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Terremoto in Venezuela: sale a 188 il bilancio dei morti, 40.000 i dispersi
©Pedro Mattey
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Si aggrava, ora dopo ora, il bilancio delle vittime delle violenti scosse di magnitudo 7.1 e 7.5 che hanno colpito una vasta area a ovest del Paese – Al momento sono 164 i decessi confermati, ma il bilancio è destinato ad aumentare – Mobilitata la Catena svizzera di salvataggio con 80 membri, 8 cani da ricerca e 18 tonnellate di materiale di soccorso — TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
2 ore fa
I feriti sono 1.520

Il numero delle vittime del violento doppio terremoto che ha colpito ieri il nord del Venezuela è salito a 188. Lo riferisce il presidente dell'Assemblea nazionale Jorge Rodríguez.

«Il capo dello Stato si trova in questo momento nello Stato della Guaira visitando la zona disastrata. La principale missione adesso è rimanere uniti e lasciare da parte qualsiasi divisione e trasformarci in un solo braccio che cooperi nelle operazioni di soccorso», ha riferito il leader dell'Assemblea e fratello della presidente Delcy Rodríguez.

Il numero dei feriti inoltre - secondo le cifre ufficiali provvisorie del governo - è di 1.520, mentre le persone intrappolate sarebbero 200 e i dispersi, ufficialmente, 157. Sul fronte delle strutture e delle infrastrutture si parla di «almeno 250 edifici distrutti, 8 ospedali e 68 opere di infrastrutture danneggiate. »Le prime due scosse simultanee hanno colpito principalmente le zone del gran Caracas e della Guaira«, ha aggiunto il presidente dell'Assemblea sottolineando inoltre che da quel momento si sono già registrate 138 repliche.

»La principale richiesta del governo alla comunità internazionale è quella dell'invio di gruppi di soccorso specializzati. Aerei degli Stati Uniti, del Messico, della Spagna, del Qatar e esperti in disastri delle Nazioni Unite sono decollati per recarsi in Venezuela ad aiutare«, ha aggiunto.

Secondo il sito internet istituito per aiutare le famiglie a segnalare e rintracciare i propri cari di cui non hanno più notizie, le persone disperse sarebbero invece 39'457. Il sito www.desaparecidosterremotovenezuela.com, creato per iniziativa popolare, raccoglie le segnalazioni dei cittadini e consente di aggiornare lo stato delle persone una volta localizzate, in un contesto ancora segnato da gravi difficoltà nelle comunicazioni e nelle operazioni di soccorso.

Intanto, nel quadro dell'emergenza umanitaria causata dai due terremoti, i principali operatori di telecomunicazioni hanno rimosso oggi il blocco di X. Lo conferma l'organizzazione Venezuela Sin Filtro sulla base delle segnalazioni di utenti che riferiscono del ripristino dell'accesso alla rete sociale in tutto il paese senza alcuno strumento di elusione come i VPN (Virtual Private Network).

Il blocco di X era stato imposto per ordine del governo di Nicolás Maduro nell'agosto 2024, dopo le elezioni presidenziali del 28 luglio, nell'ambito di una serie di restrizioni su internet e sulle reti sociali, a seguito delle frodi commesse durante quelle elezioni.

2 ore fa
Il bilancio dei morti sale a 188, 40.000 i dispersi

Il numero delle vittime del violento doppio terremoto che ha colpito ieri il nord del Venezuela è salito a 188. Lo riferisce il presidente dell'Assemblea nazionale Jorge Rodríguez. Mentre secondo il sito internet per aiutare le famiglie a segnalare e rintracciare i propri cari di cui non hanno più notizie, sono 39'457 le persone disperse.

Il sito www.desaparecidosterremotovenezuela.com, creato per iniziativa popolare, raccoglie le segnalazioni dei cittadini e consente di aggiornare lo stato delle persone una volta localizzate, in un contesto ancora segnato da gravi difficoltà nelle comunicazioni e nelle operazioni di soccorso.

Intanto, nel quadro dell'emergenza umanitaria causata dai due terremoti, i principali operatori di telecomunicazioni hanno rimosso oggi il blocco di X. Lo conferma l'organizzazione Venezuela Sin Filtro sulla base delle segnalazioni di utenti che riferiscono del ripristino dell'accesso alla rete sociale in tutto il paese senza alcuno strumento di elusione come i VPN (Virtual Private Network).

