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Tibet: oltre 150 morti secondo premier in esilio

Il capo del 'governo' tibetano in esilio, Samdhong Rinpoche, ha detto oggi che sono almeno 150 i morti provocati dalla repressione delle proteste anti-cinesi in Tibet. "Il bilancio proviene da fonti verificabili all'interno del Tibet e comprende sei tibetani uccisi il 3 aprile scorso", ha detto Rinpoche in dichiarazioni all'Afp. Il precedente bilancio del 'governo' tibetano in esilio parlava di circa 140 morti mentre secondo Pechino i decessi non sono stati più di 19. Queste informazioni sono difficilmente verificabili poiché ai giornalisti stranieri le autorità cinesi impediscono l'accesso al Tibet. ATS
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