha causato un tributo umano incalcolabile.

14 ore fa
L'Iran ha piazzato una dozzina di mine nello Stretto di Hormuz

L'Iran ha piazzato circa una dozzina di mine nello Stretto di Hormuz, in una mossa che probabilmente complicherà la riapertura dello stretto. Lo scrive Reuters online citando due fonti a conoscenza della questione.

Una fonte ha affermato che l'ubicazione della maggior parte delle mine è nota, ma si è rifiutata di spiegare come gli Stati Uniti intendano gestirle. L'attività di dispiegamento mine non è ancora estesa, riferiscono altre fonti alla Cnn, aggiungendo che Teheran detiene ancora oltre l'80-90% delle sue piccole imbarcazioni e dei suoi posamine, quindi le sue forze potrebbero facilmente piazzarne a centinaia.

14 ore fa
«Gli USA hanno colpito la scuola elementare femminile di Minab»

Un'indagine militare in corso ha stabilito che gli Stati Uniti sono responsabili dell'attacco contro la scuola elementare femminile di Minab lo scorso 28 febbraio. Lo riferiscono fonti informate al New York Times dopo che qualche giorno fa il giornale ha pubblicato delle foto satellitari che confermerebbero questa tesi.

L'attacco costato la vita a 175 persone, tra cui 165 bambine, sarebbe stato il risultato di un errore di mira da parte dell'esercito americano che stava conducendo attacchi contro una base dei pasdaran adiacente di cui un tempo la scuola faceva parte. I funzionari hanno sottolineato che i risultati dell'indagine sono preliminari e che restano importanti domande senza risposta sul perché le informazioni non siano state verificate dal Comando centrale Usa prima di fornire le coordinate per il raid.

15 ore fa
Macron: «Necessario ripristinare la libertà navigazione nello stretto di Hormuz»

Il presidente francese, Emmanuel Macron, aprendo la videoconferenza dei leader del G7 sulla crisi in Medio Oriente, ha sottolineato la necessità di ''ripristinare la libertà navigazione nello stretto di Hormuz il più presto possibile''. Le immagini dell'intervento di Macron sono state pubblicate sul profilo X dell'Eliseo.

''Sono ormai 11 giorni da quando sono cominciate le operazioni contro l'Iran, per fermare il programma nucleare balistico. Stiamo tutti scontando le conseguenze economiche globali. Per questo, penso che sia molto importante rimanere strettamente coordinati«, ha affermato Macron nella riunione con i leader del G7, tra cui il presidente Usa, Donald Trump, dopo i G7 Finanze ed Energia dei giorni scorsi.

Introducendo i lavori da Parigi, Macron ha quindi proposto ai leader di organizzare le discussioni intorno a »tre punti« fondamentali: ''Primo: avere un aggiornamento sull'attuale situazione e sui prossimi passi, per questo, Donald - ha detto rivolgendosi al presidente Usa - è una chance averti qui, per avere aggiornamenti sugli attuali raid e su quello che accade sul terreno». «Secondo - ha proseguito Macron - penso sia importante coordinarci per fare in modo che la libertà di navigazione venga chiaramente ripristinata nello stretto di Hormuz il più presto possibile. Dobbiamo anche essere pronti a tutelare la libertà di navigazione nel mar Rosso e a Bab-el-Mandeb, che è anche molto sensibile e siamo chiaramente pronti a riattivare alcune operazioni svolte in passato».

Terzo argomento delle nostre discussioni deve essere il coordinamento economico«, ha proseguito il presidente francese e attuale presidente di turno del G7, ricordando, tra l'altro, l'annuncio dell'Agenzia internazionale dell'energia di rilasciare gli stock strategici per 400 milioni di barili. A questo proposito, ha detto, ciò ''corrisponde più o meno a 20 giorni di volumi esportati attraverso lo stretto di Hormuz».

15 ore fa
Colpite due navi nello Stretto di Hormuz

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno rivendicato di aver colpito due navi nello Stretto di Hormuz: una battente bandiera della Liberia, la Express Room, e la portarinfuse thailandese Mayuree Naree.

"La nave liberiana, di proprietà di Israele, non ha prestato attenzione agli avvertimenti delle nostre forze navali ed è stata fermata dopo essere stata colpita - affermano i pasdaran in un comunicato -. La seconda nave, la portarinfuse Mayuree Naree che ha tentato di passare illegalmente lo Stretto, è stata presa di mira anche lei dopo gli avvertimenti delle forze navali".

"Lo Stretto di Hormuz è indubbiamente sotto la gestione delle forze navali delle Guardie: gli aggressori, gli Stati Uniti e i loro alleati, non hanno il diritto di attraversarlo", conclude la nota.

