
Almeno quattro persone sono morte in nuovi scontri stamani a Bangkok fra manifestanti anti-governativi e l'esercito. Lo hanno riferito testimoni. I manifestanti avevano annunciato in precedenza che avrebbero continuato a lottare, nonostante l'esercito avesse isolato il loro presidio nel centro di Bangkok e tagliato luce e rifornimenti. "Noi continueremo a lottare finché il governo non si assumerà le sue responsabilità", aveva detto uno dei leader delle camicie rosse, Kwanchai Praipana. Quest'ultimo aveva detto che i rifornimenti cominciavano a scarseggiare dopo che le truppe avevano messo posti di blocco per impedire ad altri manifestanti di raggiungere il presidio, esteso per 3,5 chilometri quadrati. "Ma per ora abbiamo a sufficienza per resistere per giorni e siamo fiduciosi di poter contare sui nostri fratelli e sorelle perché ci portino di più", aveva aggiunto Praipana. È intanto salito a 16 il bilancio dei morti negli scontri di ieri a Bangkok fra l'esercito e i manifestanti anti-governativi. Tutti i morti sono thailandesi. Lo hanno reso noto i servizi di soccorso, aggiungendo che tre stranieri sono rimasti feriti. Il bilancio dei feriti è salito a 141, fra i quali un birmano, un polacco e un canadese. Il canale France 24 aveva annunciato ieri che uno dei suoi cameraman, di nazionalità canadese, era stato gravemente ferito dall'esercito. ATS
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