
In mille si sono radunati oggi sulla piazza federale di Berna per rivendicare il rispetto dei diritti umani in Tibet a cinquant'anni esatti dal fallito tentativo di sollevazione, represso nel sangue, che portò all'esilo del Dalai Lama. Il consigliere nazionale Mario Fehr (PS/ZH), rivolgendosi alla folla, ha definito scandaloso il basso profilo del Consiglio federale, che ha rinunciato ad affrontare la questione tibetana in occasione della visita a Berna del primo ministro cinese Wen Jiabao dello scorso gennaio. Sulla stessa linea la parlamentare Maya Graf (Verdi/BL) e il "senatore" Eugen David (PPD/SG), che hanno invitato il governo a intervernire con più decisione presso le autorità di Pechino. In precedenza i manifestanti si erano recati in corteo davanti all'ambasciata cinese, protetta da uno schieramento di polizia, dove alcuni monaci hanno recitato preghiere, mentre altri hanno scandito slogan augurando "lunga vita al Dalai Lama". In ricordo delle vittime della repressione cinese è stato osservato un minuto di silenzio. La manifestazione sulla piazza federale, malgrado la concomitanza con la sessione parlamentare, era stata eccezionalmente autorizzata dalle autorità comunali e non sono stati segnalati incidenti. Alle 16:00 in punto, come in altre città europee, si sono udite centinaia di sveglie suonare, un segnale che ha dato il via al lancio di una petizione su scala europea in cui si invita Pechino a risolvere in modo costruttivo la questione tibetana. ATS
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