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"Todos somos americanos"
Redazione
12 anni fa
Svolta storica nelle relazioni tra i due paesi. Obama: "L'isolamento di Cuba non ha funzionato". Ringraziamenti a Papa Francesco per il riavvicinamento

"Passi storici per un nuovo corso": così la Casa Bianca commenta la svolta nelle relazioni fra Stati Uniti e Cuba con una serie di misure che allentano l'embargo su L'Avana. Papa Francesco ha inviato una lettera al presidente Usa Barack Obama e al collega cubano Raul Castro per risolvere la vicenda del contractor americano Alan Gross. Lo riferiscono i media Usa.

Obama e Castro si sono parlati al telefono nella giornata di martedì. Lo rivelano fonti dell'amministrazione Usa. I due - protagonisti in Sudafrica della storica stretta di mano alla cerimonia per la morte di Nelson Mandela nel dicembre 2013 - nel corso della conversazione telefonica hanno affrontato il tema della normalizzazione delle relazioni diplomatiche tra Stati Uniti e Cuba.

"Porremo fine a questo approccio oramai vecchio" ha dichiarato in diretta tv il presidente Usa Barack Obama. "Cominceremo a normalizzare le nostre relazioni con Cuba". 

"Ho dato al segretario di stato John Kerry il mandato di avviare negoziati immediati con Cuba per riavviare il dialogo fermo dal 1961", ha continuato. "Vogliamo creare più opportunità per i popoli americano e cubano e iniziare un nuovo capitolo tra le Nazioni delle Americhe", ha affermato il presidente Barack Obama, ricordando che quando è stato eletto presidente aveva "promesso di rivedere la nostra politica" verso Cuba. "Questi 50 anni ci hanno mostrato che l'isolamento di Cuba non ha funzionato".Cuba sarà tolta dalla lista nera dei Paesi che sponsorizzano il terrorismo, ha detto.

"Voglio ringraziare papa Francesco" per il ruolo svolto nel riavvicinamento tra Usa e Cuba, ha continuato il presidente americano. "Parlerò con il Congresso per la rimozione dell'embargo", ha dichiarato ancora. "Ho autorizzato un aumento dei collegamenti di telecomunicazioni tra Stati Uniti e Cuba", ha affermato, aggiungendo che le aziende "saranno in grado di vendere merci che permetteranno ai cubani di comunicare con gli Usa e con altri Paesi". "L'aumento dei commerci - ha detto - è una buona cosa per americani e cubani".

Dal canto suo il presidente cubano, Raul Castro, ha confermato oggi il rientro nell'isola dei tre agenti dell'intelligence condannati per spionaggio negli Usa: "Fidel nel luglio del 2001 disse che sarebbero tornati, e oggi sono arrivati Gerardo, Ramon e Antonio", ha detto Castro in un discorso trasmesso a reti unificate sul riavvicinamento con Washington e tenuto in contemporanea con un parallelo intervento alla nazione americana di Barack Obama.

Il presidente cubano, come quello americano, ha ringraziato oggi il Vaticano "e in particolare Papa Francesco" per la sua mediazione nel dialogo con gli Stati Uniti, così come "al governo del Canada, per il modo in cui ha facilitato il dialogo ad alto livello" fra i due paesi.

Raul Castro ha sottolineato poi che il ristabilimento dei rapporti diplomatici con gli Stati Uniti e le altre misure bilaterali annunciate oggi "non risolvono la questione principale, cioè il blocco economico, commerciale e finanziario che provoca enormi danni economici e umani, e deve cessare".

Il presidente cubano ha confermato che il suo governo ha deciso "per motivi umanitari il ritorno al suo paese del cittadino americano Alan Gross", la liberazione di "persone riguardo alle quali gli Usa avevano espresso il loro interesse" - in allusione a 56 prigionieri politici detenuti nell'isola - e di "una spia di origine cubana", che non ha identificato.

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