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Tibet: nuova immolazione, superata quota cento
Redazione
14 anni fa

Un tibetano tra i 20 e i 30 anni, Drugpa Khar, si è suicidato dandosi fuoco a Xiahe (Sangchu in tibetano), nella provincia cinese del Gansu. Ne dà notizia la Campagna Internazionale per il Tibet, secondo la quale i tibetani che si sono "autoimmolati" in una disperata forma di protesta anticinese sono 101, senza contare i due che si sono immolati a New Delhi e a Kathmandu. Prima di darsi fuoco gli autoimmolati gridano slogan favorevoli al Dalai Lama, il leader buddhista e premio Nobel per la pace che vive in esilio, e contro la politica cinese nel territorio. Dei 101 immolati, 85 sono sicuramente morti, mentre la sorte degli altri è incerta, sempre secondo la Campagna Internazionale per il Tibet. Le immolazioni sono avvenute in maggioranza nelle aree a popolazione tibetana delle province cinesi del Sichuan e del Qinghai. Decine di tibetani sono stati condannati a pene detentive fino a dieci anni per aver "istigato" o "aiutato" gli autoimmolati. Uno di loro ha ricevuto una condanna a morte "sospesa", che in genere in Cina viene tramutata in ergastolo. Secondo Pechino sarebbe proprio il Dalai Lama a "orchestrare" le immolazioni. Il leader tibetano ha respinto le accuse e le ha condannate, pur affermando di "comprendere" le motivazioni di chi sceglie questa estrema forma di protesta. ATS

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