
Il Tribunale penale internazionale (Tpi) per i crimini nella ex-Jugsolavia dell'Aja ha assolto per insufficienza di prove e con verdetto a maggioranza Jovica Stanisic, capo dello spionaggio serbo sotto Slobodan Milosevic, e il suo numero 2 Franko Simatovic. I due erano accusati di crimini di guerra in base al sospetto di "aver pianificato, ordinato e aiutato" la pulizia etnica in molte zone tra cui la Krajina e nelle città di Bijeljina, Bosanski Samac, Doboj, Sanski Most, Zvornik e Trnovo. Il tribunale ha disposto l'immediato rilascio di Stanisic e Simatovic. I due erano stati arrestati il 13 marzo 2003 e successivamente consegnati al Tpi. Entrambi si sono sempre proclamati non colpevoli. La corte ha rilevato che le unità militari operanti in Bosnia-Erzegovina e in Croazia tra il 1991 ed il 1995 hanno "commesso i crimini di deportazione e omicidio in numerose località" e che tali reti costituiscono persecuzione e crimine contro l'umanità" ma ha affermato che "Stanisic e Simatovic non possono essere considerati responsabili di tali crimini" perché la maggioranza della corte "non è stata in grado di concludere che gli imputati hanno condiviso l'intento di compiere un progetto criminale comune" e che "non è stato provato oltre ogni ragionevole dubbio che Stanisic e Sumatovic avevano pianificato o ordinato i crimini". Per quanto riguardava l'accusa di aver "incoraggiato" l'esecuzione dei crimini, secondo i giudici "l'assistenza data alle unità" coinvolte nella pulizia etnica "non era specificamente diretta" a commettere i reati. ATS
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