
L'ufficio distrettuale della Procura di Naha, a Okinawa, ha annunciato a sorpresa la liberazione dopo 16 giorni di carcere, del capitano del peschereccio cinese arrestato l'8 settembre, all'indomani della collisione con due motovedette giapponesi al largo di Senkaku, isole nel mar Cinese orientale sotto controllo di Tokyo, ma rivendicate da Cina e Taiwan. L'episodio, motivo di un'inattesa impennata di tensione tra i due Paesi, si è chiuso con "la decisione di non procedere, per ora, con la formulazione di un'accusa in considerazione dei legami tra Giappone e Cina", ha detto la tv nipponica Nhk. Zhan Qixiong, 41 anni, è stato rilasciato intorno alle ore 15 locali (le 8 in svizzera) tenendo conto dell'impatto causato dall'incidente e del futuro delle relazioni del Giappone con la Cina, ha sottolineato un pubblico ministero in conferenza stampa. "Non è possibile dire che il suo gesto fosse premeditato - ha aggiunto - ma è evidente che ha speronato le due motovedette della Guardia costiera". L'ufficio della procura, in altri termini, deciderà se incriminarlo o meno in base all'evoluzione delle relazioni Giappone-Cina e della situazione sulle isole Senkaku contese nel mar Cinese orientale. La tensione diplomatica è aumentata tra le due potenze asiatiche dell'Estremo Oriente, con la Cina che ha ripetutamente chiesto al Giappone di "liberare il capitano immediatamente e senza precondizioni", avviando la sospensione dei contatti ministeriali e degli scambi di alto livello, fino all'annullamento di diversi impegni bilaterali, come i negoziati sullo sfruttamento congiunto dei campi di gas nel mar Cinese orientale. ATS
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