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Estero
Thailandia: stato emergenza, ma militari frenano Samak
Redazione
18 anni fa

In Thailandia il primo ministro Samak Sundaravej ha proclamato oggi lo stato d'emergenza a Bangkok, dove migliaia di manifestanti da giorni occupano la sede del governo chiedendo le sue dimissioni. Il provvedimento è stato adottato dopo che nella notte ci sono stati scontri fra sostenitori e avversari del governo, con un morto e decine di feriti. Secondo quanto commenta la BBC nel suo sito on line si tratta delle peggiori violenze scoppiate nella capitale thailandese negli ultimi 16 anni. Samak ha detto che "non aveva scelta", ma ha assicurato che proprio grazie allo stato d'emergenza la vita nella città tornerà presto alla normalità. L'annuncio del provvedimento è stato dato da Samak alla radio nazionale, contestualmente a quello della nomina del generale Anupong Paochinda - comandante delle forze armate - a capo di una equipe incaricata di farlo applicare. Quest'ultimo, però, si è subito preoccupato di assicurare che i militari non intendono usare la forza contro i manifestanti dell'opposizione. Lo stato d'emergenza conferisce ai militari poteri di polizia finalizzati a riportare l'ordine pubblico nella capitale, impone restrizioni ai media che "minano la pubblica sicurezza", proibisce tutti i raduni pubblici di oltre cinque persone. Il generale Anupong ha spiegato che i suoi soldati presidieranno la capitale senza armi, ma solo in assetto classico anti sommossa (manganelli, scudi, lacrimogeni, idranti). Inoltre ha escluso esplicitamente l'uso della forza per sloggiare i manifestanti dell'opposizione dalla sede del governo, chiosando che la crisi deve essere risolta in parlamento, non con metodi militari. Poco dopo la mezzanotte migliaia di manifestanti pro e contro il governo si erano violentemente affrontati nella capitale, con bastoni e sassi. La Bbc riferisce che si sono sentiti numerosi colpi d'arma da fuoco, probabilmente esplosi da entrambe le parti. La polizia che fino ad allora - scrive il corrispondente della Bbc - si era limitata a presidiare la zona degli scontri, avrebbe allora ha chiamato l'esercito a rinforzo. La situazione, con i militari a separare le due fazioni, sarebbe andata via via calmandosi. Secondo fonti mediche gli scontri hanno fatto un morto e oltre quaranta feriti. La televisione ha mostrato immagini di persone stese al suolo, sanguinanti. Gli incidenti sono avvenuti vicino al vasto complesso dove si trovano gli uffici del premier, da una settimana occupato da migliaia di militanti dell'Alleanza del popolo per la democrazia (Pad) che vogliono le dimissioni di Samak. Secondo il Pad, Samak è solo un prestanome dell'ex primo ministro Thaksin Shinawatra, un miliardario deposto da un colpo di Stato militare nel 2006 e fuggito in Gran Bretagna per sfuggire a un processo per corruzione. Il Pad è una coalizione di destra di forze eterogenee, che nel 2006 contribuì con proteste di piazza a aprire la strada al colpo di stato, accusando tra l'altro Thaksin di voler abolire la monarchia, istituzione venerata nel paese. Oggi la Commissione elettorale ha anche raccomandato all'ufficio del procuratore generale di ordinare lo scioglimento il Partito del potere popolare (Ppp, il partito di Samak), accusandolo di compravendita di voti alle elezioni generali dello scorso dicembre. Intanto la situazione di tensione sta avendo ripercussioni sull'economia e in particolare sul turismo, una delle principali risorse della Thailandia. Già Australia, Corea del Sud e Singapore hanno consigliato ai loro cittadini di non recarsi nel paese. ATS

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