
Il Tribunale federale (TF) conferma il divieto di entrata decretato dal Consiglio federale nei riguardi di un cugino e di uno zio di Bachar al-Assad, come pure il blocco dei loro averi in Svizzera. Entrambe le misure figurano nell'ordinanza varata nel 2011 nel quadro delle sanzioni internazionali contro la Siria. Nel giugno 2012, il Tribunale amministrativo federale (TAF) aveva considerato come sufficientemente comprovato che Hafez Makhluf, cugino del presidente siriano, ha assunto un ruolo attivo nella repressione degli oppositori al regime. Colonnello a capo di un'unità dei servizi segreti siriani, egli avrebbe partecipato in particolare ad azioni violente contro i manifestanti. Quanto all'80enne zio Mohammed Makhluf, considerato come un confidente di Bashar al-Assad, la sua influenza non può essere esclusa, ritengono i giudici federali. Prima dell'adozione dell'ordinanza, lo zio aveva tentato di far trasferire alla moglie 10 milioni di dollari depositati su un conto della banca HSBC a Ginevra. ATS
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