

Due funzionari iraniani, uno dei quali membro dei Pasdaran, hanno detto al «New York Times» che l'ampliamento degli obiettivi di Teheran in caso di attacco include anche diplomatici e personale americano, definendoli «leciti». I funzionari, che hanno chiesto di rimanere anonimi, hanno confermato le notizie del Dipartimento di Stato relative al complotto iraniano volto a colpire cittadini americani.
I responsabili hanno difeso il piano: Israele e gli Stati Uniti «hanno ucciso decine di funzionari iraniani e alcuni loro familiari». A loro avviso gli attacchi contro gli americani sono «leciti». Non è chiaro, tuttavia, se dispongano dei mezzi necessari per farlo.
Intanto il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi ha sostenuto che «nulla tornerà allo stato in cui si trovava prima delle due recenti guerre, in particolare per quanto riguarda lo Stretto di Hormuz», aggiungendo che «la guerra in corso ha cambiato tutto. Le rotte attraverso lo Stretto di Hormuz non saranno più quelle di un tempo». Araghchi ha inoltre affermato che l'Iran ha sottolineato agli intermediari che la guerra deve cessare su tutti i fronti della regione, «altrimenti la pace rimarrà irraggiungibile».
Riferendosi a recenti dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump, che non ha escluso l'ipotesi di nuovi attacchi contro l'Iran, Araghchi ha sottolineato che «si parla di una nuova guerra, ma io sto già pensando al periodo successivo alla guerra. Indipendentemente dal fatto che una guerra scoppi o meno, le nostre politiche rimangono invariate. Se prevarrà un minimo di razionalità, non tenteranno nuovamente un'aggressione militare contro l'Iran. Ci hanno già provato due volte e hanno visto come è andata a finire. Se dovessero tentare ancora una volta, sanno bene che il risultato non sarà diverso da quello che hanno sperimentato in passato».
Nel frattempo le forze armate iraniane hanno reso noto in un comunicato che i loro sistemi di difesa hanno abbattuto un drone Lucas statunitense sopra la città di Bander Abbas, che si affaccia sullo Stretto di Hormuz.
Le forze saudite hanno reso noto stamani di aver intercettato dieci missili balistici lanciati dai ribelli yemeniti Houthi in direzione del sud dell'Arabia Saudita, al confine con lo Yemen, poco dopo una serie di allerte diramate dalle autorità.
Il regno saudita «ha intercettato e distrutto dieci missili balistici lanciati dalla milizia terroristica Houthi in direzione della regione meridionale», ha affermato su X Turki al-Malki, portavoce della coalizione guidata dall'Arabia Saudita, che sostiene il governo yemenita contro i combattenti filo-iraniani.
Nella notte a Riad erano state udite tre esplosioni: la coalizione anti-Houthi ha reso noto di aver intercettato un missile balistico lanciato sempre dai ribelli yemeniti verso la capitale saudita, oltre a due droni nella stessa area. Negli ultimi giorni Riad è stata regolarmente bersaglio di attacchi da parte degli Houthi.
I nuovi intercettamenti sono avvenuti poco dopo che l'aeroporto internazionale di Riad ha annunciato che i voli oggi dovrebbero riprendere, dopo una chiusura di due settimane seguita ad attacchi degli Houthi. Il grado di operatività dello scalo al momento non è tuttavia ancora chiaro. I ribelli, scrive Al-Jazeera, hanno ribadito l'avvertimento alle compagnie aeree, al personale aeroportuale e ai viaggiatori di non utilizzare l'aeroporto di Riad.
Da parte sua l'esercito yemenita ha annunciato di aver condotto nelle ultime 24 ore, nell'ambito della controffensiva iniziata il 5 ottobre, una serie di operazioni militari contro le postazioni e i raduni delle milizie Houthi nelle province di Taiz, Al-Jawf e Lahj, prendendo di mira comandanti sul campo, centri di comando e controllo e rinforzi militari. In un comunicato ufficiale citato dai media panarabi si precisa che sono state attaccati anche depositi di armi, postazioni di tiro, fortificazioni e linee di rifornimento e di movimento.
Tre esplosioni sono state udite questa mattina presto a Riad, capitale dell'Arabia Saudita. Lo ha constatato un giornalista dell'Afp. Negli ultimi giorni Riad è stata regolarmente bersaglio di attacchi da parte degli Houthi filo-iraniani dello Yemen. I ribelli Houthi, scrive Al Jazeera, hanno intanto ribadito l'avvertimento alle compagnie aeree, al personale aeroportuale e ai viaggiatori di non utilizzare l'aeroporto internazionale di Riad.
In partenza per la Georgia, Donald Trump ha rilasciato nuove dichiarazioni sull'Iran parlando con i giornalisti: «C'è la possibilità che io bombardi di nuovo l'Iran», ha affermato, non escludendo tuttavia la via diplomatica. Il presidente USA ha infatti aggiunto che «c'è anche la possibilità che si arrivi a un bell'accordo, importante e positivo», sottolineando che Teheran desidera un'intesa ma ponendo un dubbio cruciale: «Il punto è: rispetteranno l'accordo?».
L’esercito israeliano ha annunciato la chiusura di tutti i valichi di frontiera con la Cisgiordania e la Valle del Giordano per l’intera giornata di martedì 27 ottobre, in concomitanza con le elezioni legislative. Su indicazione delle autorità di sicurezza, la leadership politica ha disposto il divieto di transito per i lavoratori palestinesi, inclusi gli accessi alle zone industriali. Il provvedimento giunge mentre nell’area è in corso una vasta operazione militare avviata dopo l’uccisione di due soldati israeliani all’inizio della settimana.

