
La FedPol è pronta a collaborare con i colleghi italiani nell'inchiesta legata all'omicidio di Antonio Bellocco, 'ndranghedista ucciso nei giorni scorsi da Andrea Beretta, capo ultrà dell'Inter, a Cernusco sul Naviglio. Che cosa c'entra la Svizzera con un delitto che pare essere stato causato da tensioni all'interno della curva nerazzurra? Il collegamento è la Smart su cui è avvenuto il delitto, che è targata Ticino ed è stata noleggiata presso un'azienda del Mendrisiotto.
Le origini della diatriba tra i due
Bellocco era entrato negli ultimi anni a far parte della dirigenza del tifo organizzato interista, una presenza, con relativa ascesa di potere, ben poco gradita allo storico capo Beretta, costretto a rimanere un po' ai margini a causa di alcuni Daspo. Ultimamente tra i due era in corso una diatriba a causa degli introiti del negozio di merchandising e dei biglietti, gestiti da Beretta: Bellocco ne voleva una fetta maggiore, l'altro non era d'accordo. A questo punto, stando a Beretta, Bellocco ne aveva "decretato la fine", decidendo di fatto di ucciderlo. Per questo nell'ultima settimana il capo ultrà ha girato sempre con una pistola e si è spostato spesso.
L'omicidio
I due si sono però incontrati alcuni giorni fa fuori da una palestra, molto frequentata dagli ultrà interisti, all'interno di un'auto. Secondo le ricostruzioni, Bellocco sarebbe stato il primo a sparare, ferendo il contendente. L'altro ha reagito e lo ha colpito con una coltellata alla gola. Durante i primi interrogatori, l'omicida ha ammesso il fatto, spiegando che il rappresentante della malavita lo voleva "far fuori".
Il delitto è avvenuto su una Smart targata Ticino
La Smart su cui è avvenuto il fatto di sangue, targata Ticino, si è rivelata essere noleggiata da una Sagl del Mendrisiotto. La restituzione sarebbe dovuta restituita il giorno dell'omicidio. Ora è ovviamente sotto sequestro giudiziario. Dunque, le indagini si estendono anche al nostro Cantone, anche se non è stata richiesta la collaborazione delle autorità ticinesi.
Gli inquirenti svizzeri e italiani hanno parlato dell'omicidio
Nonostante ciò, il Corriere della Sera riporta come in un incontro, che però era già in agenda, tra inquirenti svizzeri e italiani, si sia parlato parecchio dell'omicidio Bellocco, il cui clan da anni avrebbe avamposti anche in Svizzera e nel Comasco. Tra l'altro, si è scoperto anche che Beretta usava, per muoversi a Milano, una carta di identità falsa, perchè per motivi legati alla sorveglianza speciale non potrebbe soggiornare nel capoluogo lombardo.

