
Uno dei due fratelli fermati giovedì per presunti collegamenti con l'organizzazione terroristica Al Qaida del Maghreb islamico (Aqmi) è stato rilasciato oggi a fine giornata senza alcun addebito: lo si è appreso da fonti giudiziarie in Francia. Prolungato, invece, lo stato di fermo di suo fratello, ingegnere del Cern, il Centro europeo di ricerca nucleare di Ginevra, 32 anni. Potrebbe essere deferito alla procura di Parigi, competente in materia di antiterrorismo. Lo stato di fermo del fratello più giovane, 25 anni, è scaduta senza che nessuna accusa sia stata formalizzata nei suoi confronti. L'ingegnere aveva manifestato - secondo fonti vicine all'inchiesta - l'intenzione di compiere almeno un attentato: al momento era allo stadio "di auspicio, di intenzione", ma non sembra avesse "commesso azioni concrete di preparazione". Sarebbe comunque stato in contatto via Internet con membri dell'Aqmi. Il giudice dell'antiterrorismo, Christophe Teissier, ha incaricato i servizi francesi che si occupano di interni di un'inchiesta per "associazione per delinquere a scopi terroristici". I due fratelli, di nazionalità francese, erano stati trasferiti ieri mattina nei locali della polizia a Levallois, a nord di Parigi, per l'interrogatorio dopo il fermo operato a Vienne, nel sud della Francia, dove risiedono. Una fonte giudiziaria ha chiarito che gli scambi di messaggi via Internet tra il fratello maggiore e un membro di Al Qaida Maghreb erano venuti a galla nell'ambito di un'altra inchiesta, riguardante una presunta filiera di combattenti della Jihad in Afghanistan. Gli inquirenti avevano già individuato il maggiore dei fratelli e sarebbero in possesso di alcuni dei suoi testi scritti grazie all'indagine della cellula denominata "vigilanza Internet". L'Aqmi ha preso il posto, nel 2007, del GSPC algerino (Gruppo salafista per la predicazione e la guerra). Questo gruppo, fedele ad al Qaida, è particolarmente attivo nei paesi del Maghreb, in Mauritania e nel Mali. Ieri, il Cern di Ginevra ha pubblicato un comunicato per precisare che il maggiore dei due fratelli non era "mai stato in contatto con elementi che potevano essere utilizzati a scopi terroristici". Era un fisico e - secondo l'organizzazione - "lavorava su progetti di analisi di dati di fisica al Cern dal 2003, nel quadro di un contratto con un istituto esterno". Nessuna delle sue ricerche aveva "applicazioni potenzialmente militari". ATS
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