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Estero
Terrorismo: tortura, sì Obama a pubblicazione documenti
Redazione
17 anni fa

Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha autorizzato, dopo un lungo dibattito interno, la pubblicazione di documenti della Cia sulle tecniche, alcune delle quali assimilabili alla tortura, sfruttate tra il 2002 e il 2005 negli interrogatori dei militanti di al Qaida nelle prigioni segrete all'estero. I cosiddetti 'siti neri', in Asia e nell'Europa dell'Est, sono stati chiusi dall'amministrazione Obama che ha rinunciato all'uso dei metodi forti negli interrogatori. Le nuove rivelazioni, sostanzialmente una conferma di quanto era già emerso nei mesi scorsi, coincidono con la pubblicazione di un lungo articolo del New York Times dedicato a nuovi abusi della National Security Agency (Nsa), l'agenzia Usa di controspionaggio, sullo spionaggio riguardante cittadini americani negli Usa e all'estero effettuato senza mandato della magistratura. Secondo il quotidiano, la Nsa ha intercettato comunicazioni private tra americani su una scala che andava oltre i vasti limiti autorizzati l'anno scorso dal Congresso. Tra i bersagli del 'grande orecchio' dell'agenzia ci sarebbe addirittura un membro del Congresso. La Nsa riteneva che il parlamentare, di cui non è stata resa nota l'identità, fosse stato in contatto con un estremista già sotto sorveglianza per possibili rapporti con gruppi terroristici mentre si trovava in Medioriente con una delegazione parlamentare nel 2005 o 2006. Di tortura ha parlato anche Richard Armitage, numero due al Dipartimento di Stato sotto Colin Powell nella prima amministrazione Bush. L'ex sottosegretario ha ammesso che la Cia ha torturato alcuni sospetti terroristi con il benestare della Casa Bianca, ma che né lui né Powell sapevano nulla. Intervistato dal canale all news Al Jazira in inglese, Armitage ha affermato che il waterboarding, la tecnica di interrogatorio che simula l'annegamento usata dalla Cia su alcuni prigionieri catturati nella guerra al terrorismo, "per quel che mi riguarda è tortura". Powell, che aveva partecipato ad alcuni incontri dell' amministrazione per stabilire come condurre gli interrogatori, non ha mai ammesso che l'America abbia torturato. Armitage ha spiegato che lui e Powell erano all'epoca convinti che la Convenzione di Ginevra venisse rispettata anche nei confronti dei cosiddetti 'combattenti nemici', cioé i prigionieri catturati in Afghanistan dopo le stragi dell'11 settembre e trasferiti nel limbo giuridico di Guantanamo, la base prigione a Cuba, di cui Barack Obama ha deciso la chiusura. L'ex sottosegretario ha quindi precisato che al Dipartimento di Stato nessuno sapeva delle violenze nelle prigioni di Abu Ghraib, a Baghdad, e che il Congresso è colpevole quanto l'amministrazione Bush: 'Non ha fatto il suo lavoro'' perché non è stato in grado di scoprire gli abusi venuti alla luce nel 2004 sui media. ATS

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