
Gli otto musulmani britannici che nel 2006 avrebbero complottato per far saltare in aria numerosi aerei diretti verso Usa e Canada, intendevano così punire Stati Uniti, Gran Bretagna ed ebrei per la guerra contro l'Iraq, e la maggior parte di loro aveva già preparato i 'video del martirio' da far circolare dopo il loro suicidio negli attentati. E' quanto ha affermato l'accusa al processo contro i presunti terroristi, in corso a Woolwich (Londra). Uno di loro, in uno dei filmati mostrati in aula, avverte che "operazioni fatte da martiri" avrebbero "continuato a piovere" sulla testa degli "infedeli". Il piano per l'apocalisse nei cieli dell'Atlantico era inteso come "vendetta" contro le azioni degli Usa e "dei suoi complici, come i britannici e gli ebrei", secondo quanto dice l'aspirante kamikaze che prosegue: "Questo è un avvertimento per i non credenti che se non lasceranno le nostre terre ci saranno molti altri come noi finché la legge di Allah non verrà applicata su questa terra". Il piano, secondo il procuratore Peter Wright, avrebbe previsto la creazione di miscele esplosive liquide a bordo degli aerei: da quell'attentato multiplo sventato sono nate le attuali limitazioni a portare liquidi nel bagaglio dei passeggeri. Gli otto imputati, che negano le accuse, sono Abdulla Ahmed Ali, noto anche come Ahmed Ali Khan; Assad Sarwar; Tanvir Hussain; Mohammed Gulzar; Ibrahim Savant; Arafat Waheed Khan; Waheed Zaman e Umar Islam, all'anagrafe Brian Young. Sono tutti cittadini britannici, di età compresa tra i 23 i 29 anni. ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

