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Estero
Terremoto: Papa; serve esame coscienza, Abruzzo risorgerà
Redazione
17 anni fa

In poco più di tre ore, papa Benedetto XVI ha ripercorso oggi la via crucis dei terremotati dell'Abruzzo: dalla tendopoli di Onna, dove si piangono ancora i figli, i genitori, i fratelli morti nel sisma devastante dello scorso 6 aprile fino alla Basilica di Collemaggio, gioiello trecentesco sfigurato dalle scosse, e , oltre ancora, alla Casa dello studente dell'Aquila, dove giovani universitari hanno perso la vita in un edificio che pareva già condannato dalla sua costruzione. Nelle piazza d'armi della Caserma della Guardia di Finanza della frazione di Coppito, il quartier generele dei soccorsi, il papa, alla fine di un viaggio tra dolori e macerie, riecheggiando parole pronunciate nello stesso luogo dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha detto: "Come comunità civile occorre fare un serio esame di coscienza, affinché il livello delle responsabilità, in ogni momento, mai venga meno. A questa condizione L'Aquila, anche se ferita, potrà tornare a volare". In mattinata, ad Onna, aveva osservato come i morti d'Abruzzo "attendono di veder rinascere questa loro terra, che deve tornare ad ornarsi di case e di chiese belle e solide". Settecento i giornalisti accreditati per la visita del pontefice, 5 mila le persone - secondo dati della polizia - che lo hanno ascoltato nella cittadella della Protezione Civile. Tanti sfollati non si sono potuti muovere: il territorio è ancora insicuro, zone transennate, strade bloccate. Il maltempo ha costretto il papa a rivedere il suo programma che prevedeva il trasferimento dal Vaticano a Onna in elicottero. E' partito invece in macchina, accompagnato dal sottosegretario alla presidenza del consiglio, Gianni Letta. Qui, sotto un cielo plumbeo e nel breve intervallo tra un acquazzone e un altro, il primo ad accogliere Benedetto XVI, giunto verso le 10:30, è stato il capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso. Poi è toccato a don Cesare Cardozo, parroco di Onna. "Grazie santità di essere insieme a noi", gli ha detto. "Guardi che sono stato sempre presente, con le preghiere", è stata la risposta del papa che poi si è fermato a stringere la mano a tutti coloro che hanno perso parenti sotto le macerie. Una piccola folla composta e silenziosa, piena di dignità e di tristezza. Tra loro anche il giornalista del "Centro", Giustino Parisse, che ha perso due figli e il padre. Visibilmente commosso, Ratzinger è salito su una piccola pedana all'aperto, all'ingresso della tendopoli, ed ha parlato brevemente. "Ora sono qui, tra voi: vorrei abbracciarvi con affetto uno ad uno", ha detto. "Ho ammirato - ha proseguito - il coraggio, la dignità, la fede con cui avete affrontato questa dura prova". "C'é in voi una forza d'animo che suscita speranza", ha aggiunto citando un proverbio di queste parti, "ci sono ancora tanti giorni dietro il Gran Sasso". Oltre il fango, i prati dove pascolavano cavalli, e la nebbia - mentre il papa parlava - si intuivano le alte montagne dell'Abruzzo, dove Wojtyla amava tanto andare a sciare. Alla fine del discorso, Benedetto XVI ha invocato il Signore di ascoltare "il grido silenzioso del sangue di madri, di padri, di giovani e anche di piccoli innocenti che si leva da questa terra". Dopo un breve giro tra le case diroccate su un Suv guidato dallo stesso Bertolaso, il papa si è trasferito, in un pulmino della protezione civile, a Collemaggio. Qui, è stata aperta la porta santa voluta da Celestino V, il pontefice che decise di abbandonare il suo trono per tornare a fare l'eremita nella terra di Abruzzo. Sull'urna delle ceneri del predecessore, Benedetto XVI ha deposto in segno d'omaggio il suo pallio, lo stola di lana che indossò a inizio pontificato quattro anni fa. "Adesso che vedo con i miei occhi tutti i danni, mi rendo conto che è peggio di quanto immaginassi", ha confidato al rettore della Basilica, Giannunzio Spinelli. Alla Casa dello studente al centro dell'Aquila, Benedetto XVI é stato accolto da dodici giovani, amici degli studenti morti nel sisma. Gli hanno consegnato una lettera per ringrazi

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