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Estero
Tre mesi dopo Charlie Hebdo torna il terrore
Redazione
11 anni fa
Parigi: sventato un attentato a due chiese, che erano finite nel mirino di un attentatore algerino armato fino ai denti

Tre mesi dopo Charlie Hebdo, torna il terrore a Parigi. Stavolta nel mirino di un attentatore algerino armato fino ai denti - che stava per passare all'azione - c'erano due chiese, piene di fedeli alla domenica. Soltanto il caso ha voluto che Sid Ahmed Ghlam, 24 anni, algerino, si ferisse con un'arma dopo aver ucciso una donna. La polizia è intervenuta, il piano è saltato.

"Siamo sempre sotto la minaccia terroristica - ha detto il presidente François Hollande - un attentato lo abbiamo sventato, e non è il primo". Fonti della sicurezza parlano di 6 azioni terroristiche sventate dall'inizio dell'anno.

"Per la prima volta, nel mirino erano i cristiani, i cattolici di Francia", ha detto il primo ministro Manuel Valls, che ha visitato oggi le due chiese nel mirino del terrorista, entrambe a Villejuif, alla periferia di Parigi dove sorge uno dei più celebri ospedali oncologici d'Europa. Si tratta delle chiese di Saint-Cyr e Sainte-Thérèse.

François Molins, il procuratore, ha parlato di un piano "inequivocabile" contro le chiese, e le discussioni di Ghlam con un misterioso interlocutore in Siria non lasciano dubbi. Da Parigi alla Siria, i due discutevano su come attaccare le due chiese. Si sospetta che a Ghlam, finito sotto intercettazione della polizia dopo aver manifestato nel 2014 "velleità di recarsi in Siria", fossero arrivati ordini di agire dagli interlocutori siriani.

Molti i misteri ancora da chiarire, mentre il terrorista, ricoverato in stato di fermo e operato al piede ferito, si è chiuso nel mutismo dopo aver detto di aver voluto "buttare le armi nella Senna". I poliziotti, nella sua auto, hanno trovato kalashnikov, pistole, giubbetto antiproiettile e tre cellulari. Nell'appartamento, un arsenale tale da far sospettare l'esistenza di complici sul territorio. Sempre in casa sua, c'erano "documenti in lingua araba in cui sono citati al Qaida e lo stato islamico", ha detto il procuratore.

All'automobile la polizia è arrivata dopo che - domenica mattina - lo stesso algerino aveva chiamato un'ambulanza. Presentava una ferita da arma da fuoco e sanguinava abbondantemente. I soccorritori hanno avvertito la polizia, che seguendo le tracce di sangue è arrivata all'automobile del ferito. Qualche ora dopo, si è giunti ad una ricostruzione parziale dei fatti: con ogni probabilità Sid Ahmed Ghlam, prima di ferirsi accidentalmente, aveva ucciso Aurélie Chatelain, 32 anni, istruttrice di fitness, appena arrivata a Parigi dal nord della Francia per uno stage di pilates.

Il procuratore non si è sbilanciato sul movente dell'omicidio, che ricorda in qualche modo l'azione di Amedy Coulibaly, il terrorista che a gennaio uccise una poliziotta poche ore prima di passare all'azione coordinata con i fratelli Kouachi, autori della strage a Charlie Hebdo. I movimenti segnalati dal navigatore GPS del cellulare di Ghlam e le impronte del DNA hanno confermato che nell'auto in cui è stata uccisa Aurélie con un colpo di pistola che le ha trapassato spalla e cuore c'era proprio lui.

Gli accertamenti delle prossime ore e le ricerche a tappeto su presunti complici sveleranno altri misteri nelle prossime ore. Al momento si studiano i movimenti del giovane studente in elettronica: era schedato come sospetto dall'anno scorso dopo i tentativi di partire per la Siria, poi aveva ancora allertato le autorità per essere "sparito" a febbraio per una settimana, misterioso viaggio in Turchia. L'antiterrorismo passa al setaccio amici e familiari. Sua sorella è finita oggi in stato di fermo. L'hanno arrestata vicino alla casa dei genitori, che vivrebbero nella regione della Marna, non lontano da Villejuif. Indossava il burqa e i vicini dicono che da mesi abitava lì con due bambini ma le finestre del suo appartamento erano sempre chiuse

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