
È di tre morti e 46 feriti il bilancio dell'incidente ferroviario avvenuto questa mattina alle 6.57 a Seggiano di Pioltello alle porte di Milano, stilato dal centro di coordinamento dei soccorsi allestito nella prefettura. La causa del deragliamento potrebbe essere stato il "cedimento strutturale" di un tratto di 20 centimetri di rotaia a circa due chilometri e 300 metri dal luogo dell'incidente e non il cedimento dello scambio come si era ipotizzato inizialmente. "Sono comunque in corso accertamenti per individuare il punto esatto e le cause del disastro, sono trascorse ancora poche ore", ha spiegato Vincenzo Macello, responsabile di Rfi della Lombardia. I tecnici della Rfi hanno accertato il cedimento del piccolo tratto di rotaia due chilometri più indietro rispetto al luogo del deragliamento. L'ipotesi è che in quel punto tre carrozze siano uscite dai binari, ma il convoglio - partito da Cremona e diretto a Milano Piazza Garibaldi con a bordo circa 350 persone, in maggioranza pendolari - abbia continuato a camminare fino a quando uno dei vagoni fuori asse ha impattato contro un palo della trazione elettrica e si è accartocciato. La ricostruzione è coerente con la scena che si è presentata ai primi soccorritori, con le carrozze centrali del convoglio deragliate ed intraversate ad un angolo di circa 90 gradi l'una dall'altra. All'interno sono rimaste intrappolate a lungo numerose persone, poi liberate dai soccorritori, mentre una spola di ambulanze ed elicotteri trasportavano in ospedale i feriti. E poco più di 6 mesi fa, il 23 luglio scorso, un altro treno di Trenord era parzialmente uscito dai binari proprio a Pioltello, senza però provocare feriti fra i passeggeri. La Procura di Milano ha aperto un'inchiesta con l'ipotesi di reato di disastro ferroviario colposo.
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