
La famiglia della moglie del principe ereditario thailandese è stata privata del cognome reale su ordine dello stesso erede al trono. Ciò è legato a uno scandalo di corruzione, che nelle ultime settimane ha coinvolto alcuni familiari della donna, i quali ricoprivano alte cariche nelle forze di polizia. In una lettera circolata nel weekend sui social media, il principe Vajiralongkorn (62 anni) ha chiesto al ministro dell'Interno di impedire alla famiglia della principessa Srisarmi e a lei stessa l'uso del cognome Akrapongpricha, conferitole in seguito al matrimonio (il terzo per l'erede al trono) nel 2001, da cui la coppia ha avuto un figlio maschio che ora ha nove anni. La mossa è interpretata da molti come un'anticamera del divorzio. Il tutto è avvenuto dopo un giro di arresti - ad ora 19 persone - tra alte cariche della polizia, accusate di aver accumulato ricchezze sfruttando il prestigio del loro cognome in affari che vanno dalla gestione di casinò illegali al contrabbando di petrolio. L'intera vicenda è stata riportata con imbarazzo e mille reticenze dai media thailandesi, data la delicatezza del caso in un Paese dove vige la legge di lesa maestà più severa al mondo, per di più in un periodo dove l'inevitabile indebolimento dell'anziano re Bhumibol Adulyadej (86 anni) genera mille incognite sulla questione della sua successione.
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