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Estero
Timoshenko: Nato e Ue frenino l'imperialismo russo
Redazione
12 anni fa
L'intervento russo in Crimea è "un attacco a tutto il mondo democratico e un pericolo per l'Europa e il mondo

A pochi giorni dalla sua scarcerazione, Iulia Timoshenko torna a dare battaglia per allontanare l'Ucraina dall'orbita russa: l'unica soluzione, dice l'ex premier, è l'ingresso nell'Ue e nella Nato, per porre un freno al "nuovo imperialismo" russo, accusato di voler annettersi la Crimea. "Le Nazioni Unite e i leader mondiali possono mediare e trattare con il Cremlino ma la diplomazia non basta e occorre imporre sanzioni economiche", perché la Russia ha compiuto una "aggressione militare", dice alla stampa italiana e tedesca l'ex premier ucraina ed eroina della Rivoluzione arancione che, nel 2004, tentò di democratizzare il paese guidato da un regime filorusso con riforme di stampo europeo. E l'intervento russo in Crimea è proprio "un attacco a tutto il mondo democratico ed un pericolo per l'Europa e il mondo intero", denuncia la Timoshenko, appellandosi a Stati Uniti, Regno Unito ed Unione Europea perché facciano rispettare il trattato siglato anche da loro con la Russia, nel '94, in base al quale l'Ucraina si è impegnata a cedere il proprio arsenale nucleare in cambio della tutela dei propri confini. Parole di fuoco anche per il presidente russo Vladimir Putin, che capisce solo "la lingua del più forte" ed ora "ha bisogno dell'Ucraina per costruire il suo nuovo impero". L'unica speranza è che l'Ue "al più presto" proceda con l'integrazione dell'Ucraina, firmando i protocolli di associazione "durante la crisi". Kiev deve anche entrare nella Nato: "La Russia non oserebbe essere tanto aggressiva se il nostro Paese fosse più integrato nelle alleanze occidentali, come la Nato. Prima la maggioranza degli ucraini era contraria, ma ora le cose sono cambiate". La Timoshenko, uscita dal carcere dieci giorni fa dopo aver scontato una condanna di quasi tre anni per malversazione di fondi pubblici, racconta che la prigione è stata una "esperienza traumatica e violenta" ed accusa la "dittatura di Yanukovich" di aver "fatto di tutto per fermarmi". Sotto l'ex presidente, fuggito in Russia nei giorni scorsi al culmine di una violenta rivolta popolare, "tutti gli ucraini erano umiliati e senza libertà", aggiunge l'ex premier, che per ritornare protagonista della scena politica ucraina si è candidata alle presidenziali del 25 maggio.

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