

Forti esplosioni sono state avvertite nella zona di Al-Jubail, in Arabia Saudita, dove sarebbe stata colpita un'area industriale del gas. Lo scrive l'agenzia di stampa iraniana Tasnim su Telegram, citando fonti locali. Nell'area si sarebbero sviluppati incendi.
Il ministero dell'Energia dell'Arabia Saudita, citato dall'agenzia iraniana Mehr, ha confermato che un incendio si è verificato in una delle strutture appartenenti alla raffineria di Aramco a Jizan. Il ministero non ha fornito ulteriori dettagli sull'incendio, ma ha sottolineato che l'incidente non ha causato vittime.
«Finché l'America non correggerà il suo comportamento, lo Stretto di Hormuz non sarà riaperto. Il Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale non si tirerà mai indietro; né in guerra né nei negoziati». Lo ha detto il segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale dell'Iran Mohammad Baqer Zolqadr, in una dichiarazione diffusa dai media nazionali e sui social.
«Correzione del comportamento - spiega l'alto funzionario di Teheran - significa: l'Iran non deve mai essere minacciato con alcun linguaggio e non si deve insultare ciò che è sacro per questa nazione. Porre fine per sempre alla guerra e all'aggressione contro l'Iran e i suoi alleati in Libano, Palestina, Yemen e Iraq. Rimuovere il blocco navale strategico e ritirare le proprie forze militari (marittime e aeree) dai dintorni dell'Iran. Risarcire e ridurre i danni delle due guerre di aggressione e imposte contro l'Iran. Revocare le sanzioni crudeli e illegali contro la nazione iraniana. Sbloccare incondizionatamente i beni congelati e rubati del popolo iraniano».
«Queste - conclude Zolqadr - sono le rivendicazioni del popolo risorto dell'Iran, che sono state gridate nelle piazze e nelle strade durante centosessanta giorni di presenza ininterrotta».

