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Estero
Topolanek; duro attacco a piano USA, via per inferno
Redazione
17 anni fa

Il piano Obama? "Una via per l'inferno": sono le parole del presidente di turno dell'UE, il premier ceco Mirek Topolanek, pronunciate davanti al Parlamento europeo riunito in sessione plenaria. Parole smentite dal portavoce della presidenza ceca, che derubrica l'espressione in "via verso la rovina". Un'affermazione che comunque non giova al clima della vigilia del G20 di Londra. Con il vicepremier ceco, Alexandr Vondra, e il presidente della Commissione Ue, José Manuel Barroso - sempre da Strasburgo - costretti a correggere il tiro: con l'amministrazione Obama nessun problema. Anzi - spiegano entrambe - ci sono "sempre maggiori convergenze". Topolanek non è nuovo, anche nella veste di presidente di turno della Ue, ad affermazioni sopra le righe, a volte persino dal sapore euroscettico. E la relazione all'Europarlamento sui risultati dell'ultimo vertice dei leader Ue cade all'indomani della crisi del suo governo. Il premier ceco dimissionario dà subito l'impressione di voler parlare fuori dai denti, soprattutto per rispondere a coloro che, dentro e fuori l'Ue, continuano a mettere in dubbio l'efficacia della presidenza ceca sul fronte anticrisi. In particolare da Oltreoceano. "Facciamo troppo poco?, ha detto rivolto ai deputati europei in lingua ceca: le misure concrete prese finora, anche all'ultimo Consiglio Ue, parlano chiaro. E "i 400 miliardi di euro decisi tra azione Ue, piani nazionali, a cui si deve aggiungere l'effetto degli stabilizzatori automatici, sono una risposta più che adeguata". Quanto agli Usa "il sentiero da loro intrapreso" col piano Obama da 500 miliardi di dollari "è pericoloso", ha detto. "Porta all'inferno", afferma Topolanek secondo quanto riferiscono i traduttori. "Porta alla rovina", corregge il portavoce della presidenza Ue. Il vicepremier ceco, Alexandr Vondra, parla di "un malinteso": Topolanek voleva solo sottolineare le differenze tra Ue e Usa. Fatto sta che, al di là dell'espressione utilizzata, l'affondo del presidente di turno dell'Ue verso gli USA è molto duro. Proprio il giorno dopo in cui il premier britannico, Gordon Brown - sempre dal Parlamento Europeo - si è mostrato entusiasta per la nuova era di collaborazione tra le due sponde dell'Atlantico che si potrebbe aprire il 2 aprile a Londra. "Negli Usa - ha detto Topolanek - il finanziamento del piano di stimolo avviene in contanti, con l'acquisto di titoli di Stato, e rappresenta quindi una minaccia per la liquidità dei mercati mondiali e per l'emissione dei bond di altri Paesi, compresi quelli europei". Per esempio quelli cechi e polacchi, la cui vendita - ha spiegato - sarà messa a rischio proprio dalla insufficiente liquidità". Il premier ceco ha comunque sottolineato come "non si vuole in nessun caso creare un conflitto tra UE e USA", ma deve essere chiaro - ha aggiunto - che "la crisi va risolta in modo unitario, perché le economie mondiali sono totalmente intrecciate tra loro". ATS

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