
Alcune migliaia di "camicie rosse" - i sostenitori dell'ex premier Thaksin Shinawatra - sono tornate in piazza oggi a Bangkok, sfidando lo stato di emergenza per la prima volta dopo la repressione militare della loro protesta antigovernativa conclusasi lo scorso maggio, con 91 morti e 1.800 feriti. I manifestanti sono tuttora assembrati presso la Ratchaprasong Intersection, l'incrocio nel cuore della zona dello shopping da loro occupato per un mese e mezzo tra aprile e maggio, e dove campeggia ancora lo scheletro annerito di parte del centro commerciale Central World, dato alle fiamme il 19 maggio di fronte all'avanzata dei militari. L'atmosfera per ora rimane pacifica e festosa, ma gradualmente la folla sta ostruendo la circolazione dei veicoli, facendo aumentare i timori di una nuova occupazione della piazza. Centinaia di poliziotti, parte dei quali in assetto antisommossa, vigilano sulla zona. La protesta, che giunge nel quarto anniversario del golpe contro Thaksin e a quattro mesi esatti di distanza dal blitz militare contro i "rossi", secondo il programma dovrebbe terminare in serata. Ma diversi manifestanti si sono già accampati attorno alla piazza - dove centinaia di nastri rossi sono stati annodati in ricordo delle vittime - dando l'impressione di voler trascorrere lì la notte. Lo stato di emergenza, tuttora in vigore nella capitale e in altre sei province, in teoria impedisce gli assembramenti di oltre cinque persone. Il governo di Abhisit Vejjajiva, nei giorni scorsi, ha però concesso ai sostenitori di Thaksin il diritto di manifestare pacificamente, a patto che non infrangano la legge. ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

