
Attimi di terrore in Indonesia, colpita stamani da un sisma di 7,3 gradi sulla scala Richter: i morti sono almeno 15, oltre cinquemila le persone evacuate, secondo un primo bilancio parziale. L'istituto geofisico statunitense (Usgs) ha localizzato l'epicentro a circa 50 km di profondità, 200 km a sudovest di Jakarta. La scossa, registrata alle 14.55 (le 08.55 in Svizzera), è stata avvertita anche nella capitale, dove non si registrano danni, mentre in altre parti del Paese Decine di abitazioni sono state distrutte, riferiscono le autorità locali. Particolarmente colpita la città costiera di Tasikamalaya, Giava occidentale, dove si è verificata una seconda scossa di 5,1 gradi: è qui che, secondo le autorità, il sisma ha provocato il crollo decine di edifici. Le unità di emergenza hanno attivato le procedure di soccorso sul posto. Danni si segnalano anche a Bandung, città prevalentemente universitaria. Nella capitale, gli abitanti si sono precipitati fuori dagli edifici nel timore di crolli. Evacuato anche il parlamento. I palazzi, riferiscono i testimoni, hanno ondeggiato paurosamente. L'allarme tsunami diramato nell'immediato dall'osservatorio del Pacifico (Noaa), è rientrato circa 30 minuti dopo: "c'è stato uno tsunami al largo della città di Tasikmalaya, ma si è trattato di un'onda di circa 20 centimetri, quindi insignificante", ha dichiarato Suharjono, responsabile tecnico dell'agenzia indonesiana per la meteorologia e la geofisica. ATS
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