
Sarebbero 203 i morti, oltre 1000 feriti e 5715 arrestati in Tibet dal 10 marzo scorso, data di inizio delle proteste a Lhasa, al 25 aprile. Lo scrive in un comunicato la Central Tibet Administration (CTA), il governo tibetano in esilio a Dharamsala in India, che parla di dati certi verificati meticolosamente. Il calcolo della CTA si basa, oltre che sulle sue fonti dirette, anche sui numeri riportati da diverse altre fonti, come Chinadigitaltimes.net, il Tibetan Center for Human Rights and Democracy (TCHRD), la stampa statale cinese e Lhasa Radio, Radio Free Asia (RFA) e dal dipartimento di sicurezza della stessa CTA. Le stime più basse sono quelle riportate dai media cinesi: secondo la stampa ufficiale di Pechino, i morti sarebbero in tutto 23 contro i 19 di Lhasa Radio. I feriti 917, 405 per la radio; gli arrestati 2226 per la stampa cinese mentre 1397 per la radio della capitale tibetana. ATS
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