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Terremoto in Giappone, «numerosi morti», i dispersi sono circa 30
KEYSTONE/AP Kyodo News
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Ats
2 ore fa
Molte persone sono rimaste intrappolate a seguito di un'esplosione avvenuta all'interno di un centro commerciale a Kumamoto: il numero di vittime sarebbe «considerevole»

Molte persone sarebbero rimaste intrappolate in un centro commerciale danneggiato dal terremoto di magnitudo 7.1 registrato oggi nella prefettura di Kumamoto, nel sudovest dell'arcipelago, alle 16.27 ora locale (le 09.27 in Svizzera). I morti sarebbero numerosi. Dopo la scossa la polizia ha riferito di aver ricevuto segnalazioni di un'«esplosione» avvenuta all'interno di un centro commerciale a Kumamoto. «Molte persone» sono rimaste intrappolate, riporta la tv pubblica NHK. I danni all'Aeon Mall hanno causato un numero «considerevole» di vittime, afferma l'emittente televisiva TBS.

«La polizia ritiene che circa 20-30 persone risultino disperse in un centro commerciale nella città di Kashima, nella prefettura di Kumamoto». Lo scrive la tv giapponese Nhk, precisando che «le autorità avevano precedentemente segnalato un'esplosione all'interno della struttura in seguito al terremoto».

Il sisma

L'epicentro del terremoto si trova a circa 20 chilometri a sud di Kumamoto, la città più grande dell'isola di Kyushu centrale, con una popolazione di circa 700'000 abitanti. La scossa ha avuto ipocentro a 10 chilometri di profondità, ha reso noto la Japan Meteorological Agency (JMA), che ha inizialmente lanciato un allarme tsunami e ha classificato l'intensità della scossa a 7 sulla scala nipponica di misurazione, il massimo livello. Due ore dopo il sisma l'allerta tsunami è stata rimossa dal sito web dell'agenzia.

Dopo la scossa, incendi sono divampati in diverse località e sono in corso le operazioni di spegnimento, riportano i media locali segnalando anche diverse case crollate e la presenza di persone intrappolate all'interno.

In una dichiarazione alla stampa la premier giapponese Sanae Takaichi ha informato che 300 membri delle Forze di autodifesa saranno inviati nella regione per prestare soccorso alle vittime del disastro, riporta la NBC.

Secondo la Kyushu Electric Power Transmission and Distribution Co., circa 48'170 famiglie nella prefettura di Kumamoto sono rimaste senza corrente elettrica. In alcune zone colpite, i servizi di comunicazione via internet sono risultati indisponibili. Anche i principali operatori di telefonia mobile hanno annunciato interruzioni del servizio una dopo l'altra.

La compagnia ferroviaria Kyushu Railway Co. ha sospeso la circolazione dei treni su tutte le linee, compresi i servizi ad alta velocità Shinkansen. Chiusi anche la pista dell'aeroporto a tempo indeterminato, e alcuni tratti delle autostrade, dove si sono formate crepe.

Le centrali atomiche

Nessuna anomalia è stata immediatamente rilevata nelle centrali atomiche vicine, ha dichiarato l'Autorità di regolamentazione nucleare del paese. La compagnia elettrica locale, la Kyushu Electric Power, ha affermato che i tre reattori operanti nella regione hanno continuato a funzionare normalmente.

Il terremoto ha invece causato il crollo di alcune parti delle mura del Castello di Kumamoto, una delle fortezze più grandi, imponenti e militarmente avanzate di tutto il Giappone e considerato un capolavoro assoluto dell'architettura difensiva dei samurai, riporta Japan News.

Le operazioni di soccorso sono in corso mentre la popolazione resta in allerta per eventuali scosse di assestamento. Circa 300'000 persone hanno ricevuto l'ordine di recarsi nei centri di evacuazione, lo ha dichiarato l'agenzia per la gestione delle emergenze, come riporta il «Guardian».

I residenti delle zone che hanno avvertito le scosse più forti devono stare attenti a possibili ulteriori forti terremoti per circa una settimana, nonché al rischio di frane, ha dichiarato un funzionario della JMA. Anche la Takaichi ha esortato «tutti ad adottare immediatamente misure di protezione, tra cui l'evacuazione verso un luogo sicuro».

La prefettura di Kumamoto era già stata devastata da un doppio sisma di magnitudo 6.5 e 7.3 dieci anni fa, con 270 vittime e 207'000 abitazioni danneggiate.