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Tortura: Usa; Cia ottenne poco da interrogatori duri, Wp
Redazione
17 anni fa

Citando fonti vicine all'amministrazione Bush e "presenti agli interrogatori", il "Washington Post" rivela oggi che la Cia con i suoi metodi di interrogatorio al limite della tortura non è riuscita ad ottenere informazioni importanti da utilizzare nella lotta al terrorismo. Al contrario le ha ottenute dai detenuti prima di sottoporli a tortura. E' quanto pubblica oggi il quotidiano di Washington ricostruendo nei dettagli il caso di Abu Zubaida, detenuto 'eccellente' perché considerato dai servizi di intelligence molto vicino ai leader di al Qaida. Nei suoi confronti - rivela il "Washington Post" - gli uomini della Cia procedettero a un doppio metodo di interrogatorio. Prima il detenuto venne interrogato in modo 'tradizionale' e, secondo quanto riferito al giornale da fonti "vicine all'amministrazione Bush", le informazioni ottenute si rivelarono "utili e attendibili". In un secondo tempo gli uomini della Cia, presenti le fonti citate dal quotidiano, procedettero a metodi di interrogatorio più duri, primo fra tutti il 'waterboarding', che porta l'interrogato alla soglia dell'annegamento. Il detenuto arrivò a rivelare qualche dettaglio in più, ma niente di cui la Cia non fosse già a conoscenza. E, stando a documenti consultati dal giornale, Abu Zubaida non è risultato essere un "capo di al Qaida vicino a Osama bin Laden", come lo definì lo stesso presidente George W. Bush, ma nemmeno uno dei sottocapi. Era un 'fixer', uno degli uomini che hanno il compito di divulgare l'ideologia integralista e che finì di lavorare per al Qaida dopo l'11 settembre. Il suo caso solleva una delle questioni più delicate che la nuova amministrazione Obama deve affrontare per quanto riguarda i 241 prigionieri speciali detenuti a Guantanamo: sottoporlo al giudizio di una corte di giustizia, sapendo che i particolari più crudeli del waterboarding emergeranno al processo in modo pubblico; oppure rispedirlo in Giordania, suo paese di origine. Cosa pensa di fare la Cia? Per il momento la domanda resta senza risposta. Ma - sostiene il "Washington Post" - per la nuova Casa Bianca questa resta una questione aperta. ATS

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