
“Diversi tipi di mine” sarebbero state piazzate sulle soglie di abitazioni di civili della periferia sud di Tripoli dalle milizie del generale Khalifa Haftar in ritirata. Lo sostiene Mohamed Gnounou, il portavoce delle forze che difendono la capitale libica dove è insediato il premier Fayez al-Sarraj.
E’ stata rinvenuta “una grande quantità di mine piazzate dalle milizie terroriste di Haftar prima della fuga dalle loro postazioni”, afferma il portavoce su Facebook, precisando che si tratta di ordigni “modificati per esplodere al passaggio delle persone”.
Il dislocamento di mine in edifici di civili è avvenuto “sui fronti di Salah Eddin, al-Mashrou e Ain Zara”, precisa Gnounou in un post pubblicato dall’operazione “Vulcano di collera”.
Le milizie di Haftar “hanno piazzato diversi tipi di mine in cascine, strade principali, vie secondarie e all’entrata di case”, sostiene il testo precisando che gli ordigni “sono utilizzati contro veicoli e altri sono stati modificati per esplodere al passaggio delle persone, cosa che costituisce un grandissimo pericolo per i civili”.
Questo tipo di impiego delle mine “è lo stesso adottato dall’organizzazione terrorista Daesh a Sirte prima della sua liberazione nel dicembre 2016”, ricorda il portavoce riferendosi al sedicente Stato islamico (Isis).
Gnounou informa che sono state date istruzioni a squadre di artificieri per bonificare le zone liberate al fine di “consentire ai civili di tornare alle loro case”.
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