
Torna l'incubo rapimenti targati Boko Haram in Nigeria: almeno 185 i sequestrati, tra loro molte donne e bambini, dopo l'attacco a un villaggio nel nordest - 32 gli uccisi -, mentre i miliziani integralisti fanno i conti con pesanti perdite in un altro assalto, questa volta in terra camerunense, 116 i combattenti uccisi. L'attacco contro il villaggio di Gumsguri, nel tormentato Stato di Borno, è stato compiuto domenica scorsa, ma solo oggi è stato possibile ricostruirlo. Un convoglio di miliziani pesantemente armati è piombato all'improvviso tra le abitazioni, lanciando molotov e sparando all'impazzata. La gran parte delle case è stata distrutta. Il bilancio delle vittime è di 32 morti: almeno 185 le persone portate via. Tra loro, le fonti concordano, tante donne, bambine e bambini. Secondo un capo delle milizie locali il bilancio è ancora più drammatico: i rapiti, solo tra donne e bambini, sarebbero oltre 192. "La conta è ancora in corso", precisano le autorità locali, sottolineando che il villaggio si trova a 70 km a sud dalla capitale dello Stato, Maiduguri, che le linee telefoniche sono saltate e molte strade di accesso sono "impraticabili". "Dopo aver ucciso i nostri giovani hanno portato via le nostre mogli e le nostre figlie", racconta un sopravvissuto. Il villaggio si trova nei pressi della stessa arteria che conduce a Chibok, dove Boko Haram rapì oltre 200 studentesse da una scuola, lo scorso aprile. Molte di loro sarebbero state ridotte in schiavitù, altre ancora convinte con la forza e le minacce a trasformarsi in donne kamikaze, la 'nuova arma' messa in campo da Boko Haram per seminare morte e terrore nel Paese. E non solo in Nigeria: ieri i miliziani hanno attaccato una colonna militare camerunense a Amchide. Secondo il ministero della Difesa di Yaoundé, "un centinaio di uomini armati" ha poi tentato l'assalto a una vicina base. L'Esercito "li ha respinti, uccidendone 116". Non è la prima volta che Boko Haram sconfina: nel novembre scorso hanno tentato di conquistare Kerawa, una cittadella a pochi chilometri dal confine nigeriano. Segno, spiegano gli esperti anti-terrorismo, che i miliziani stanno tentando di estendere l'ampiezza del Califfato che hanno proclamato mesi fa, chiedendo poi di allearsi all'Isis di al Baghdadi. Nel tentativo di arginare la crescente espansione del gruppo, una corte marziale ha condannato 54 militari alla pena di morte per fucilazione, per essersi rifiutati di combattere contro Boko Haram. Altri 12 erano stati condannati a novembre: i civili nel nordest sono infuriati, lamentano la scarsa protezione e il fatto che "quando Boko Haram attacca non c'è mai nessuno a difenderci".
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