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Estero
Tibet: ong, espulsi da Lhasa centinaia di tibetani
Redazione
14 anni fa

Centinaia di tibetani che vivono a Lhasa ma che sono originari dalle zone orientali dell'altopiano tibetano sono stati espulsi dalla capitale tibetana dalle autorità cinesi. Lo denuncia Human Right Watch, che spiega come sia una risposta alla doppia immolazione avvenuta lo scorso 27 maggio dinanzi al tempio di Jokhang a Lhasa. Secondo la Ong, da allora le misure di sicurezza nella capitale sono aumentate, con continui pattugliamenti, mezzi blindati, poliziotti con estintori e tiratori scelti nei pressi del tempio. Ad essere cacciati da Lhasa, soprattutto i tibetani provenienti da Aba, l'area nel Sichuan che ha registrato il maggior numero di immolazioni e da Labrang. Mandati via dalla città tibetana anche residenti storici, uomini d'affari e anche gli 'Amdowans', i tibetani del Nord Est (da dove venivano i due immolatisi a Lhasa). Tutte le espulsioni avvengono senza motivazioni, nonostante gli espulsi siano in possesso di regolari permessi. Secondo fonti citate da Hrw, non vengono toccati quelli provenienti da aree come lo Yunnan, dove non sono avvenute immolazioni. Le altre espulsioni in passato, soprattutto nel 2008 quando ci furono scontri tra tibetani e cinesi, avevano preso di mira i tibetani senza permesso. Lo scorso 30 maggio, Hao Peng, uno dei vice segretari del partito comunista della Regione Autonoma Tibetana, ha istruito tutti i funzionari nella regione: poichè "non sono mai finite le attività di sabotaggio della cricca del Dalai Lama, bisogna rafforzare i controlli di aree sensibili e la gestione di persone chiave compresi i migranti", come coloro che arrivano a Lhasa per lavorare provenienti da altre aree. ATS

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