

Cresce la mobilitazione internazionale a sostegno del Venezuela, colpito da due violenti terremoti che hanno provocato almeno 164 morti e migliaia di feriti. Nelle prossime ore sono attesi squadre di soccorso, personale sanitario, mezzi e aiuti umanitari inviati da numerosi paesi, mentre anche le Nazioni Unite hanno avviato il coordinamento della risposta all'emergenza per sostenere le operazioni di assistenza nelle aree più colpite.
Gli Stati Uniti hanno disposto l'invio di squadre di ricerca e soccorso, risorse mediche e aiuti umanitari. Anche il Messico ha predisposto personale specializzato in ricerca e assistenza sanitaria.
El Salvador ha inviato 300 soccorritori e paramedici con 50 tonnellate di attrezzature e medicinali, mentre la Repubblica Dominicana ha mobilitato squadre specializzate delle forze armate per le operazioni di emergenza. L'Ecuador ha disposto l'invio immediato di aiuti umanitari.
Il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva ha incaricato il ministero degli esteri di definire le forme di assistenza da fornire. Anche la Cina ha annunciato la disponibilità a fornire l'assistenza necessaria.
La presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodrigues, ha annunciato la sospensione delle lezioni scolastiche e l'interruzione del servizio della metropolitana di Caracas e della ferrovia della Valles del Tuy (una vasta subregione situata nello stato di Miranda) in seguito al terremoto che ha colpito il Paese. Chiuso fino a nuovo avviso anche l'aeroporto internazionale Simón Bolívar di Maiquetía. Come misura preventiva per evitare ulteriori tragedie, quali esplosioni o incendi di vaste proporzioni, le autorità hanno poi proceduto all'interruzione della fornitura di gas domestico in tutte le zone interessate dal sisma.
Rodríguez ha comunicato che lo Stato ha messo a disposizione delle vittime la piattaforma VenApp, affinché possano segnalare alle autorità eventuali danni alle proprie abitazioni o la scomparsa di familiari o amici. Ha inoltre indicato che sono stati predisposti hotel e rifugi per «coloro che hanno perso la casa o le cui abitazioni sono state minacciate da questi continui terremoti».
La presidente ad interim ha anche reso noto che nelle prime ore di oggi sarebbero arrivate squadre di soccorso da Messico, El Salvador e Repubblica Dominicana.
Un gruppo di cittadini venezuelani ha aperto un sito internet per aiutare le famiglie a rintracciare i propri cari dispersi dopo le forti scosse di terremoto, che hanno provocando anche gravi interruzioni delle comunicazioni. Il portale, denominato ww.desaparecidosterremotovenezuela.com, consente ai cittadini di segnalare parenti e amici con cui hanno perso i contatti e di comunicare quando una persona viene ritrovata sana e salva. Lo riferisce il quotidiano El Nacional.
«Molte famiglie non hanno ancora notizie dei propri cari. Se non riesci a contattare qualcuno, segnalalo qui. Se invece l'hai ritrovato, faccelo sapere, così il suo nome potrà portare sollievo e non angoscia», si legge nel messaggio che accompagna l'iniziativa. Nelle prime ore di attività la piattaforma ha registrato 9.721 segnalazioni. Di queste, 9.166 riguardano persone ancora irreperibili, mentre 555 risultano già localizzate e al sicuro. La situazione più critica viene segnalata nello Stato costiero di La Guaira, dove i blackout delle comunicazioni rendono difficile ottenere informazioni sull'entità dei danni. Sui social network e nelle chat di messaggistica continuano intanto a circolare fotografie di persone scomparse e appelli di familiari alla ricerca di notizie.
Con il passare delle ore, si aggrava sempre di più il bilancio delle violente scosse di terremoto di magnitudo 7.1 e 7.5 che hanno colpito il Venezuela. Si tratta del sisma più potente nel Paese da 126 anni. Secondo gli ultimi aggiornamenti, sono 164 le vittime confermate, mentre altre 1.000 sono rimaste ferite. Tuttavia, oltre 10.000 persone risultano disperse: è quanto si legge su Sky News, che riporta quanto emerge da un sito web creato per rintracciare le persone scomparse, condiviso online sui social dai leader dell'opposizione venezuelana. Come comunicato dalla presidente ad interim Delcy Rodriguez, nel Paese è stata dichiarata la situazione d'emergenza.
Al momento, secondo quanto comunicato dal Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), contattato dal CdT, non si hanno notizie di eventuali vittime elvetiche. Circa 1.000 svizzeri si trovano attualmente in Venezuela, iscritti nel Registro degli svizzeri all'estero. Ad oggi, cinque turisti elvetici risultano registrati su TravelAdmin, l'applicazione che fornisce un supporto nella preparazione di un viaggio all'estero, nonché informazioni e servizi utili in caso di crisi.
Il presidente della Confederazione Guy Parmelin, in un post su X, ha sottolineato che la Svizzera «è al fianco delle persone colpite dal devastante sisma». La Confederazione è pronta a fornire aiuto al Venezuela, qualora ne venisse fatta richiesta. Nel frattempo, Caritas Svizzera ha stanziato un aiuto d'emergenza di 100.000 franchi, per aiutare le persone colpite dal terremoto. Il delegato del Consiglio federale per gli aiuti umanitari presso la Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) ha deciso di mobilitare la Catena svizzera di salvataggio, composta da 80 membri, otto cani da ricerca e 18 tonnellate di attrezzature di soccorso. La missione del team elvetico è quella di cercare eventuali superstiti rimasti sepolti sotto le macerie in seguito alle violente scosse di terremoto.
Le operazioni di soccorso sono proseguite senza sosta per tutta la notte, che diverse persone hanno trascorso tra le strade, per paura di ulteriori scosse di assestamento o per avere notizie dei propri familiari. «Le pietre dei muri che crollavano volavano in aria da tutte le parti. Il boato è stato terrificante», hanno raccontato alcuni testimoni. Dalla capitale Caracas all'area rurale dello Yumarè, sono stati numerosi gli edifici crollati. I soccorritori, da ore, stanno scavando sotto le macerie per trovare eventuali superstiti.
Un fenomeno di questa intensità è raro in Venezuela. Sebbene si trovi in prossimità di diverse faglie tettoniche, la sua posizione a cavallo tra la placca sudamericana e quella caraibica rende i terremoti molto meno frequenti nel Paese, rispetto ad altre zone dell'America Latina.
Secondo gli ultimi dati divulgati, l'epicentro delle due scosse è stato identificato a circa 24 chilometri a nord-est di San Felipe, nella parte settentrionale del Venezuela. La città dista 265 chilometri dalla capitale Caracas, colpita a sua volta severamente dal sisma. Il primo terremoto si è verificato alle 18.04 (ora locale): 39 secondi dopo è arrivata la seconda scossa, ancora più potente della precedente.

