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TG: internamento a vita per uomo che uccise prostituta
Redazione
16 anni fa

Internamento a vita per l'uccisione di una prostituta: la misura, introdotta in seguito all'approvazione dell'iniziativa popolare votata nel 2004, è stata applicata oggi per la prima volta dal Tribunale distrettuale di Weinfelden (TG) nei confronti di uno svizzero 43enne che nel 2008 uccise una prostituta thailandese. L'uomo, già pluricondannato per violenza carnale, è stato riconosciuto colpevole di omicidio intenzionale e ripetuta coazione sessuale aggravata. Il tribunale ha fissato nei suo confronti una pena detentiva di 20 anni e in aggiunta l'internamento senza possibilità di liberazione condizionale. Il 43enne è "uno stupratore sadico e il rischio che possa compiere altri gravi delitti e uccidere persone è molto elevato", ha dichiarato il presidente della tribunale presentando la sentenza. Il cadavere della vittima, una thailandese di 30 anni che risiedeva in Svizzera legalmente e lavorava per un servizio di "escort" a Zurigo, fu trovato in un bosco un mese dopo la sua scomparsa. Secondo l'accusa, la sera del 27 agosto 2008 l'uomo accoltellò la donna a casa sua, a Märstetten (TG). Caricò quindi il corpo sul suo motorino e lo occultò nel bosco. Al processo l'imputato ha continuato a negare ogni responsabilità, sostenendo ad esempio che la polizia lo abbia "voluto fregare". Ad incastrarlo hanno però contribuito il ritrovamento del telefonino con il quale aveva fatto la chiamata al servizio di escort, nonché i resti del DNA della vittima trovati nella sua abitazione, sul serbatoio del suo motorino e pure sul suo pene. ATS

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