Il blocco di X era stato imposto per ordine del governo di Nicolás Maduro nell'agosto 2024, dopo le elezioni presidenziali del 28 luglio, nell'ambito di una serie di restrizioni su internet e sulle reti sociali, a seguito delle frodi commesse durante quelle elezioni.

5 ore fa
Sono oltre 25.000 dispersi

In Venezuela risultano disperse oltre 25.000 persone. Lo segnala il sito web dedicato alle persone scomparse dopo i due terremoti. Il bilancio provvisorio delle vittime è di almeno 164 morti e circa mille feriti, secondo la presidente ad interim Delcy Rodríguez.

Le scosse di magnitudo 7.2 e 7.5 registrate ieri hanno messo in luce in modo ancora più crudo una realtà che le famiglie dei prigionieri politici denunciano da mesi: l'assenza di meccanismi ufficiali di informazione e comunicazione con le persone detenute.

Secondo l'organizzazione non governativa Foro Penal (FP) in Venezuela ci sono ancora 389 detenuti che scontano pene per ragioni politiche. In un post su X il direttore di FP, Alfredo Romero, afferma che alle 07.00 ora locale, le 13.00 in Svizzera, «non si segnalano danni nelle carceri di Rodeo, Ramo Verde, Yare, Inof, Crisálidas mentre non si hanno notizie su Guaicaipuro».

Intanto la tecnologia ha salvato tanta gente, ieri notte, a Caracas, sconvolta dal terremoto: circa 30 secondi prima che si sentisse la scossa, il Sistema di allerta sismica di Android ha dimostrato la sua efficacia, anche in aree della città che hanno subito un basso impatto, come Macaracuay, nell'est della capitale. Qui grazie al messaggio comparso sui telefonini tantissime persone hanno avuto il tempo necessario per reagire e lasciare la casa.

Tra queste Patricia Aloy, la quale ha spiegato all'ANSA che «il sistema di Google trasforma i telefoni in mini-sismografi usando il suo accelerometro interno. Rilevando la vibrazione di massa iniziale, i server calcolano l'epicentro e inviano l'allarme ai dispositivi nell'area prima che arrivi l'onda distruttiva. Ieri è andata proprio così: appena i cellulari hanno lanciato il segnale siamo scesi in strada, subito prima della scossa».

5 ore fa
La Svizzera mobilita 80 membri di Swiss Rescue, 8 cani da ricerca e 18 materiale di soccorso

La Confederazione ha mobilitato la Catena svizzera di salvataggio per far fronte alla situazione in Venezuela, colpito da un potente duplice terremoto nella notte che ha fatto, secondo l'ultimo bilancio almeno 164 morti. Una squadra di 80 soccorritori, otto cani da ricerca e 18 tonnellate di attrezzature sarà dispiegata nella nazione sudamericana: la sua partenza è prevista nella notte tra oggi e domani.

Poiché il Venezuela ha lanciato un appello internazionale di aiuto, le autorità svizzere hanno mobilitato rapidamente le squadre di intervento disponibili. La missione della Catena svizzera di salvataggio è quella di «cercare, estrarre e soccorrere le vittime sepolte sotto le macerie», ha dichiarato il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) a Keystone-ATS.

La partenza è prevista per «questa notte», ha precisato il dipartimento nel tardo pomeriggio di oggi. Secondo il delegato del Consiglio federale per l'aiuto umanitario Dominik Stillhart, la squadra dovrebbe partire dall'aeroporto di Zurigo venerdì alle 02:00, come da lui dichiarato al telegiornale 12.30 della RTS. Una pista dell'aeroporto internazionale di Caracas sarebbe infatti ancora utilizzabile.

Secondo i servizi di Ignazio Cassis, al momento non sono state segnalate vittime di nazionalità svizzera, ma le verifiche del caso sono in corso. Cinque viaggiatori di passaporto elvetico si sono annunciati sull'app Travel Admin, mentre le persone iscritte nel registro degli svizzeri all'estero sono circa 1000.

Per quanto riguarda la rappresentanza diplomatica sul posto, il personale dell'ambasciata svizzera è sano e salvo. Essa resterà operativa, ma sarà chiusa oggi per ragioni di sicurezza. Ai connazionali che si trovano nel Paese viene consigliato di seguire le istruzioni delle autorità locali.

Sblocco di fondi

Oltre a Caritas Svizzera, che ha stanziato un aiuto di emergenza di 100'000 franchi, anche la Croce Rossa Svizzera (CRS) fornisce un aiuto d'urgenza e mette a disposizione 200'000 franchi a questo scopo, con il sostegno della Confederazione, indica l'associazione in un comunicato.

