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Estero
"Torneremo presto in Siria"
Redazione
11 anni fa
Vanessa e Greta vogliono tornare nel paese dove sono state rapite. Salvini: "Facciamo una bella colletta per pagare loro un biglietto di sola andata"

"Non ho nessun altro senso di colpa se non quello di avere fatto preoccupare le persone che mi vogliono bene e, ovviamente, anche l'Italia. Abbiamo ringraziato lo Stato, senza il cui intervento non sarei qui in questo momento".

Vanessa Marzullo, una delle due volontarie italiane rapite e liberate in Siria, insieme a Greta Ramelli, si è espressa così nella prima intervista rilasciata dopo la liberazione, a La Repubblica.

“Chi ha lavorato con noi in questi anni sa quello che abbiamo fatto e come lo abbiamo fatto. Quanto ci siamo spese per la Siria. Gli insulti passano. Il fango e le cattiverie me le sono tolte di dosso. Ho ripreso gli studi. Io e Greta Ramelli torneremo ad aiutare il popolo siriano" ha aggiunto la giovane.

"Non era il primo viaggio in Siria e non sarà l'ultimo" ha ribadito, spiegando che i cinque mesi nelle mani dei rapitori sono stati difficili ma "siamo state trattate bene, mai subito abusi né violenze. Né ricevuto direttamente minacce di morte. Siamo state fortunate. Credo ci sia molta differenza tra come vengono trattati gli uomini e le donne".

L'intervista ha inevitabilmente scatenato un'ondata di reazioni.

"Ho letto su Repubblica un'intervista alle due ragazze che furono rapite, Greta e Vanessa, che vogliono tornare in Siria. Incredibile" ha affermato il leader della Lega Nord, Matteo Salvini. "Ragazze se volete far volontariato fatelo vicino a casa vostra perché in Siria c'e' la guerra. Altrimenti facciamo una bella colletta e paghiamo loro un biglietto di solo andata, e i loro genitori firmano un documento che in caso di guai poi pagano loro le spese non il popolo italiano."

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