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Estero
Thailandia: Bangkok, almeno 6 morti, cronista italiano ucciso
Redazione
16 anni fa

L'operazione militare per sgomberare dal centro di Bangkok le camicie rosse, sostenitrici dell'ex premier Thaksin Shinawatra, ha fatto almeno 6 morti e parecchie decine di feriti. Mentre diversi edifici della capitale sono in fiamme, è stato imposto il coprifuoco fino domattina. Le autorità hanno decretato il coprifuoco a Bangkok e in 21 province del Paese, dalle 20 di oggi (le 15 in Svizzera) fino alle sei del mattino di domani. Intanto, la Corte criminale di Bangkok ha spiccato un mandato di cattura per terrorismo nei confronti dell'ex premier Thaksin Shinawatra ed altre nove persone. Un migliaio di soldati sono avanzati con i blindati sfondando la barricata eretta a Silom e sono penetrati nell'accampamento dove si trovavano gli ultimi duemila rivoltosi. L'offensiva ha messo fine a sei settimane di occupazione del quartiere commerciale di Bangkok da parte delle camicie rosse, che chiedevano nuove elezioni. Negli scontri degli ultimi sei giorni si sono stati più di 40 morti. Tra i feriti di oggi ci sono anche tre giornalisti stranieri, uno olandese, uno statunitense e uno canadese, le cui condizioni non sarebbero gravi. Il bilancio dei cronisti colpiti salirebbe così a quattro, compreso il fotografo italiano Fabio Polenghi, milanese di 45 anni, rimasto ucciso stamane nel corso degli scontri tra militari e dimostranti. Gli oppositori al governo si sono scatenati con saccheggi e appiccando incendi in tutta la capitale, circa una ventina, nonostante il coprifuoco notturno imposto dal governo. Le fiamme hanno avvolto la sede della TV, la Borsa, una banca e il più grande centro commerciale del Paese, il terzo del sud-est asiatico, che è stato praticamente distrutto. Incendiata anche la sede del governo provinciale di Udon Thoni, nel nord-est del Paese. Dall'esilio l'ex premier Thaksin Shinawatra ha agitato lo spettro di un'insurrezione armata. "C'è una teoria che dice che la repressione militare può diffondere rabbia e queste persone arrabbiate diventeranno guerriglieri", ha dichiarato il magnate. Tutte le emittenti tv e i canali informativi del Paese si stanno uniformando alle nuove direttive del governo, che prevedono la trasmissione solo di "programmi ufficiali" filtrati dalle autorità. Già da ora, le principali tv trasmettono a rotazione gli annunci ufficiali dei portavoce del governo e delle forze armate: "Questa notte agiremo per riportare la calma!" La sede di The Nation, uno dei quotidiani che ha garantito il flusso di informazioni anche online sulla protesta, è chiusa dalle 20 ora locale, nel timore di assalti. Tan Network, ed altre emittenti che trasmettono news via Twitter o Facebook, hanno annunciato lo stop alle comunicazioni online. I giornalisti si stanno recando nelle proprie abitazioni per evitare problemi durante il coprifuoco, si rischia l'arresto come minimo: "Sembra di stare in Birmania", ha detto un cronista. Fabio Polenghi si trovava da tre mesi nel sud-est asiatico per conto di una rivista europea. Durante l'avanzata dei soldati nella zona di Saladeng, a un chilometro dal presidio delle camicie rosse, è stato colpito dai proiettili al cuore e allo stomaco ed è deceduto prima dell'arrivo in ospedale. ATS

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