
Dure condanne del Tribunale penale internazionale dell'Aja per due ex paramilitari serbi, Milan et Sredoje Lukic: il primo è stato condannato all'ergastolo, l'altro a 30 anni, per crimini contro l'umanità commessi nella città bosniaca di Visegrad tra il 1992 e il 1994. I due cugini sono stati condannati per omicidio, tortura e sterminio commessi soprattutto durante i primi mesi della guerra contro musulmani. Milan Lukic è stato riconosciuto colpevole di persecuzione, omicidio, sterminio, trattamento crudele e atti disumani. Egli è stato considerato responsabile della morte di 59 donne musulmane, di bambini e anziani in una casa a Pionirska Street, sempre a Visegrad, il 14 giugno 1992. Le vittime erano chiuse a chiave dentro una stanza alla quale fu dato fuoco. L'ex paramilitare serbo è stato riconosciuto colpevole di aver messo dell'esplosivo nella stanza e di avere ucciso le persone che cercavano di scappare per sfuggire al fuoco. È pure stato riconosciuto responsabile della morte di almeno altri 60 musulmani civili in una casa a Bikavac il 27 giugno 1992, provocate con la stessa tecnica. È stato inoltre condannato per l'uccisione di cinque civili musulmani al fiume Drina, il 7 giugno 1992, e di sette nell'industria di Varda a Visegrad, il 10 giugno 1992, nonché di Hajra Koric. È pure stato considerato responsabile di pestaggi commessi contro i musulmani detenuti nel campo di Uzamnica. Sredoje Lukic è stato ritenuto colpevole di avere aiutato l'esecuzione di crimini di atti disumani di persecuzione, morte e trattamento crudeli. In modo più specifico, è stato riconosciuto colpevole di pestaggi nel campo di Uzamnica e dell'incendio nella casa di via Pionirska. Il processo contro i due cugini serbi è cominciato il 9 luglio dello scorso anno. In totale sono stati ascoltati 46 testimoni. ATS
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