
Il segretario al Tesoro americano, Steven Mnuchin, ha lanciato oggi un ulteriore avvertimento alla Turchia: se non cesserà il fuoco in Siria, arriveranno ulteriori sanzioni americane.
Frattanto, in una lettera personale recapitata al premier turco Erdogan, Donald Trump lo invita a lavorare a un accordo. "Tu non vuoi essere responsabile del massacro di migliaia di persone, e io non voglio essere il responsabile della distruzione dell'economia turca", ha scritto il presidente degli Stati Uniti in una missiva datata 9 ottobre, appena prima dell'offensiva militare turca in Siria. "La storia - aggiunge Trump - ti guarderà con favore se ti comporti in modo giusto e umano. Ti guarderà come il diavolo se non lo fai. Non fare il duro. Non fare lo scemo!".
La bizzarra lettera è stata accolta con incredulità e in molti, all'inizio, ne hanno messo in dubbio la legittimità e alcuni la hanno definita uno scherzo imbarazzante. "In realtà pensavo che fosse uno scherzo", ha detto il parlamentare democratico Mike Quigley alla CNN.
Oggi l'incontro ad AnkaraSi terrà oggi alle 13.30 l'atteso incontro ad Ankara tra il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e la delegazione Usa di alto livello, guidata dal vicepresidente Mike Pence e dal segretario di Stato Mike Pompeo, inviata d'urgenza da Donald Trump per chiedere un cessate il fuoco nel nord della Siria. I colloqui sono stati preceduti ieri da una polemica quando Erdogan aveva dichiarato che avrebbe discusso solo con Trump, salvo poi fare marcia indietro.
La delegazione americana, di cui fanno parte anche il consigliere per la Sicurezza nazionale Robert O'Brien e l'inviato speciale di Trump per la Siria e la Coalizione anti-Isis James Jeffrey, ha già avuto i primi colloqui preparatori con alti funzionari di Ankara, tra cui il portavoce e consigliere di Erdogan, Ibrahim Kalin, e il ministro della Difesa Hulusi Akar.
Avanza l'offensiva turcaL'esercito turco e le milizie arabe e turcomanne sue alleate avanzano nella città curdo-siriana sotto assedio di Ras al Ayn, alla frontiera con la Turchia, e avrebbero ormai il controllo di "quasi metà" del centro strategico, che al momento delimita a est l'incursione di Ankara sul terreno. Lo riferisce l'Osservatorio siriano per i diritti umani, secondo cui "intensi raid aerei" proseguono "da tre giorni", insieme al martellamento dell'artiglieria schierata sul lato turco del confine.
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