
In Thailandia alcune centinaia di manifestanti antigovernativi sono riusciti a sopraffare le forze di sicurezza nella città balneare di Pattaya e sono arrivati a all'ingresso di un hotel dove si tiene un summit economico di dirigenti asiatici. Lo constatano fonti giornalistiche sul posto. Secondo le fonti giornalistiche, sono circa 200 i manifestanti che sono riusciti, dopo violenti tafferugli con i cordoni di polizia, a introdursi nell'albergo del summit, dove hanno pacificamente sventolato bandiere del movimento delle "camicie rosse", che chiede le dimissioni del premier, Abhisit Vejjajiva, e il ritorno dell'ex premier in esilio Thaksin Shinawatra. "Vogliamo manifestare pacificamente davanti all'albergo, non sfasceremo nulla", ha dichiarato uno dei leader dei manifestanti, Arismun Pongreungrong, poco prima dell'assalto all'hotel del vertice. "Ma vogliamo anche mostrare al mondo che questo governo non è democratico", ha aggiunto. In totale circa un migliaio di manifestanti ha partecipato alla protesta a Pattaya. Il summit, che si apre oggi fino a domenica ed è consacrato principalmente ad affrontare la crisi economica mondiale, riunisce i dirigenti di dieci Paesi asiatici dell'Asean, l'associazione dei Paesi del sud-est asiatico, oltre a quelli di Cina, Giappone, Corea del Sud, India Australia e Nuova Zelanda. Il governo di Bangkok ha annunciato che il vertice si terrà nonostante l'azione di protesta. La polizia ha dichiarato che impiegherà "tutti imezzi necessari" per sbloccare l'accesso all'albergo e permettere ai capi di stato e di governo asiatici di partecipareal forum. I sostenitori dell'ex premier Thaksin Shinawatra - miliardario accusato di vari reati contro il patrimonio e rovesciato da un colpo di stato militare appoggiato dalla monarchia nel 2006 - sono scesi più volte in piazza dopo l'arrivo al potere del nuovo primo ministro, che ha sistematicamente respinto le loro richieste per lo scioglimento del Parlamento e la convocazione di elezioni anticipate. ATS
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