Inoltre, la CRS invia sul posto squadre cinofile di ricerca e salvataggio attraverso la sua organizzazione di soccorso REDOG. Queste dovranno collaborare alla ricerca delle persone disperse sotto le macerie. Nella regione si trovano inoltre due esperti di logistica, che possono essere mobilitati rapidamente. La Croce Rossa invita la popolazione a fare donazioni.

Da parte sua, la Catena della Solidarietà ha lanciato una campagna nazionale di solidarietà a favore della popolazione venezuelana. La sua direttrice Miren Bengoa sottolinea che «la catastrofe che colpisce il Venezuela in un periodo di instabilità e precarietà è molto preoccupante», dicendo di temere che molte persone abbiano bisogno di un aiuto urgente.

L'Aiuto delle Chiese evangeliche svizzere (ACES) ha annunciato di aver inviato sul posto una squadra di soccorso. «Si recherà via terra dalla Colombia a La Guaira, la città più duramente colpita dopo Caracas. Sarà operativa sul posto già da venerdì», indica ACES.

L'associazione annuncia inoltre di fornire, in una prima fase, un aiuto d'urgenza pari a 250'000 franchi sotto forma di generi alimentari, acqua e ripari provvisori. In un secondo momento, l'ACES indica che potrà fornire infrastrutture igienico-sanitarie, altri alloggi d'emergenza o valutare misure di ricostruzione.

Le operazioni di soccorso sul posto si preannunciano difficili. La Croce Rossa venezuelana ha segnalato ingenti danni alla propria sede nazionale. Numerosi volontari sono comunque già all'opera. Gli otto ospedali e i 34 poliambulatori dell'organizzazione si stanno facendo carico dei feriti.

5 ore fa
Prestiti e sussidi per rilanciare le aree colpite dal sisma

La presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodriguez, ha annunciato l'attivazione di linee di credito, sia pubbliche sia private, per sostenere commercianti, imprenditori e lavoratori autonomi che hanno perso la propria attività economica a causa del disastro. Parallelamente, attraverso il Sistema Patria, la piattaforma utilizzata dal governo per l'erogazione dei sussidi sociali, sarà riconosciuto un contributo economico straordinario ai cittadini rimasti senza lavoro in seguito ai terremoti. La presidente ad interim - che non ha definito il valore destinato agli aiuti - ha spiegato che le misure fanno parte del piano di emergenza predisposto dal governo per sostenere le popolazioni delle aree più colpite e favorire una rapida ripresa delle attività economiche e dei servizi essenziali.

In precedenza, nel corso di un collegamento con l'emittente pubblica Venezolana de Television (Vtv), Rodriguez aveva annunciato lo stanziamento di 200 milioni di dollari del Fondo monetario internazionale (Fmi) per «ricostruire infrastrutture, ospedali e le abitazioni di coloro che hanno perso la propria casa».

6 ore fa
Il Venezuela ha attivato il meccanismo di protezione civile Ue

«Il Venezuela ha attivato il Meccanismo di protezione civile dell'Ue. Il nostro dipartimento per la Protezione Civile e le Operazioni di Aiuto Umanitario Europee sta ora coordinando la risposta internazionale». Lo annuncia in un tweet la commissaria Ue per la gestione delle crisi Hadja Lahbib. «Spagna, Italia e Repubblica Ceca - aggiunge - hanno immediatamente offerto assistenza e invieranno squadre di soccorso. Ecco cosa significa solidarietà europea».

6 ore fa
Caritas, attivata la rete per sostenere la popolazione in Venezuela

Caritas Italiana segue l'evolversi della situazione in Venezuela, dopo il violento terremoto che ha colpito il Paese. È in costante contatto con Caritas Internationalis e con Caritas Venezuela per monitorare l'evoluzione dell'emergenza e coordinare il sostegno alle comunità colpite. Fin dalle prime ore successive al sisma, la rete Caritas venezuelana si è attivata per raccogliere informazioni, valutare i danni e organizzare una risposta umanitaria coordinata.

Caritas Venezuela ha aperto un centro nazionale di raccolta presso la sede della Conferenza episcopale venezuelana e sta predisponendo ulteriori punti di raccolta nelle diocesi del Paese. Sono già in corso iniziative per la distribuzione di acqua potabile, alimenti non deperibili, medicinali essenziali e altri beni di prima necessità, mentre le Caritas diocesane continuano la valutazione dei bisogni delle popolazioni colpite.