Secondo l'agenzia marittima britannica Ukmto, sono almeno tre le navi colpite oggi nelle acque a ridosso di Hormuz. La Marina thailandese ha confermato l'attacco alla Mayuree Naree, che era partita da un porto degli Emirati, aggiungendo che 20 marinai erano stati tratti in salvo dalla Marina dell'Oman, mentre tre risultano dispersi.

15 ore fa
Trump: «La guerra con l'Iran finirà presto»

Donald Trump sostiene che «la guerra con l'Iran finirà presto». «Non c'è praticamente più niente da bombardare», ha detto il presidente americano in un'intervista ad Axios.

«La guerra sta andando alla grande. Siamo molto in anticipo sui tempi previsti. Abbiamo causato più danni di quanto pensassimo possibile, anche nel periodo iniziale di sei settimane», ha dichiarato Trump ad Axios sostenendo che «quando voglio che finisca, finirà».

«Cercavano di colpire il resto del Medio Oriente. Stanno pagando per 47 anni di morte e distruzione che hanno causato. Questa è una vendetta. Non se la caveranno così facilmente», ha aggiunto il presidente americano.

16 ore fa
Klm cancella tutti i voli per Dubai fino al 28 marzo

La compagnia aerea olandese Klm ha annunciato la cancellazione di tutti i voli per Dubai fino al 28 marzo compreso a causa della guerra in Iran. «La sicurezza dei nostri passeggeri e dell'equipaggio è sempre la nostra massima priorità», ha affermato il vettore in una nota, aggiungendo di restare disponibile ad aiutare nel rimpatrio dei passeggeri bloccati.

16 ore fa
Teheran: «Preparatevi al petrolio a 200 dollari al barile»

«Preparatevi al raggiungimento dei 200 dollari al barile perché il prezzo del petrolio dipende dalla sicurezza regionale che avete destabilizzato». L'avvertimento a Usa e Israele arriva dalle forze armate iraniane, nel pieno della crisi lungo lo Stretto di Hormuz.

«Non permetteremo che nemmeno un litro di petrolio raggiunga gli Stati Uniti, Israele e i loro partner. Qualsiasi nave o petroliera diretta a loro sarà un obiettivo legittimo», ha ribadito Ebrahim Zolfaqari, portavoce del quartier generale del comando militare di Teheran, aggiungendo che Washington non sarà in grado di controllare i prezzi. Lo riporta al Jazeera.

Intanto i 32 Paesi membri dell'Agenzia internazionale dell'energia hanno concordato all'unanimità di mettere a disposizione del mercato 400 milioni di barili di petrolio dalle loro riserve di emergenza, per affrontare le perturbazioni dei mercati petroliferi causate dalla guerra in Medio Oriente. Lo annuncia la stessa Aie.

Si tratta di un volume record, più del doppio rispetto ai 182 milioni di barili rilasciati dai Paesi membri dell'agenzia dopo l'invasione russa dell'Ucraina nel 2022.

16 ore fa
Grecia: il premier annuncia un tetto al margine di profitto sui carburanti

Il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis ha annunciato che il governo imporrà un tetto massimo al margine di profitto sui carburanti e sui prodotti dei supermercati per un periodo di tre mesi, per affrontare l'aumento dei prezzi causato della guerra in Medio oriente. Lo riporta l'agenzia Ana-mpa.

«Siamo in allerta per ulteriori ripercussioni della crisi», ha sottolineato il premier, durante un suo incontro con il presidente della Repubblica ellenica, Konstantinos Tasoulas, aggiungendo che questa situazione di instabilità non deve portare a fenomeni di speculazione.

17 ore fa
Il DFAE chiude temporaneamente la sua ambasciata in Iran

A causa degli attacchi degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran e di quelli iraniani contro vari Paesi del Medio Oriente, la sicurezza del personale dell’Ambasciata di Svizzera a Teheran non può più essere garantita, motivo per cui il DFAE ha deciso di chiudere temporaneamente questa rappresentanza. Quattro membri svizzeri del personale avevano già lasciato il Paese il 3 marzo. Le sei persone rimanenti, tra cui l’ambasciatore Olivier Bangerter, hanno lasciato l’Iran via terra oggi.

Sia gli Stati Uniti che l’Iran sono stati informati della chiusura temporanea della rappresentanza e della partenza del suo personale svizzero. Il nostro Paese rimane a disposizione per trasmettere le comunicazioni che le parti coinvolte nel conflitto ritengono utili. Il mandato in qualità di potenza protettrice, nell’ambito del quale la Svizzera rappresenta gli interessi degli Stati Uniti nei confronti dell’Iran, può essere esercitato anche al di fuori della regione. Per conto delle autorità di Washington, il DFAE tiene informati i cittadini e le cittadine statunitensi in Iran sui rischi e sulle misure da adottare attraverso il sito Internet della Sezione degli interessi stranieri.

