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Estero
Territori: rabbia ai funerali del palestinese morto in cella
Redazione
14 anni fa

Rabbia e vampate d'intifada oggi in Cisgiordania, dove almeno 10'000 palestinesi - gente comune e militanti di tutte le fazioni politiche - hanno seguito a Sair il feretro di Arafat Jaradat, l'attivista morto sabato in circostanze sospette in una cella israeliana, in un funerale segnato da tensione e spari in aria. Sullo sfondo di una giornata di proteste e scontri sfociati nel ferimento grave di due adolescenti palestinesi, colpiti dal fuoco dell'esercito israeliano in due episodi distinti. Quando nel villaggio di Sair è giunta la salma di Jaradat (avvolta nella bandiera nazionale palestinese, scortata da ufficiali e da dignitari dell'Anp), l'ira della gente è esplosa incontenibile. Da più parti sono stati scanditi slogan di collera verso Israele, ritmati insieme dai militanti di al-Fatah (la grande maggioranza) con quelli delle fazioni della sinistra marxista, ma anche con i vecchi rivali dei gruppi islamici. "Israele vuole portarci al caos", ha denunciato il presidente dell'Autorità nazionale palestinese (Anp), Abu Mazen in un incontro con i vertici del suo partito a Ramallah, pur assicurando di essere deciso a mantenere la protesta entro limiti controllabili. "Israele non riuscirà nel suo intento", ha concluso il leader palestinese, assicurando di fatto che l'Anp - come chiede il premier israeliano Benyamin Netanyahu - cercherà di tenere le redini della situazione. Lo stesso Netanyahu e il ministro della difesa Ehud Barak hanno seguito gli sviluppi sul terreno ora per ora con preoccupazione crescente, nel timore che possa sprigionarsi davvero una nuova rivolta popolare su vasta scala. Per tutta la mattinata la zona della Cisgiordania compresa fra Betlemme e Hebron è stata chiusa al traffico ebraico, nel timore che non fosse possibile difendere l'incolumità dei coloni. In seguito incidenti sono divampati pure a Hebron (dove per ore si sono avuti scontri fra dimostranti ed esercito), a Nablus, a Ramallah, a Betlemme. ATS

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