L'emergenza colpisce un Paese che da oltre dieci anni attraversa una profonda crisi economica e sociale. In questo contesto, Caritas Italiana sostiene da anni la risposta della rete Caritas alla crisi venezuelana con interventi di sicurezza alimentare, nutrizione, salute, acqua e igiene. Accompagna bambini, donne in gravidanza e famiglie in difficoltà, con screening nutrizionali, cure, kit alimentari e supporto psicosociale. Don Marco Pagniello, direttore di Caritas Italiana, dichiara: «Il Venezuela è un Paese già profondamente provato da anni di crisi economica e sociale. Caritas Italiana è vicina alla Chiesa venezuelana e alla rete Caritas, che fin dalle prime ore si è messa al servizio della popolazione».

6 ore fa
Salvi dalle scosse grazie all'allerta sul cellulare

La tecnologia ha salvato tanta gente, ieri notte, a Caracas, sconvolta dal terremoto. Circa 30 secondi prima che si sentisse la scossa, il Sistema di Allerta Sismica di Android ha dimostrato la sua efficacia anche in aree della città che hanno subito un basso impatto, come Macaracuay, a est della capitale. Qui grazie al messaggio comparso sui telefonini tantissimi hanno avuto il tempo necessario per reagire e lasciare la casa. Tra loro Patricia Aloy, comunicatrice, che collabora con l'ambasciata italiana nella capitale. 

«Il sistema di Google - racconta all'ANSA - trasforma i telefoni in mini-sismografi usando il suo accelerometro interno. Rilevando la vibrazione di massa iniziale, i server calcolano l'epicentro e inviano l'allarme ai dispositivi nell'area prima che arrivi l'onda distruttiva. Ieri è andata proprio così: appena i cellulari hanno lanciato il segnale siamo scesi in strada, subito prima della scossa».

7 ore fa
Le immagini del giorno dopo
7 ore fa
I Paesi dell'America Latina inviano soccorsi

Cresce la mobilitazione internazionale a sostegno del Venezuela, colpito da due violenti terremoti che hanno provocato almeno 164 morti e migliaia di feriti. Nelle prossime ore sono attesi squadre di soccorso, personale sanitario, mezzi e aiuti umanitari inviati da numerosi paesi, mentre anche le Nazioni Unite hanno avviato il coordinamento della risposta all'emergenza per sostenere le operazioni di assistenza nelle aree più colpite.

Gli Stati Uniti hanno disposto l'invio di squadre di ricerca e soccorso, risorse mediche e aiuti umanitari. Anche il Messico ha predisposto personale specializzato in ricerca e assistenza sanitaria.

El Salvador ha inviato 300 soccorritori e paramedici con 50 tonnellate di attrezzature e medicinali, mentre la Repubblica Dominicana ha mobilitato squadre specializzate delle forze armate per le operazioni di emergenza. L'Ecuador ha disposto l'invio immediato di aiuti umanitari.

Il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva ha incaricato il ministero degli esteri di definire le forme di assistenza da fornire. Anche la Cina ha annunciato la disponibilità a fornire l'assistenza necessaria.

7 ore fa
Chiusi aeroporto, ferrovia e metropolitana in Venezuela

La presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodrigues, ha annunciato la sospensione delle lezioni scolastiche e l'interruzione del servizio della metropolitana di Caracas e della ferrovia della Valles del Tuy (una vasta subregione situata nello stato di Miranda) in seguito al terremoto che ha colpito il Paese. Chiuso fino a nuovo avviso anche l'aeroporto internazionale Simón Bolívar di Maiquetía. Come misura preventiva per evitare ulteriori tragedie, quali esplosioni o incendi di vaste proporzioni, le autorità hanno poi proceduto all'interruzione della fornitura di gas domestico in tutte le zone interessate dal sisma.

Rodríguez ha comunicato che lo Stato ha messo a disposizione delle vittime la piattaforma VenApp, affinché possano segnalare alle autorità eventuali danni alle proprie abitazioni o la scomparsa di familiari o amici. Ha inoltre indicato che sono stati predisposti hotel e rifugi per «coloro che hanno perso la casa o le cui abitazioni sono state minacciate da questi continui terremoti».

La presidente ad interim ha anche reso noto che nelle prime ore di oggi sarebbero arrivate squadre di soccorso da Messico, El Salvador e Repubblica Dominicana.

