
Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden non ha spesso attaccato il suo predecessore Donald Trump. Ma ieri sera lo ha fatto e lo ha fatto con inaspettata veemenza. “Donald Trump e le forze MAGA sono estremisti e costituiscono una minaccia alle fondamenta stesse della nostra Repubblica", ha dichiarato nel corso del discorso dall’edificio di Philadelphia dove furono firmate dichiarazione d’indipendenza e costituzione degli Stati Uniti. Più volte Biden ha sottolineato come l’ala MAGA (dallo slogan di Trump, Make America Great Again) sia una minaccia per la democrazia. Pronta la risposta dell’avversario che, con un post su Truth ha definito “pazzo o demente” il presidente in carica. Alcune settimane fa, Biden aveva definito l’ala MAGA del partito anche come “semi-fascista”.
Elezioni di medio termine
L’ambiente nella politica americana è così caldo perché mancano poco più di due mesi alle elezioni di medio termine: gli americani il primo martedì di novembre dovranno eleggere tutti e 435 i membri della Camera e 34 senatori su 100. Si voterà anche per una quarantina di governatori. Un appuntamento elettorale che potrebbe essere particolarmente preoccupante per i democratici: ai repubblicani basta infatti guadagnare un senatore e quattro membri della Camera dei rappresentanti per conquistare il controllo di entrambi i rami del Congresso.
I sondaggi
I sondaggi più recenti mostrano una situazione ancora incerta. Il più recente del Wall Street Journal vede i democratici preferiti dal 47% degli intervistati contro il 44% per i repubblicani. A vantaggio del partito di Biden vi è lo spostamento di molti indecisi in seguito al dibattito sull’aborto, dopo la sentenza della Corte suprema che ha abolito la sentenza che nel 1973 aveva legalizzato l’aborto negli Stati Uniti. Altri sondaggi, però, vedono il vantaggio dei democratici molto più risicato. Inoltre, visto che spesso le elezioni di medio termine sono anche un momento per giudicare la politica presidenziale, l’apprezzamento di Biden degli americani è vicino ai minimi storici.
L'inflazione
A favore dei repubblicani vi è invece un tema pesantissimo: l’inflazione. Alcuni candidati repubblicani puntano su un unico tema, l’aumento dei prezzi. “L’inflazione è la tassa dei democratici sulla classe media”, recita lo spot di un candidato repubblicano. Sempre il sondaggio del Wall Street Journal mostra come quasi tre quarti degli americani sostengano che al momento le cose in America stiano andando nella direzione sbagliata. La stessa percentuale ritiene che l’economia statunitense sia in cattiva salute. Altri temi di peso di questa tornata sono, come spesso accade negli Usa, l'immigrazione e la diffusione delle armi.
I repubblicani in mano a Trump
Ed è proprio in questo clima di lotta tirata che si inserisce l’impennata delle tensioni tra presidente ed ex presidente. “Le forze maga sono determinate a portare indietro questo Paese. A tornare a un'America dove non c'è diritto di scelta, diritto alla privacy, diritto alla contraccezione, diritto a sposare chi ami", ha insistito infatti Biden. Il presidente intende mostrare come l’ala trumpista dei repubblicani sia ormai maggioritaria nel partito. "Non c'è posto per la violenza in questo Paese", ha detto attaccando ancora "le forze Maga che sostengono leader autoritari e soffiano sulle fiamme della violenza politica". E durante il suo discorso a Philadelphia Biden è stato interrotto da un gruppo di sostenitori di Trump che ha commentato così: “È un loro diritto essere oltraggiosi, siamo una democrazia".
La replica dell'ex presidente
Oggi l’ex presidente Donald Trump ha risposto all’avversario e lo ha fatto attraverso un post su Truth, il social network, creato dopo la sua espulsione da praticamente tutte le reti in seguito all’assalto del congresso del 6 gennaio 2021. “Qualcuno dovrebbe spiegare a Joe Biden, lentamente ma appassionatamente, che MAGA significa Make America Great Again! Se non vuole far tornare grande l’America, attraverso parole, azioni e pensieri, non dovrebbe rappresentare gli Stati Uniti d’America”, ha scritto in un post. Aggiungendo in un altro: “Se guardi alle parole e ai significati del discorso di questa sera di Biden, ha minacciato l’America, ipotizzando anche l’uso della forza militare. Deve essere pazzo o deve soffrire di demenza a uno stadio avanzato”.

In vista delle presidenziali 2024
Lo scontro potrebbe essere solo un antipasto: una candidatura alle presidenziali del 2024 è infatti tutt’altro che esclusa. Trump continua a sostenere di aver vinto le elezioni del 2020 e in un’intervista a Sky News, il genero Jared Kushner ha spiegato come Trump gli abbia chiesto un consiglio sull’eventualità della terza candidatura. Trump, ha spiegato il genero, “odia cosa vede succedere nel Paese”. E, chiaramente una seconda metà di mandato con il Congresso interamente nelle mani dei repubblicani potrebbe giocare contro Biden che si ritroverebbe a essere un presidente azzoppato.
I problemi legali
A ritardare l’annuncio di una nuova corsa per la presidenza, a detta dei media statunitensi, sarebbero i guai legali legati alle perquisizioni dell’Fbi nella residenza di Mar-A-Lago di Donald Trump. Gli agenti federali cercavano materiale che Trump avrebbe prelevato illecitamente dalla documentazione presidenziale quando ha lasciato la Casa Bianca. A ridosso della perquisizione Trump ha accusato le autorità di cercare di boicottare la sua candidatura. Altri, invece, ritengono che l’Fbi possa avergli fatto un favore: una corsa per la presidenza lanciata troppo presto potrebbe avere, infatti, un costo tale da mettere l’ex presidente in difficoltà finanziarie.

