
Un ordigno esplosivo è stato lanciato ieri in tarda serata contro la villa del leader dell'opposizione thailandese Abhisit Vejjajiva, in un attacco che ha solo provocato lievi danni materiali all'edificio, e che è avvenuto quando la famiglia dell'ex premier - il cui Partito democratico boicotterà le elezioni del 2 febbraio - non era in casa. Lo riporta questa mattina il "Bangkok Post". Non si tratta dell'unico episodio di violenza avvenuto nella notte. Due guardie di sicurezza della protesta anti-governativa sono rimaste ferite ieri sera a Bangkok in una sparatoria avvenuta intorno a mezzanotte, in una zona dove sono presenti alcuni hotel popolari tra i turisti. In un'altra zona, un autobus utilizzato per trasportare manifestanti dalle province del sud è stato incendiato, senza provocare feriti. Nonostante un calo della partecipazione rispetto a lunedì, è ancora in corso il tentativo di "paralisi" della capitale da parte del movimento che vuole le dimissioni della prima ministra Yingluck Shinawatra e la cancellazione del voto anticipato, proponendo invece la creazione di un "Consiglio del popolo" non eletto. La crisi politica ha causato la morte di otto persone dall'inizio di dicembre, oltre al ferimento di decine di altre. Secondo il quotidiano "The Nation", 15 di esse sono ancora ricoverate.
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