17 ore fa
Il Governo spagnolo revoca formalmente l'ambasciatrice in Israele

Il governo spagnolo ha disposto la revoca formale dell'ambasciatrice in Israele, Ana Salomon, in carica dal 2021 e già richiamata a consultazioni nel settembre 2025, dopo le tensioni diplomatiche con il governo di Benjamin Netanyahu, seguite dal riconoscimento dello Stato di Palestina nell'aprile di due anni fa.

Il provvedimento è stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale dello Stato ed è stato adottato su proposta del ministro degli Esteri, José Manuel Albares, con deliberazione del Consiglio dei ministri di ieri. Il decreto, firmato da re Felipe VI, ringrazia la diplomatica per i «servizi prestati». Salomon era stata richiamata a Madrid il 9 settembre 2025, nel quadro dello scontro diplomatico seguito alle accuse rivolte da Tel Aviv al governo di Pedro Sanchez e alle sanzioni adottate dal governo Netanyahu contro la vicepremier spagnola Yolanda Diaz e la ministra Sira Rego, con il divieto di ingresso nel Paese.

Da allora, le relazioni diplomatiche fra i due governi si sono svolte al livello più basso di rappresentanza diplomatica, con l'incaricata di affari di Israele a capo della missione in Spagna. Con la revoca formale dell'ambasciatrice, Madrid dovrà ora nominare un nuovo capo missione, se deciderà di rispristinare la rappresentanza diplomatica al massimo livello in Israele.

17 ore fa
Teheran: «Ogni nave d'Israele e degli Stati Uniti è un obiettivo legittimo»

«L'operazione guidata dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump e dal primo ministro Benjamin Netanyahu continuerà senza limiti di tempo, finché non raggiungeremo tutti gli obiettivi e non vinceremo la campagna».

Lo ha affermato il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, a seguito di una valutazione della situazione tenutasi nel quartier generale della Difesa, insieme al capo di stato maggiore, il capo dell'intelligence militare e il capo del comando del fronte interno, tra gli altri.

17 ore fa
Katz: «L'operazione in Iran continua senza limiti di tempo»

''L'operazione guidata dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump e dal primo ministro Benjamin Netanyahu continuerà senza limiti di tempo, finché non raggiungeremo tutti gli obiettivi e non vinceremo la campagna«.

Lo ha affermato il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, a seguito di una valutazione della situazione tenutasi nel quartier generale della Difesa, insieme al capo di stato maggiore, il capo dell'intelligence militare e il capo del comando del fronte interno, tra gli altri.

17 ore fa
«La BCE sia tempestiva se lo shock energetico fa salire l'inflazione»

La Banca centrale europea (BCE) deve essere «molto vigile» sulle ricadute della guerra in Medio Oriente, e «se dovesse emergere che l'attuale aumento dei prezzi dell'energia si tradurrà in un'inflazione più ampia per i consumatori nel medio termine, il consiglio direttivo della BCE agirà in modo deciso e tempestivo».

Lo ha detto Joachim Nagel, presidente della Bundesbank e membro del consiglio BCE, secondo quanto riferisce Bloomberg. Il 59enne ha dichiarato di sostenere un approccio «attendista», ma ha aggiunto che le recenti discussioni sull'inflazione al di sotto dell'obiettivo del 2% «sono probabilmente concluse, almeno per il momento».

18 ore fa
Il ministro iraniano: «Non parteciperemo a Mondiali di calcio negli USA»

Il ministro dello Sport iraniano esclude la partecipazione del suo Paese ai Mondiali di calcio negli Usa. Lo riporta la Frankfurter Allgemeine Zeitung (Faz), in un articolo sulla posizione di Donald Trump, che assicura che la squadra potrà partecipare.

«Dal momento che questo governo corrotto ha assassinato il nostro leader, non abbiamo alcuna intenzione di partecipare ai Mondiali», ha affermato il ministro Ahmad Donjamali in tv, sottolineando le «misure malvagie intraprese contro l'Iran»: «ci sono state imposte due guerre in otto o nove mesi e diverse migliaia dei nostri cittadini sono stati uccisi». «Non abbiamo assolutamente alcuna possibilità di partecipare».

20 ore fa
Il Papa: «Pace in Iran e in Medio Oriente, i bimbi vittime innocenti»

«Continuiamo a pregare per la pace in Iran e in tutto il Medio Oriente, in particolare per le numerose vittimi civili, tra cui molti bambini innocenti». Lo ha detto il Papa al termine dell'udienza generale.

«Sono vicino a tutto il popolo libanese in questo momento di grave prova», ha affermato ancora il pontefice ricordando che oggi si celebrano i funerali di padre Pierre El Raii, parroco di Qlayaa, rimasto ucciso in un bombardamento. «Padre Pierre è stato un vero pastore che è rimasto sempre accanto al suo popolo», ha sottolineato Leone XIV.

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