7 ore fa
I cittadini creano un sito per localizzare gli scomparsi del terremoto

Un gruppo di cittadini venezuelani ha aperto un sito internet per aiutare le famiglie a rintracciare i propri cari dispersi dopo le forti scosse di terremoto, che hanno provocando anche gravi interruzioni delle comunicazioni. Il portale, denominato ww.desaparecidosterremotovenezuela.com, consente ai cittadini di segnalare parenti e amici con cui hanno perso i contatti e di comunicare quando una persona viene ritrovata sana e salva. Lo riferisce il quotidiano El Nacional.

«Molte famiglie non hanno ancora notizie dei propri cari. Se non riesci a contattare qualcuno, segnalalo qui. Se invece l'hai ritrovato, faccelo sapere, così il suo nome potrà portare sollievo e non angoscia», si legge nel messaggio che accompagna l'iniziativa. Nelle prime ore di attività la piattaforma ha registrato 9.721 segnalazioni. Di queste, 9.166 riguardano persone ancora irreperibili, mentre 555 risultano già localizzate e al sicuro. La situazione più critica viene segnalata nello Stato costiero di La Guaira, dove i blackout delle comunicazioni rendono difficile ottenere informazioni sull'entità dei danni. Sui social network e nelle chat di messaggistica continuano intanto a circolare fotografie di persone scomparse e appelli di familiari alla ricerca di notizie.

8 ore fa
Il punto alle 14.00

Con il passare delle ore, si aggrava sempre di più il bilancio delle violente scosse di terremoto di magnitudo 7.1 e 7.5 che hanno colpito il Venezuela. Si tratta del sisma più potente nel Paese da 126 anni. Secondo gli ultimi aggiornamenti, sono 164 le vittime confermate, mentre altre 1.000 sono rimaste ferite. Tuttavia, oltre 10.000 persone risultano disperse: è quanto si legge su Sky News, che riporta quanto emerge da un sito web creato per rintracciare le persone scomparse, condiviso online sui social dai leader dell'opposizione venezuelana. Come comunicato dalla presidente ad interim Delcy Rodriguez, nel Paese è stata dichiarata la situazione d'emergenza. 

Al momento, secondo quanto comunicato dal Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), contattato dal CdT, non si hanno notizie di eventuali vittime elvetiche. Circa 1.000 svizzeri si trovano attualmente in Venezuela, iscritti nel Registro degli svizzeri all'estero. Ad oggi, cinque turisti elvetici risultano registrati su TravelAdmin, l'applicazione che fornisce un supporto nella preparazione di un viaggio all'estero, nonché informazioni e servizi utili in caso di crisi.

Il presidente della Confederazione Guy Parmelin, in un post su X, ha sottolineato che la Svizzera «è al fianco delle persone colpite dal devastante sisma». La Confederazione è pronta a fornire aiuto al Venezuela, qualora ne venisse fatta richiesta. Nel frattempo, Caritas Svizzera ha stanziato un aiuto d'emergenza di 100.000 franchi, per aiutare le persone colpite dal terremoto. Il delegato del Consiglio federale per gli aiuti umanitari presso la Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) ha deciso di mobilitare la Catena svizzera di salvataggio, composta da 80 membri, otto cani da ricerca e 18 tonnellate di attrezzature di soccorso. La missione del team elvetico è quella di cercare eventuali superstiti rimasti sepolti sotto le macerie in seguito alle violente scosse di terremoto.

Le operazioni di soccorso sono proseguite senza sosta per tutta la notte, che diverse persone hanno trascorso tra le strade, per paura di ulteriori scosse di assestamento o per avere notizie dei propri familiari. «Le pietre dei muri che crollavano volavano in aria da tutte le parti. Il boato è stato terrificante», hanno raccontato alcuni testimoni. Dalla capitale Caracas all'area rurale dello Yumarè, sono stati numerosi gli edifici crollati. I soccorritori, da ore, stanno scavando sotto le macerie per trovare eventuali superstiti. 

Un fenomeno di questa intensità è raro in Venezuela. Sebbene si trovi in prossimità di diverse faglie tettoniche, la sua posizione a cavallo tra la placca sudamericana e quella caraibica rende i terremoti molto meno frequenti nel Paese, rispetto ad altre zone dell'America Latina. 

Secondo gli ultimi dati divulgati, l'epicentro delle due scosse è stato identificato a circa 24 chilometri a nord-est di San Felipe, nella parte settentrionale del Venezuela. La città dista 265 chilometri dalla capitale Caracas, colpita a sua volta severamente dal sisma. Il primo terremoto si è verificato alle 18.04 (ora locale): 39 secondi dopo è arrivata la seconda scossa, ancora più potente della precedente. 

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